AlpinismoAlta quota

La Terra, Cimenti e Galliano in vetta al Manaslu, discesa in snowboard e sci

Manaslu
Manaslu

ARUGHAT, Nepal — Altri italiani sono andati in cima al Manaslu martedì 4 ottobre. Si tratta di Simone La Terra, Carlalberto Cimenti e Marco Galliano arrivati in vetta all’ottomila himalayano il primo alle 12 e gli altri due alle 10 del mattino, tutti senza ossigeno. Galliano, specialista dello snowboard, è sceso con la tavola della montagna, sciando da poco sotto la vetta a campo 2 e da campo 1 al campo deposito posto a una mezzoretta dal base. Cimenti è invece sceso con gli sci.

Non si tratta di una discesa integrale, perché Galliano specifica di essere sceso con la tavola solo laddove ha ritenuto fosse possibile, e per il resto di aver utilizzato le corde fisse nei tratti attrezzati. Lui e Cimenti hanno trasportato l’attrezzatura, sci e tavola aiutati da uno Sherpa, poi una volta arrivati in vetta senza ossigeno sono ridiscesi e, secondo quanto racconta Simone La Terra, a partire dalla cima rocciosa hanno iniziato a sciare.

La Terra, terzo membro della spedizione, che ha condiviso con gli altri due permesso e tenda mensa, è invece arrivato in vetta alle 12. “Quel giorno in cima sono arrivate tante persone – racconta al telefono -, diverse commerciali ma anche gruppi autonomi. C’erano 4 o 5 clienti della spedizione di Rusell Brice, un alpinista rumeno, un peruviano. Noi in tutto eravamo in 5: oltre a me, Cala e Marco c’era un altro italiano che non è arrivato in cima, e un ragazzo inglese che ha riportato il congelamento di un dito”.

Per l’alpinista lombardo, 30 anni, non è la prima spedizione al Manaslu, dove era già stato nel 2010. Questo è il suo quinto ottomila in curriculum. Carlalberto Cimenti è invece uno specialista dello scialpinismo, già stato in passato su diversi ottomila. Infine Marco Galliano è un professionista dello snowboard: con la tavola ha sceso nel 2009 il Cho Oyu.

“Bisogna sicuramente ringraziare gli sherpa – conclude La Terra -, molti della spedizione di Rusell Brice, perchè sono stati loro ad attrezzare la montagna e ad aiutare tutti nella salita. Ora noi abbiamo già lasciato la montagna e siamo a metà strada del trekking di ritorno”.

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