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Clima: in Karakorum una nuova stazione Share a 4000 metri

AWS Urdukas
AWS Urdukas

URDUKAS, Pakistan — Ai 4.000 metri dell’oasi pakistana di Urdukas, ultimo tradizionale luogo di sosta prima di affrontare il ghiacciaio del Baltoro, ieri mattina una squadra del Comitato EvK2Cnr ha installato, nell’ambito del progetto SHARE (Stations at High Altitude for Research on Environment), una nuova centralina per il rilevamento e l’analisi della composizione dell’atmosfera.

La nuova stazione è stata installata da una missione congiunta formata dal responsabile tecnico delle stazioni di monitoraggio del Comitato EvK2CNR, Gian Pietro Verza, e da tre tecnici del Pakistan Meterological Departement, Mr. Habibullah Barohi, Mr. Adnan Shafiq Rana, Mr. Furruch Bashir.

Il sito prescelto, a una quota di 3.926 metri, è in prossimità di un’altra stazione che fa parte del network SHARE, l’Aws Urdukas che però, a differenza della centralina installata oggi, rileva solamente le variabili meteorologiche standard del World Meteorological Organization. La nuova stazione, infatti, oltre a rilevare i parametri meteorologici, è dotata di una sensoristica per l’analisi della composizione dell’atmosfera, sia per la caratterizzazione del particolato sia di alcuni gas in traccia. In particolare, nei prossimi mesi, la centralina misurerà le concentrazioni della massa del PM10, del biossido d’azoto, dei composti organici volatili e degli idrocarburi non metanici.

L’installazione è il risultato della sinergia tra i diversi progetti che il Comitato EvK2CNR sta portando avanti nel Giligit and Baltistan, SHARE (ABC-Unep, Paprika), SEED, Karakorum Trust II, e fa parte di una campagna a più ampio spettro volta ad individuare il sito idoneo per l’installazione del Pakistan Climate Observatory in Karakoram (PCO-K) che, come la sorella nepalese NCO-P (5.079 metri, sita presso il laboratorio Piramide dell’Everest), permetterà il monitoraggio continuo della composizione atmosferica nell’ambito del progetto Atmospheric Brown Clouds promosso da Unep.

PCO-K è stimato essere estremamente importante per la comprensione dei cambiamenti ambientali e relativi impatti a diverse scale (locale, regionale, globale), infatti, l’area settentrionale del Pakistan è un luogo ideale per la caratterizzazione chimico-fisica dei trasporti dall’Asia Centrale, soprattutto nella stagione estiva, e per la stima del contributo dei flussi occidentali (regionali e transcontinentali) nelle altre stagioni.

La squadra del Comitato EvK2CNR, si sta già addentrando nel Baltoro e nei prossimi giorni raggiungerà Concordia, dove verrà posizionata la prima stazione di monitoraggio su ghiacciaio in Pakistan: la stazione AWS Concordia sarà dotata anche di un sensore di livello ad ultrasuoni per la misura dello spessore del manto nevoso e di un radiometro CNR1, un sensore complesso per misurare la radiazione solare, atmosferica e terrestre.

Verza, nei prossimi giorni, si unirà ad un secondo gruppo di ricercatori EvK2CNR formato da glaciologi dell’Università degli Studi di Milano coordinati dal Prof. Christian Mayer, e da idrologi del Politecnico di Milano, per supportarli in alcune attività di rilevamento sul ghiacciaio sempre nell’ambito dei progetti SEED e SHARE Paprika.

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