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Soccorsi al Gasherbrum I, recuperato portatore a campo 1

Gli alpinisti sorridono al termine del soccorso al GI (Photo Luis Rousseau - Desnivel)
Gli alpinisti sorridono al termine del soccorso al GI (Photo Luis Rousseau - Desnivel)

ISLAMABAD, Pakistan — Un portatore d’alta quota pakistano è stato salvato lunedì scorso al Gasherbrum I da una squadra di alpinisti internazionali, al momento in Karakorum per tentare alcune salite sugli ottomila. Il portatore si sarebbe sentito male intorno a campo 1: Louis Rousseau, Gunther Unterberger, Alex Txikon, José Carlos Tamayo, Mario Vielmo, Silvano Forgiarini, Juan Ramon Madariaga e altri alpinisti sono andati in suo aiuto, riuscendo a portarlo in salvo al campo base.

Lunedì scorso il portatore, Sadik del villaggio di Machulu secondo quanto riferisce il sito di Giuseppe Pompili, era salito in quota con una spedizione giapponese ma intorno a campo 1 si era sentito male. Soffriva di mal di montagna ed era a rischio di edema polmonare, perdeva sangue da naso e bocca e non riusciva a camminare.

Secondo Desnivel, i giapponesi avrebbero chiesto aiuto alle altre spedizioni presenti al campo base di GI e GII. I primi a rispondere all’appello sarebbero stati il gruppo di Kari Kobler e dell’ÖAV, spedizione internazionale di cui fa parte l’Abc team, composto dall’austriaco Gerfried Göschl, dal basco Alex Txiko e dal canadese Luis Rousseau, e da altri alpinisti, tra cui gli italiani Giuseppe Pompili, Mario Vielmo, Silvano Forgiarini, Adriano dal Cin e Guido Pagani.

Il portatore non riusciva a scendere sul tratto di ghiacciaio che porta dal campo 1 al base. Era stato inizialmente assistito nella discesa dai 5900 metri di quota da tre portatori e da uno sherpa del gruppo svizzero di Kobler. Poi sono arrivati i rinforzi a dare manforte, coordinati da Göschl.

“Appresa la notizia Tamayo e Luis del nostro team hanno interrotto la colazione e sono saliti a razzo con barella e ossigeno – spiega infatti Pompili dal suo sito -, seguiti poco dopo da Mario Vielmo e Silvano Forgiarini (per la componente italiana), assieme a Gunther Unterberger, Alex Txikon e Juan Ramon Madariaga oltre, naturalmente, al medico Stefan Zechmann del gruppo di Gerfried per portare le prime cure e assistere il portatore in discesa nella parte più crepacciata del ghiacciaio.

“Lo hanno raggiunto a quota 5500 metri verso le 10 del mattino sul plateau sopra la seraccata e gli hanno prestato le prime cure (liquidi, ossigeno) – continua l’alpinista italiano che nei prossimi giorni tenterà col resto del suo gruppo la vetta del GI -. Poi, sorreggendolo in due hanno iniziato una lentissima discesa, fino a che hanno incrociato il resto del team di soccorso. Anche l’altro gruppo italiano presente al base aveva nel frattempo inviato due persone alla fine del plateau, la dottoressa Annalisa Fioritti e il capospedizione Nicola Campani, aiutati dal loro cuoco per portare liquidi. Tutto il gruppo si è alternato nel sorreggere Sadik durante la discesa e nel somministrargli ossigeno, aiutandolo così a scendere con le sue gambe piuttosto che usare la barella, quasi impossibile da impiegare tra gli stretti passaggi e i profondi crepacci del ghiacciaio”.

Alla fine è andata bene e intorno alle 4 del pomeriggio il portatore pakistano è riuscito ad arrivare al campo base. Ma anche questa volta le polemiche sui soccorsi non sono mancate. Pompili e Rousseau infatti, secondo quanto afferma il sito spagnolo Desnivel, sostengono che le altre spedizioni si sono rifiutate di collaborare e addirittura avrebbero proibito ai propri portatori d’alta quota di andare in aiuto del loro collega in difficoltà.

 

Info: desnivel.com – paesieimmagini.it/blog

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