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Maurizio Gallo: un protocollo ambientale per le spedizioni alpinistiche

Maurizio Gallo al K2
Maurizio Gallo al K2

BERGAMO — Controllare periodicamente la raccolta differenziata dei rifiuti, essere disposti a spendere tempo e soldi per la pulizia delle montagne e soprattutto aver presente che rispettarle è importante tanto quanto scalarle. Questo, in sintesi, il “decalogo” di regole che ogni spedizione alpinistica dovrebbe rispettare, in qualsiasi luogo remoto si rechi.

“Al K2, l’anno scorso, ho visto delle cose molto gravi – racconta Gallo -. Sono tornato a casa pieno di presagi negativi, e le cose devono iniziare a cambiare sul serio. Gran parte della pulizia degli ambienti remoti dipende da noi visitatori, se non abbiamo presente che dobbiamo tenerli puliti per preservarli, è dura che si mantengano nel tempo.

L’acclimatazione è un tarlo che un alpinista si porta dietro da casa, in viaggio ci pensa continuamente e agisce con questo obiettivo. La pulizia deve essere la stessa cosa. Spero in una risposta positiva”.

Ma quali sono queste regole? Eccole:

  • Fare un check dei viveri prima della partenza, eliminando imballaggi inutili.
  • Predisporre la raccolta differenziata durante il trekking. Ciò significa bruciare la carta, raccogliere plastica e lattine e prevedere bidoni per il trasporto dei rifiuti fino alla fine del trekking, anche se significa pagare dei portatori dedicati.
  • Controllare regolarmente lo staff cucina per verificare la gestione i rifiuti.
  • Pianificare la salita con precisione, cercando di portare in quota solo il materiale indispensabile. Riportare in basso, di volta in volta, ogni rifiuto e ogni materiale non utilizzato, anche le tende eventualmente rotte. Se non si è in grado di farlo da soli, prevedere dei portatori d’alta quota per il recupero materiale lungo la via di salita a spedizione finita, anche se ciò implica un costo aggiuntivo.
  • Lasciare il campo base per ultimi, dopo aver verificato che tutti i rifiuti sono stati portati via.
  • Raccogliere eventuali rifiuti lasciati da altri lungo il cammino e portarli a valle.
  • Riconoscere che il rispetto dell’ambiente è un obiettivo di pari importanza all’acclimatazione e alla vetta.

Con la spedizione Keep Karakorum Clean e il progetto Seed, è già in atto un’azione per sensibilizzare gli alpinisti sulle questioni dei rifiuti e della tutela ambientale.

“Stiamo cercando di sensibilizzare i turisti attraverso questionari – spiega Gallo – con domande studiate per favorire la comprensione del problema rifiuti su ghiacciaio. Quest’anno il GII è la montagna simbolo della spedizione, quindi ci sarà lì vicino un campo dedicato alla sensibilizzazione delle spedizioni sulla pulizia delle alte montagne. Nella storia, ci sono state alcune spedizioni di pulizia al K2, ma molto poco è stato fatto ai Gasherbrum. Si dice che il campo 4 di questa montagna sia uno dei luoghi dove il problema dei rifiuti è più grave in assoluto. Si parla soprattutto bombole di gas usate per cucinare, non di ossigeno perché il GII è 8035 metri e non si usa molto”.

Maurizio Gallo, ingegnere, guida alpina e direttore tecnico dei progetti Evk2Cnr in Pakistan, ha partecipato alle spedizioni all’Everest nel 1992, al Lothse nel 1996, al K2 nel 2004. Nel 2005 ha volato con l’esercito dopo il terremoto che colpì le montagne pakistane e ha seguito la frana di Hunza nel 2010. Per dieci anni è stato direttore nazionale dei corsi per guide alpine.

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