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Se gli inquinanti nascono nelle case: ricerca medica nella valle dell'Everest

Ricerca Annalisa Cogo - Nepal 2011
Ricerca Annalisa Cogo - Nepal 2011

FERRARA – Non c’è solo l’atmosfera sotto la lente del progetto di monitoraggio climatico Share, punto di riferimento internazionale per i dati raccolti in alta quota sull’atmosfera e l’inquinamento. Da quest’anno, il raggo d’azione si è ampliato anche alla medicina ambientale, con una interessante ricerca della dotteressa Annalisa Cogo dell’Università di Ferrara sull’inquinamento indoor nei villaggi nepalesi, prodotto da stufe e camini, e gli effetti sul sistema respiratorio e cardiovascolare degli abitanti della valle dell’Everest. La dottoressa Cogo ci ha raccontato la missione svolta con il suo team qualche settimana fa nel villaggio di Thame, 3800 metri di quota in Nepal, dove sono stati esaminati 40 soggetti.

Dottoressa Cogo, come si è svolta la campagna di ricerca a Thame?

Siamo riusciti a fare le spirometrie, cioè i test per valutare le funzionalità polmonari, su 40 soggetti che avevamo già esaminato nel 2008. Abbiamo valutato gli stessi soggetti anche dal punto di vista cardiovascolare, per la prima volta. Per fare le spirometrie andavamo di casa in casa, accompagnati da qualcuno che ci aiutasse nella traduzione, mentre per la valutazione cardiovascolare ci hanno concesso un angolo del lodge, che abbiamo isolato con un lenzuolo con la scritta“Evk2cnr research lab”. La cosa ha incuriosito tutti quelli che venivano a bere il the.

Qual è il prossimo passo della ricerca?

Ora stiamo valutando i dati raccolti e per giugno dovremmo avere i primi risultati. Stiamo anche programmando la prossima missione sul campo in cui vorremmo studiare altri soggetti di altri due villaggi: uno un po’ più basso in modo da non avere l’effetto dell’ipossia e un altro invece a circa 4000 metri. Si tratta di un’indagine estesa su tutta la Valle del Khumbu: saranno diversi i villaggi campione, che stiamo definendo anche su base geografica, statistica ed epidemiologica.

Che cosa vi aspettate di riscontrare dalle analisi?

Ci aspettiamo un’incidenza delle malattie respiratorie croniche e cardiovascolari più alta rispetto alla percentuale attesa della popolazione in generale, proprio per l’uso di questi antichi sistemi di riscaldamento delle case che, come è noto, producono sostanze nocive e inquinanti. In Nepal non ci sono ancora dati di questo tipo, ma abbiamo anche coinvolto dei colleghi nepalesi e proprio lunedì è arrivato qui a Ferrara un giovane medico nepalese che sta imparando a fare i test respiratori: partirà presto un progetto di valutazione spirometrica equivalente al nostro nella città di Kathmandu, che ci consentirà di fare confronti interessanti. Il trasferimento di competenze e tecnologie è un altro aspetto interessante di questi studi.

Come mai avete scelto la valle dell’Everest per questo studio?

Questo tipo di studi sull’inquinamento indoor è stato fatto in diverse altre parti del mondo ma sempre in luoghi dove influiscono molto il traffico e l’abitudine al fumo delle persone. Non era mai capitato di studiare villaggi che si raggiungono solo a piedi come in Himalaya. Qui, tra l’altro, c’è un tasso bassissimo di abitudine al fumo. E’ un’esposizione abbastanza unica a questo tipo di fattore di rischio.

Voi avete anche studiato le case di questa popolazione è esatto?

Sì, abbiamo studiato la tipologia delle case di questi villaggi, che in realtà sono tutte molto simili. Abbiamo rilevato le misure della living room, la ventilazione e la collocazione delle finestre, che quasi sempre sono disposte su una sola facciata. Abbiamo visto quante case hanno il camino, se è artigianale o no, e da quanti anni.  Abbiamo misurato il monossido di carbonio all’interno della casa sia a focolare spento, di giorno, sia alla sera quando il fuoco è acceso. Adesso stiamo valutando i risultati e li compareremo con altri villaggi.

Come valuta l’inserimento di una ricerca di medicina ambientale nel progetto Share?

Sono ovviamente molto positiva su questa novità, perché i progetti interdisciplinari offrono la possibilità di studiare una situazione sotto diversi aspetti che in modo diverso influiscono tutti sull’uomo. E’ sicuramente una novità da cogliere con soddisfazione.

 

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