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Boati dell'Alpago? E' il drago del lago di Santa Croce

Lago Santa Croce (Photo lestans - trekearth.com)
Lago Santa Croce (Photo lestans - trekearth.com)

FARRA D’ALPAGO, Belluno — Altro che scosse sismiche, i boati dell’Alpago sono l’eco della presenza di un misterioso drago. Questo il mito nato nell’arco di pochi mesi tra le montagne del bellunese. Gli abitanti del posto infatti, complice l’aiuto dei media, hanno messo in piedi una colorita storia che vorrebbe l’esistenza di un essere mitologico al centro del Lago di Santo Croce. E subito è scoppiata la mania: da facebook alle iniziative dei commercianti del posto, sbizzarritisi in una serie gadget a soggetto.

La nuovissima legenda del drago di Santa Croce ha visto una forte impennata di seguito proprio nel mese di marzo, a seguito della messa in onda della trasmissione “Mistero” di Italia 1 che avrebbe visitato il posto alla ricerca delle tracce del fantomatico essere. Su facebook i fan della creatura sarebbero già in molti: proliferano infatti le pagine a lui dedicate: “Il drago del lago di Santa Croce”, al “Drago dell’Alpago” a “I love drago di Santa Croce”.

Il cioccolato del drago del lago (Photo Corriere delle Alpi)
Il cioccolato del drago del lago (Photo Corriere delle Alpi)

La trovata è piaciuta anche ai commercianti, tanto che panifici, pizzerie e pasticceri hanno ideato apposite creazioni molto apprezzate dalla clientela. Mirco Della Vecchia, cioccolatiere delle Dolomiti, ha pensato a una cioccolata “da drago”. “Francamente mi sono posto qualche remora di coscienza sull’effettuare questo lavoro, in quanto non mi sembrava corretto scherzare su un tema così delicato e che preoccupa la gente dell’Alpago, alla quale sono tra l’altro molto legato – ha dichiarato il maestro del cioccolato al Corriere delle Alpi – ma poi ho pensato che forse questa tavoletta poteva avere anche un richiamo turistico. Infatti sul retro della confezione ho voluto riportare alcune informazioni sul territorio e le sue attività e indicare l’indirizzo del portale del turismo Alpago”.

Dello stesso parere anche il vicesindaco di Farra d’Alpago Fulvio Basso. “Ci sono delle proposte in itinere – ha spiegato infatti al Gazzettino del Nord Est – stiamo pensando di farci disegnare il drago da qualche vignettista. C’è anche l’idea di farne la mascotte del lago. In effetti i turisti che arrivano da noi non trovano molti gadget e souvenir. Se qualcuno volesse provare a inventarsi qualcosa per promuovere l’Alpago credo che di spazio ce ne sia”.

Nella zona dell’Alpago boati e lievi vibrazioni della terra sono iniziate nell’autunno scorso e sono continuate per tutto l’inverno, ancora fino a pochi giorni fa. Secondo la spiegazione scientifica, ovvero secondo i rilievi e le ricerche effettuate da geologi ed esperti, il fenomeno sarebbe collegato a spostamenti di masse d’acqua sotterranee connessi all’abbondanza delle piogge degli ultimi mesi.

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2 Commenti

  1. Ah, la virtu e il vizio del capitalismo: trasformare ogni cosa in mercanzia. Peccato che tutto ciò significa più grande impronta ambientale e inquinamento causato dalla fabbricazione di oggetti inutili in Cina e poi importati nel Alpi per finire nelle local discariche o lungo le strade. Magari qualcuno venderà scatoline di latta con l’aria fritta del drago. 🙂

  2. Come giustamente scrive Pierre Rossi pur di far soldi……… Mi auguro però che se qualcuno ci crede, siamo nel 2011 e non nel 1300

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