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Dolomiti Unesco, il logo della discordia sarà modificato

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Dolomiti

TRENTO — Il verdetto popolare ha prevalso sul giudizio della Commissione che l’aveva scelto tra oltre 400 proposte. Il logo delle Dolomiti Unesco, quattro torrioni stilizzati e molto simili ai grattacieli di Manhattan su sfondo rosso, verrà modificato. Le ragioni sono prima di tutto di natura tecnica, ma a pesare in modo decisivo sono state anche le tante critiche sollevate da privati cittadini, amanti della montagna e nomi illustri. Il disegno quindi sarà cambiato: meno palazzi e più montagne, e lo sfondo sarà di tanti colori.

Il consiglio di amministrazione della Fondazione Dolomiti Unesco si è riunito la settimana scorsa per rimettere in discussione il tanto contestato logo, scelto l’anno scorso a rappresentanza delle Dolomiti nel mondo. Il marchio infatti, oltre a non essere piaciuto a molti, presentava delle problematiche tecniche nella riproduzione su manifesti di grandi dimensioni.

Così i rappresentanti della fondazione dolomitica hanno incontrato l’autore del progetto, il valdostano Arnaldo Tranti, per concordare con lui alcuni cambiamenti. Cogliendo l’occasione, il logo verrà modificato, tenendo anche conto delle tante e pesanti critiche ricevute.

“Abbiamo dato incarico al tecnico di cogliere alcuni elementi delle critiche che ci sono giunte – ha spiegato infatti Mauro Gilmozzi, assessore all’urbanistica trentino, secondo quanto riferisce il quotidiano L’Adige che riporta la notizia -. La prima riguarda il fatto che molti hanno detto che invece di montagne quel disegno sembrava rappresentare dei grattacieli, abbiamo chiesto di esaltare il senso della montagna. La seconda esigenza è quella di modificare il logo in modo che sia riproducibile sia in piccole dimensioni che in grande senza che si modifichi l’effetto. Riguardo al colore dello sfondo questo non sarà unico ma il logo potrà avere più colori”.

Logo-Dolomiti-Unesco_2010
Logo Dolomiti Unesco

Tranti apporterà le modifiche al suo marchio in una quindicina di giorni, e nel frattempo ne verrà sospeso l’utilizzo. Il grafico valdostano, a seguito dello scoppio della polemica, aveva accettato serenamente le critiche valutandole, in quanto giudizio di gusto, assolutamente fisiologiche. Coerentemente aveva motivato le sue scelte, sulla base sia di criteri tecnici, sia di una profonda riflessione sul tema raffigurante.

“Attraverso le immagini e i testi di poeti e scrittori, architetti e viaggiatori – aveva dichiarato in un’intervista al portale Nuovocadore.it -, sono arrivato a due conclusioni: 1. la forma di queste montagne è stata da sempre assimilata all’architettura: torri, pinnacoli, campanili…l’arte gotica si ispira a queste guglie. 2. la superficie è un ‘tessuto’, una pelle segnata da forti spinte verticali intrecciate da linee orizzontali”.

“E’ su questa tesi che il marchio prende forma – concludeva Tranti nella stessa intervista -, lasciando aperta questa speciale e unica ambiguità visiva: Dolomiti come costruzioni. Entrando a far parte del Patrimonio Unesco le Dolomiti diventano dell’umanità. Le Dolomiti devono essere rappresentate nel loro specifico identitario e trasmettere un’immagine istituzionale, senza enfasi e senza ruffianerie tra mille colori o fiorellini. Ma le Dolomiti non sono solo Natura. C’è anche l’uomo. Lui le abita e le vive e oggi si assume un’enorme responsabilità per continuare a godere della loro straordinaria bellezza”.

Info: http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=97065
http://www.nuovocadore.it/2010/11/12/il-commento-di-arnaldo-tranti-il-vincitore-del-concorso-per-il-logo-dolomiti-unesco/

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17 Commenti

  1. Il logo era veramente orrendo secondo me! Ha ragione chi ha scritto l’articolo a dire che richiama alla mente più i grattacieli statunitensi che le nostre splendide Dolomiti.

  2. Scelta del logo vincitore errata con premio di 30.000 euro. Problemi di stampa su grande scala. Successiva modifica a causa di problemi tecnici ed estetici. La prossima volta all’interno della commissione che mettano Topo Gigio, le cose andranno sicuramente meglio.

  3. L’autore nella realizzazione del logo si è attenuto alle specifiche richieste, esse prevedevano delle caratteristiche che a mio modo di vedere hanno limitato oltremodo la fantasia e la possibilità di spaziare con la propria immaginazione nel proporre un’ambiente come quello delle dolomiti che ognuno nel proprio immaginario vede sicuramente in modo più poetico, sarebbe interessante poter visionare le altre proposte.

  4. Il logo faceva letteralmente schifo, non sono un esperto di architettura o di marchi ma passo le mie vacanze da 30anni in dolomiti e penso che l’eccelsa mente potesse scegliere sagome e colori molto
    più consoni a rappresentare la magnificenza dei luoghi.
    Son proprio contento che verrà rifatto.
    P.S. chi paga ora?

  5. Con questa decisione della giuria “impopolare” il logo non sarà più l’orribile vincitore anche se il tecnico (non più artista) premiato non cambia.

  6. meno male che si cambia, ma io avrei fatto un nuovo concorso o scelto fra quelli scartati, forse si trovava qualcosa di meglio. Mettere mani a questo vuol dire pasticciare “pedo al tacon del bus”.
    Commento la dichiarazione dell’autore Tranti “C’è anche l’uomo. Lui le abita…” si ma non nei gratacieli e speriamo che non lo siano mai.
    grazie.

  7. questo logo…evidentemente oltre a essere brutto è stato anche concepito dagli imprenditori locali e dai politici come un nuovo via alla costruzione di hotel giganteschi,impianti da tutte le parti (esempio san vito di cadore)..qualcuno li fermi…o le dolomiti diventeranno sul serio così!!!!

  8. Sarebbe bello vedere le facce dei componenti la Commissione….che figura di m…a!!
    Anch’io rifarei il concorso e soprattutto cambierei chi deve giudicare.
    Chi dovrebbe pagare? Chi ha sbagliato nel giudizio, ovviamente!
    All’autore direi: “scusa, ma l’Umanità, di cui le Dolomiti sono il Patrimonio, ha deciso che è una schifezza….”

  9. il logo migliore? andate in una scuola qualsiasi delle valli dolomitiche, lì lo troverete attaccato alle pareti, colorato di mille colori dai tanti bimbi che le abitano
    la giuria? altrettanti bimbi
    e a casa tutti gli altri e pensare che ci si erano messi d’impegno per farci uscire di testa con tutte le clausole e i vincoli….

  10. Un logo a dir poco orribile, partorito da chi “non vede e non sente la montagna”, e la rappresenta come un insieme di linee fredde degne di moderni costruzioni, e non ne percepisce nè l’emozione, nè la meraviglia.Totalmente inadeguato l’autore per questo compito, totalmente incapace la giuria. Ma modificare forse non è sufficiente…

  11. cito “…presentava delle problematiche tecniche nella riproduzione su manifesti di grandi dimensioni.” e “… La seconda esigenza è quella di modificare il logo in modo che sia riproducibile sia in piccole dimensioni…” poi …dare il senso della montagna, poi …i colori.
    Quindi NON rispondeva alle chiare (ed escludenti) richieste del bando.
    Come è possibile che una giuria abbia ignorato così palesemente le regole scritte sul bando??!!
    Sono d’accordo con Daniele Lucia Petito anche perché tra quelli scartati ci sono marchi che hanno rispettato le regole del bando.
    Infine comprendo il tentativo di difendere il proprio marchio (ci mancherebbe anche che il progettista non fosse convinto delle sue buone ragioni!) ma denigrare i “mille colori” con cui le Dolomiti veramente si presentano è negare l’evidenza!

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