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Messner: quel logo sembra New York

Tre Cime di Lavaredo
Tre Cime di Lavaredo

BERGAMO — “All’inizio non volevo credere fosse il logo scelto per rappresentare le Dolomiti. Credevo fosse un altro disegno, un simbolo scelto per identificare New York”. Questa l’opinione di uno dei più illustri abitanti dei Monti Pallidi, Reinhold Messner, che ieri ha dichiarato di non apprezzare il nuovo logo della Fondazione Dolomiti Unesco. E di certo la sua non è stata una voce isolata, visto che sul web gli scontenti sono in moltissimi, anche fra voi lettori.

Alcuni lo collegano a un paesaggio urbano, a uno skyline metropolitano e modernissimo. Altri semplicemente non lo trovano pertinente all’ambiente che dovrebbe simboleggiare. Molti si sono detti delusi e arrabbiati, ovviamente non con Arnaldo Tranti, l’autore del progetto vincitore, che ha semplicemente fatto la sua proposta, ma con chi l’ha scelto per rappresentare le Dolomiti, sculture naturali, come le ha definite Toscani.

Ultimo parere illustre è stato quello di Messner. “Credevo fosse un simbolo scelto per identificare New York – ha dichiarato infatti il re degli ottomila, come riferito dal quotidiano L’Adige -. O comunque una grande città. Ma neppure una grande città qualsiasi. Non potrebbe ad esempio secondo me identificare né Roma, né Londra. Ma solo grandi metropoli moderne. O quella americana o Tokyo. Perché mi sembra un simbolo che richiama la capacità dell’uomo di costruire, il logo di qualche cosa di artificiale, umano. Io voglio precisare una cosa: non voglio esprimere un giudizio, né criticare perché quello del grafico non è il mio lavoro. Ma conosco le Dolomiti però, e la sensazione è che un simbolo così abbia potuto crearlo solo uno che di Dolomiti e natura sa ben poco”.

Della stessa opinione anche Luis Durnwalder, presidente della Provincia di Bolzano. “A me non piace – ha infatti dichiarato -. Ma non deve piacere a me, bensì a tutti. Quindi magari sbaglio, ma a me fa venire in mente solo grattacieli”.

Molto più feroci le critiche degli internauti, che sul nostro sito hanno manifestato tutto il loro disappunto, e che hanno addirittura creato una petizione sul web per cambiare il logo.

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15 Commenti

  1. Il nuovo logo è semplicemente orrendo!!!! Con tutte le belle immagini che ci sono delle Dolomiti non potevano usare una di quelle ?? Anche stilizzata ma almeno con i colori della natura!!!! Orrendo spero si riesca a cambiarlo !

  2. anche per me sembra più una città moderna che l’idea delle dolomiti. Come dice Messner l’impressione é che chi ha giudicato non conosce le Dolomiti o non ha gli occhi giusti per vedere.

  3. Questo logo non ha nulla a che vedere con la concezione di montagna e bellezza a cui si dovrebbe far riferimento pensando alle Dolomiti. Dove sono le rocce nude che si stagliano contro il cielo? o i boschi, i pascoli? e dov’è il rosa acceso delle montagne al tramonto? Chi l’ha scelto è sicuro di averle viste le Dolomiti???

  4. I miei complimenti a chi lo ha scelto ! Sono curioso di sentire la motivazione per una tale scelta che mi pare a mio giudizio senza nessun nesso con cio che deve rappresentare,

  5. Condivido pienamente l’opinione di Messner e del Presidente della Provincia di Bolzano.
    E’ evidente che l’autore di quell’orrendo lodo non conosce i valori e la poesia che la montagna trasmette.

  6. Siaamo tornati dalla Cina, e abbiamo una proposta per il riutilizzo/riciclo del logo vincitore.
    Potrebbe essere acquistato dalla città di Zhengzhou con i suoi 20 milioni di abitanti e selve di grattacieli. Anche la scelta del colore rosso e della grafica sono perfatte.

  7. Un logo così ARIDO non può averlo concepito uno che và in montagna…e tanto meno uno che ci vive.
    Forza Reinhold siamo con Te…insisti perchè venga immediatamente cambiato

  8. Solamente una mente lontanissima dalle montagne può creare un logo
    che induce un’altra mente ancor più lontana, a sceglierlo per rappresentare
    la formidabile bellezza fisica e storica delle Dolomiti.

  9. “Solamente una mente lontanissima dalle montagne può creare un logo
    che induce un’altra mente ancor più lontana, a sceglierlo per rappresentare la formidabile bellezza fisica e storica delle Dolomiti”
    f.elli

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