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Torre P. Cervino: vorrei conoscere le motivazioni

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BERGAMO — All’amico Pastorelli, direttore di CIPRA Italia che a proposito del mio articolo sulla Torre Eiffel sul Piccolo Cervino, in una sua personale e-mail, mi fa alcuni complimenti ma mi rimprovera anche un certo astio nei confronti dell’ ambientalismo, dico che no, non ho nessuna animosità ma condivisone con l’ambientalismo intelligente, e perfino con quello arrabbiato del quale riconosco la funzione. Mi sento e cerco di essere un tifoso e di praticare il rispetto della natura e del corretto, per quanto difficile, rapporto dell’uomo con l’ecosistema.

Quando poi chiedo dove sono finiti in quest’occasione i "cani pastore" (cui sono affezionato, soprattutto a quelli bergamaschi) dell’ortodossia ambientalista, non intendevo offendere nè accusare alcuno di connivenza, tutt’al più di distrazione.
 
Trattandosi di svizzeri, con Pastorelli concordo che spesso sul tema montagna sono i più avanti, mi è venuto anche il sospetto che questa idea-progetto di concentrare il turismo sulla cima del Piccolo Cervino, potesse essere un’ipotesi giusta, pensata, con delle motivazioni ambientali di buon senso.
 
Come la caccia controllata che, in alcune regioni, con il patrocinio delle associazioni ambientaliste e a volte di agenzie delle Nazioni Unite, viene autorizzata per un numero limitatissimo di capi rari al prezzo di decine o centinaia di migliaia di euro, al fine di indennizzare con il ricavato la comunità altrimenti costretta all’uccisione di un di numero di gran lunga maggiore di capi per cibarsene o per proteggere gli animali domestici. Ho reso l’idea?
 
Non dico che i 117 metri del "tubo dei divertimenti" sia "a prescindere" qualcosa di negativo, o solo negativo.
 
Mi piacerebbe però conoscere le motivazioni del Tubo, le ragioni che stanno a monte e lo giustificano. Soldi a parte, ovviamente. Sarebbe troppo facile. Niente pregiudizi, forse scopriamo che questo è il modo giusto di fare turismo, proselitismo montano. I grandi balconi delle Alpi e dell’Himalaya continuano a suscitare stupore e a provocare grandi emozioni. E questo vale.
 
Peraltro anche la vera Tour Eiffel avrebbe dovuto essere smontata e oggi invece è un monumento, e la piramide del Luovre aveva suscitato grandi perplessità nell’ estabilisment culturale e oggi è apprezzata unanimemente, persino la mia piramidina all’Everest, una "cacatina" a confronto con le altre realizzazioni monumentali, ha suscitato qualche indignato urlo e insulto, ma continua a essere un bel baluardo ambientale.
 
Forse invece tutto questo, comprese queste mie chiacchiere sono solo una boiata. Vorrei però sentire il verbo, mica di tutti, ma dell’azienda di soggiorno e della municipalità di Zermatt (dici niente), che ha avuto il coraggio di mettere in piazza, anzi sul Cervino, una così audace proposta.
 
Ma nonostante un certo impegno, in tre giorni non si è riusciti a parlare con uno straccio di svizzero dell’amministrazione d’oltralpe e neppure con un ambientalista di quel Paese. Tutti ci dicono di parlare con qualcun altro. Del Tubo, niente.
 
Più coraggioso l’assessore Zanetti di Cervinia, anche se dal punto di vista paesaggistico dice di aver ben poco da perdere. Io non mi butteri giù così. La "Gran Becca" l’è sempre una gran montagna.

 
  
ADP
 
 

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