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K2, Stangl raggiunge la vetta: è l'unico della stagione

Stangl in vetta
Stangl in vetta (Courtesy Explorersweb.com)

ISLAMABAD, Pakistan — Christian Stangl è stato l’unico a farcela. L’alpinista e skyrunner austriaco ha salito la vetta del K2 il 12 agosto alle 10 del mattino, con un attacco solitario dallo Sperone Abruzzi. La notizia del suo ritorno al campo base sano e salvo è arrivata solo due giorni fa, con un commento da brivido: “Non è stato per niente divertente, se tutto l’alpinismo fosse come le ultime 70 ore che ho passato sul K2 avrei già smesso”.

“Sono salito direttamente fino a campo 3 sotto nevicate e continue scariche di rocce – ha detto Stangl a Explorersweb -. Poi, nella notte, il cielo si è schiarito e io mi sono affrettato a salire perchè sapevo che sarebbe durato poco. In cima sono rimasto solo pochi istanti, prima di correre di nuovo giù verso campo 3, con scarsa visibilità. Non ho provato alcun piacere sulla vetta, quella montagna è terribilmente pericolosa. La peggiore che ho mai provato a scalare”.

Pare che Stangl sia salito senza ossigeno. Durante la salita non ha fatto avere notizie perchè aveva il satellitare scarico. La discesa poi è stata molto brutta. Ha seguito le indicazioni del Gps allontanandosi a volte dalla via. Le corde erano sepolte dalla neve e lui si è trovato a bivaccare sotto una cengia. Al risveglio, racconta di aver visto un leopardo delle nevi. “Non so se è possibile, ma alcuni mi hanno detto di sì” ha detto l’alpinista.

“Non è stato per niente divertente – conclude Stangl – ma perlomeno è una ricompensa per tutti gli sforzi fatti in 4 anni e mezzo per salire questa montagna. Adesso però voglio tornare a casa, il prima possibile”.

Dopo la tragica morte di Fredrik Ericsson sul Collo di Bottiglia all’inizio di agosto, solo i due kazaki Maxut Zhumayev e Vassiliy Pivtsov hanno ritentato la vetta, oltre a Stangl. I kazaki però, saliti lungo la Cesen, hanno dovuto ritirarsi a campo 3 per una tempesta in arrivo. Le condizioni della via, secondo quanto riferito anche da altri team, erano troppo pericolose e tutti, poi, hanno abbandonato le speranze di salita.

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