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Alpi francesi: notte di paura per 3 speleologi

Gli speleologi dispersi nel Vercors riemergono dalla grotta
Gli speleologi dispersi nel Vercors riemergono dalla grotta (photo rhone-alpes-auvergne.france3.fr)

GRENOBLE, Francia — Paura, in Val d’Isère, per la sorte di tre speleologi che sono rimasti bloccati nelle grotte del Vercors. In loro soccorso si sono mossi una ventina di uomini della CRS des Alpes, dei vigili del fuoco e del soccorso alpino, che li hanno estratti vivi, ma infreddoliti e tremanti, dopo un’intera notte passata nei cunicoli sotterranei.

I tre speleologi, un 44enne di Ardeche e un 47enne di Parigi con suo figlio di 17 anni, erano entrati sabato pomeriggio nelle gole di “Trou qui souffle” alla frazione di Méaudre. Si tratta della grotta più grande e famosa della zona, accessibile da 6 ingressi e composta da circa 50 chilometri di cunicoli.

Secondo le prime ricostruzioni, i tre sarebbero rimasti bloccati sotto una parete verticale per per la mancanza di una corda necessaria a risalirla. Non è chiaro se la corda sia stata persa durante la discesa o se gli speleologi l’avessero dimenticata. Piuttosto che tentare un’ascensione slegati, i tre hanno deciso di attendere i soccorsi.

Probabilmente confidavano in un gruppo di colleghi che avrebbero dovuto incontrare alcune ore dopo sottoterra, in un punto di collegamento con la grotta “Saints de Glace”. Il secondo gruppo di speleologi, in effetti, ha atteso due ore invano gli amici al punto stabilito. E poi, preoccupato, si è diretto all’entrata della grotta “Trou qui souffle” e ha avvertito i soccorsi, che sono giunti sul posto nel giro di poco.

Solo verso le otto e mezza del mattino dopo i soccorritori hanno ritrovato i tre spelologi dispersi, infreddoliti e disidratati, sotto le coperte d’emergenza. Il loro recupero ha richiesto alcune ore: solo nel primo pomeriggio sono riemersi in superficie.

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