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Alpinismo, Alta quota

Lhotse: morto Duganov, Simone Moro coordina il recupero

Simone Moro
Simone Moro
(Photo simonemoro.manfrotto.com)

Updated – KATHMANDU, Nepal — “Sto coordinando il recupero della salma di Serguey Duganov, di un altro alpinista svizzero morto nel 2009 e forse anche di Sergey Samoilov. L’elicottero dovrebbe prelevare i corpi domani, a circa 6350 metri di quota di campo 2”. E’ Simone Moro a parlare dal campo base del Lhotse e a darci la conferma della notizia della morte dell’alpinista russo, deceduto venerdì scorso a 7800 metri di altezza.

“Il fatto risale ormai alla settimana scorsa – racconta Moro attraverso il telefono satellitare direttamente dal campo base del Lhotse -, oggi però è partita una squadra di 8 sherpa che saliranno a recuperare il corpo di Serguey Duganov. Sono arrivati a campo 2 e domani raggiungeranno la quota in cui dovrebbe trovarsi l’alpinista russo, oltre i 7500 metri”.

Secondo quanto aveva già riferito il portale d’alpinismo Russian Climb, Duganov, membro del numeroso team di connazionali, sarebbe deceduto venerdì 7 maggio nella fase di discesa. Era partito per tentare la vetta del Lhotse insieme al capo spedizione Alexey Bolotov, a Gennady Kirievsky, a Nickolay Totmjanin e a Vladimir Belous.

“Gli sherpa riusciranno a portare la salma a 6350 metri di altezza – continua Moro -, dove la recupererà l’elicottero con il verricello. Una grande novità questa, perché prima non volavano a quote così alte. Oltre al corpo di Duganov poi, è stato ritrovato anche quello di un alpinista svizzero che faceva parte di una spedizione commerciale del 2009 guidata da Kari Kobler, per la quale abbiamo ricevuto l’autorizzazione al recupero. Con una manovra di hovering quindi il tecnico si calerà e recupererà i corpi uno a uno”.

Potrebbe poi essere possibile anche un terzo recupero, quello della salma di Sergey Samoilov, il fortissimo alpinista kazako morto l’anno scorso mentre saliva al Lhotse insieme ai compagni Maxhut Zhumayev e Vassiliy Pivtsov. Nel 2009 non erano riusciti a portarlo al base, ma se arriverà l’autorizzazione, cercheranno di farlo quest’anno.

Così come aveva detto Marco Confortola, anch’egli alle pendici del Lhotse di cui vuole tentare la vetta, al momento spirano venti troppo forti sulla montagna e bisognerà aspettare dopo il 20 maggio per avere una finestra di bel tempo un po’ più lunga. Dopo quella data anche il numeroso team russo, proverà a salire in cima, e con loro anche l’altoatesina Tamara Lunger.

Tra alcuni giorni invece, si dovrebbe aprire una finestra di tempo favorevole lunga circa mezza giornata, un’occasione che Moro e il compagno Denis Urubko non vogliono lasciare intentata. Dopo domani quindi la coppia partirà da campo base per campo 2, con l’intento di raggiungere Colle Sud in altri due giorni.  A quel punto saranno in grado di decidere il da farsi: se tentare la traversata Everest e Lhotse o se tornare indietro.

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