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La guerra delle miniere infiamma la Bolivia

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LA PAZ, Bolivia — Una guerra fra poveri. Una battaglia a colpi di arma da fuoco e dinamite tra i minatori in Bolivia, che lottano per il controllo dei giacimenti di stagno. Sono almeno 12 i morti e 57 i feriti negli scontri di questi giorni nella parte occidentale del paese. Lo hanno riferito fonti del governo boliviano.

I minatori indipendenti, riuniti in cooperative, hanno cercato di prendere il controllo di alcuni giacimenti di proprietà dello Stato. Ma si sono tovati di fronte la resistenza dei minatori statali. Teatro degli scontri le miniere dell’ovest, compresa quella di Huanuni, una delle più grandi del mondo, situata a circa 300 chilometri a sud est di La Paz.
 
Ai tafferugli hanno preso parte migliaia di minatori, molti dei quali sono finiti in ospedale con ferite di diversa entità.
 
La Bolivia è fra i paesi più povei del Sudamerica.Negli anni Ottanta la crisi economica provocò la chiusura di decine di miniere, gettando nella disoccupazione più nera circa 35mila minatori. Negli anni Novanta alcuni di loro si riunirono in cooperative e iniziarono una battaglia per avere accesso alle risorse del paese.
 
I minatori hanno sostenuto Evo Morales alle elezioni dello scorso dicembre. Ma a quasi un anno dalla vittoria il presidente non ha ancora presentato il promesso piano per risollevare l’industria mineraria.
 

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