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Cosa fare se incontro un orso? I consigli del Parco dello Stelvio

Dopo i recenti avvistamenti in Lombardia, il Parco condivide un vademecum pratico per vivere la montagna senza allarmismi, imparando a prevenire e gestire correttamente gli incontri.

La convivenza tra uomo e orso rappresenta da anni uno dei temi più delicati e dibattuti dell’arco alpino. Se storicamente, fino alla metà dell’Ottocento, l’orso bruno era ben rappresentato sulle Alpi, il secolo successivo ne ha decretato la quasi totale scomparsa, riducendo la presenza a un nucleo isolato di pochi esemplari concentrati nel Trentino occidentale.

Negli anni Novanta, il numero stimato di orsi non superava quota 5. È proprio per scongiurare l’estinzione che nel 1999 è nato il progetto europeo Life Ursus: tramite il rilascio di 10 individui provenienti dalla Slovenia si è puntato a ricostituire una popolazione vitale nelle Alpi Centrali. Oggi, i dati del Rapporto Grandi Carnivori della Provincia Autonoma di Trento (diffuso a maggio 2026) certificano il successo biologico di quel primo progetto di “ripartenza” per la specie, stimando la presenza nella regione di 118 esemplari di orso (esclusi i piccoli dell’anno). Il monitoraggio ha evidenziato inoltre che nel 2025 non sono stati registrati comportamenti problematici.

L’incremento numerico della popolazione si associa a un incremento negli spostamenti degli esemplari che, come natura insegna, non conoscono confini regionali. Di recente alcuni avvistamenti di orsi si sono verificati in Lombardia. Per evitare lo sviluppo di un clima di allarme, il Parco Nazionale dello Stelvio ha scelto di condividere un vademecum informativo contenente una serie di consigli su comportamenti da tenere (ed evitare) in caso di incontro con un orso.

Orsi a spasso in Lombardia

Il temperamento dell’orso bruno presente sulle Alpi – differente da quello più docile del marsicano – genera inevitabilmente timori in chi si trova a vivere o frequentare zone in cui sia nota la sua presenza. Di recente il transito di orsi, in probabile spostamento dal Trentino, sta interessando la Lombardia.

Nelle scorse settimane sono stati segnalati avvistamenti a Oga, in Alta Valtellina, e nella Valle del Bitto di Albaredo. Nella località Gradesc, dove si è verificato l’incontro più recente, non si vedevano transitare esemplari da oltre 10 anni. Il sindaco di Albaredo, Matteo Del Nero, pur invitando a evitare inutili allarmismi, ha riconosciuto la comprensibile preoccupazione della popolazione, specialmente in vista della stagione del fieno, della raccolta funghi e dell’afflusso turistico estivo.

Il Parco Nazionale dello Stelvio è già intervenuto a inizio giugno, a seguito dell’avvistamento – inseguimento di Oga, sottolineando che l’area rappresenti un probabile corridoio di transito per animali che si spostano periodicamente alla ricerca di nuovi territori o di un partner.

“Gli orsi, a differenza dei lupi che difendono attivamente il proprio territorio, non vengono definiti animali propriamente ‘territoriali’, ma di fatto frequentano alcune aree del loro areale in maniera preferenziale”, spiega il Parco. Sono in particolare gli esemplari maschi che si cimentano nella cosiddetta “dispersione”, una fase in cui sono in grado di affrontare centinaia di chilometri per esplorare nuovi territori. Anche le femmine si spostano, ma tendono a non allontanarsi di molto dal luogo di nascita.

La possibilità di incontro di orsi in Lombardia, per quanto inferiore all’area trentina, non è da considerarsi nulla. Pertanto, è bene essere pronti.

Cosa fare se si incontra un orso?

L’orso è un animale per natura schivo e cauto, che considera l’uomo un potenziale pericolo e tende a evitarlo. Generalmente non attacca se non viene provocato o sorpreso. Le situazioni in cui può diventare pericoloso sono rare e specifiche: esemplari feriti; femmine con cuccioli al seguito; esemplari sorpresi su carcasse o cibo; animali colti di sorpresa o spaventati. In quest’ultimo caso la reazione tipica è la fuga, ma l’effetto sorpresa può innescare risposte difensive.

Altrettanto rischioso è il disturbo in tana. Infine, l’orso può essere disturbato o innervosito dalla presenza di cani liberi, mentre un discorso a parte va fatto per gli esemplari confidenti: gli orsi che si abituano a trovare cibo vicino ai centri abitati perdono la loro naturale diffidenza, aumentando sensibilmente le occasioni di contatto.

Per ridurre al minimo i rischi, il Parco dello Stelvio raccomanda alcune semplici precauzioni:

Prevenire gli incontri ravvicinati

Il vademecum del Parco si conclude ricordando che è possibile ridurre drasticamente la probabilità di un contatto ravvicinato adottando tre semplici precauzioni quotidiane.

La prima regola fondamentale è non abbandonare cibo o rifiuti nell’ambiente e non lasciare alimenti facilmente accessibili, così da evitare di attirare l’animale nei pressi di aree frequentate. Durante le escursioni è poi necessario rendere sempre percepibile la propria presenza, specialmente nei tratti con scarsa visibilità, parlando ad alta voce o producendo rumori che consentano all’orso di accorgersi del passaggio e allontanarsi per tempo. Infine, si raccomanda di tenere sempre il cane al guinzaglio: in questo modo si evita che l’animale domestico possa allontanarsi in autonomia o inseguire la fauna selvatica, generando reazioni difensive.

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