Sicurezza in montagna

Bear Alert Trentino, l’App che segnala gli orsi in tempo reale

In Trentino è stata sviluppata un'App che vuole offrire supporto a turisti e residenti, attraverso la condivisione in real time di segnalazioni da orso. Abbiamo intervistato i creatori del progetto per comprendere il funzionamento del sistema.

La convivenza tra uomo e orso è in Trentino un tema caldo e delicato, capace di dividere profondamente l’opinione pubblica tra la necessità di tutela della fauna e le legittime richieste di sicurezza da parte di residenti e frequentatori della montagna.

A fare il punto sulla situazione è l’ultimo Rapporto Grandi Carnivori a cura del Servizio Faunistico della Provincia, che fotografa una presenza di 118 esemplari di orso (esclusi i piccoli dell’anno) in Trentino e nei territori limitrofi. Se da un lato il report evidenzia come nell’ultimo anno non siano stati registrati comportamenti problematici da parte degli orsi – un risultato cui avrebbe contribuito la rimozione mediante abbattimento dei tre esemplari ritenuti pericolosi l’anno precedente, in applicazione del PACOBACE (Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno nelle Alpi centro-orientali) – lo stesso Servizio Faunistico invita alla prudenza. “Resta comunque possibile – si legge nel rapporto – che nuovi soggetti pericolosi o responsabili di danni ripetuti si manifestino anche in futuro, indipendentemente dalle attività di prevenzione e comunicazione messe in campo”.

Nonostante i dati rassicuranti sull’assenza di casi problematici recenti, il timore da parte di chi si sposta in quota di ritrovarsi improvvisamente in prossimità di un plantigrado non è facilmente eradicabile. È in questo scenario, sospeso tra percezione del rischio e desiderio di vivere i sentieri in tranquillità, che la tecnologia prova a offrire una risposta. Nasce così Bear Alert Trentino, un’applicazione per smartphone pensata per mappare e segnalare in tempo reale gli avvistamenti sul territorio. Per comprendere a fondo il funzionamento dello strumento abbiamo intervistato il team di sviluppo del progetto.

 

Bear Alert Trentino: come nasce l’idea di realizzare un’App per la segnalazione “user-based” degli orsi?

L’idea è nata 3 anni fa, a seguito della morte di Andrea Papi (runner ucciso da un orso nei boschi sopra Caldes, in Val di Sole, Trentino, ndr). Abbiamo iniziato a interessarci all’argomento, cercando di capire quale potesse essere una soluzione, seppur non definitiva, diciamo un aiuto alle persone per spostarsi con maggiore sicurezza sul territorio. Abbiamo così immaginato di realizzare una sorta di tracker di questi orsi, analizzando per prima cosa se uno strumento simile fosse stato già realizzato dalla Provincia Autonoma di Trento (PAT) – e magari fosse poco noto. In realtà non abbiamo trovato nulla di simile, sul sito vi è solo una mappa delle segnalazioni di presenza degli orsi e una mappa degli orsi radiocollarati. Mappe che vengono sicuramente aggiornate, ma che non consentono di avere aggiornamenti in tempo reale. Se ci si trova in un bosco, all’interno di una zona in cui è nota la presenza di orsi, non c’è comunque modo di sapere se proprio in quel momento, nelle vicinanze, c’è stato un avvistamento. L’idea è stata dunque di provare a sviluppare uno strumento che potesse essere di supporto. Un sistema che si basa sulle segnalazioni degli utenti: nella mappa dell’App sono inserite le segnalazioni reperibili dal sito della PAT (cerchi blu), quelle degli orsi radiocollarati (cerchi gialli) e quelle fornite dagli utenti che usano l’App (cerchi arancioni).

Le segnalazioni della Provincia, va da sé che siano verificate. Per quelle degli utenti, come si procede?

Non abbiamo un sistema interno di verifica, nel senso che non possiamo certo chiedere a una persona che ha avvistato un orso di fare una foto per confermare la veridicità della segnalazione. Si tratta di segnalazioni che trovano verifica nel momento in cui vengono diffuse notizie in merito, tramite la Provincia o i giornali.

Nel dettaglio come funziona l’App?

La logica con cui funziona l’App è la seguente: avvisto un orso e lo segnalo; se nella zona ci sono altre persone che stanno usando l’App, viene loro inviato un Alert, ovvero una notifica attraverso cui si informa l’utente dell’avvistamento nei paraggi e si forniscono consigli comportamentali, ripresi dal sito della Provincia: es. resta calmo e parla a voce sostenuta; allontanati indietreggiando lentamente, senza mai correre; se l’orso si avvicina, distenditi a terra a faccia in giù con le mani sulla nuca. Inoltre, si ha la possibilità di usare un tasto SOS. Può succedere che si rimanga paralizzati dal terrore, che non ci si trovi nelle condizioni di poter inviare una nota vocale o scrivere un messaggio: con il tasto SOS si può inviare (via sms o Whatsapp) un messaggio precompilato a uno o più numeri inseriti come riferimenti di emergenza, contenente la posizione esatta da comunicare ai soccorsi.

Come affrontate il rischio di fake news?

Abbiamo inserito 3 filtri che agiscono un po’ da deterrente. Prima di tutto, l’App è a pagamento: chi non ha intenzione di usarla seriamente, non la scarica. Seconda limitazione: la segnalazione deve provenire dal Trentino. Ipotizzando per assurdo che un malintenzionato paghi per scaricare l’App e inviare una segnalazione fake da un’altra regione, riceverebbe un avviso che informa di non trovarsi nella zona idonea a segnalare. Immaginiamo sempre per assurdo che questa persona riesca a fare una segnalazione fake: a questo punto entra in gioco il filtro 3, che impone un limite massimo di 1 segnalazione ogni 8 giorni ad opera della stessa persona, perché assistere a un doppio incontro con una simile frequenza è davvero poco probabile. In caso di segnalazioni maggiori di 1 ogni 8 giorni, arriva a noi una segnalazione privata e andiamo ad analizzare l’ID della persona, la sua localizzazione, insomma una fase di analisi manuale per comprendere se effettivamente ci troviamo di fronte a un caso raro o a un caso fake.

Avete avuto modo di collaborare in maniera diretta con la PAT per lo sviluppo dell’App oppure vi avvalete in maniera indiretta dei dati forniti dalle mappe disponibili?

Non vi è un rapporto diretto, abbiamo scaricato una mappa di pubblico dominio, importandola nella nostra App. Abbiamo provato a contattarli per presentare l’idea ma non abbiamo ricevuto riscontro. Ipotizziamo che possano averla interpretata come un’idea rischiosa, nel senso che potrebbe incentivare i curiosi a seguire le segnalazioni per andare alla ricerca di orsi. Ma in realtà noi non forniamo la posizione esatta. Il posizionamento è geolocalizzato ma la segnalazione indica un’area di 2 chilometri quadrati entro cui è avvenuto l’avvistamento. Una scelta effettuata proprio per non favorire malintenzionati: la posizione precisa è salvata nel nostro database ma al pubblico viene indicata con un raggio più ampio.

Avete intenzione di espandere il servizio ad altre regioni che si trovano ad affrontare la sfida della convivenza tra uomo e orso?

Al momento non è nelle nostre idee.

I feedback che state ricevendo sono positivi?

Sì, non appena abbiamo lanciato l’App abbiamo assistito a una prima rapida fase di download. Attualmente stiamo cercando di pubblicizzarla agli alberghi, inviando una locandina di presentazione con cui li invitiamo a diffonderne l’uso. Senza alcun obbligo ovviamente, è un suggerimento. Il tema è molto delicato: c’è chi apprezza l’idea e chi no. C’è chi la vede come strumento utile per far stare più tranquilli i turisti e chi come potenziale mezzo promovente il bracconaggio o il terrorismo psicologico. Se divulgata bene e utilizzata da tante persone, a nostro avviso l’App può rivelarsi un piccolo aiuto per turisti e residenti.

L’App è al momento disponibile solo per iPhone?

Attualmente è scaricabile dall’Apple Store ma siamo in attesa di approvazione da parte di Google Play, pertanto sarà presto disponibile anche per Android.

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