Kate Middleton scala le vette più alte di Scozia, Inghilterra e Galles
La Principessa del Galles ha portato a termine la "National Three Peaks Challenge". Non una semplice sfida fisica personale ma un'occasione "per esplorare la vita oltre il cancro e dare qualcosa in cambio".
Nei giorni scorsi, tra pioggia battente e nebbie fitte, Kate Middleton, la Principessa del Galles, ha completato la National Three Peaks Challenge: la salita delle tre cime più alte di Scozia, Inghilterra e Galles (Ben Nevis – 1.345 m; Scafell Pike – 978 m; Snowdon – 1.085 m) in sole 24 ore.
Trentasette chilometri di itinerario totale e oltre 3.000 metri di dislivello che per Kate non hanno rappresentato una sfida personale ma un profondo gesto simbolico, per sé e per tutte le donne che, come accaduto a lei stessa due anni fa, si trovano ad affrontare una salita faticosa in cui importante è non mollare: quella del cancro. L’impresa è stata accompagnata da una raccolta fondi destinata al Royal Marsden Cancer Charity, l’ospedale oncologico dove la Principessa stessa è stata curata.
Tre vette per una vita oltre il cancro
Al termine della sfida, Kate ha scelto di condividere una riflessione intima sull’account ufficiale dei Principi del Galles. Una manciata di righe in cui ha affrontato il tema del cancro con la sensibilità di chi lo ha affrontato (e superato) ma al contempo non vuole rendersi protagonista assoluta di un racconto, scegliendo di parlare al plurale.
“Ogni anno, centinaia di migliaia di persone in questo Paese sentono le parole che nessuno vorrebbe mai sentire. Ciò che segue è un percorso che mette alla prova ogni aspetto del nostro essere: fisico, emotivo, psicologico e spirituale. Le difficoltà si propagano a cascata, toccando famiglie, amicizie, lavoro e i momenti di solitudine che trascorriamo con i nostri pensieri.”
“Il cancro non colpisce solo il corpo – prosegue Kate – . Cambia il modo in cui pensiamo e proviamo emozioni e influenza profondamente ogni aspetto della vita. Lo so per esperienza personale, e so che il percorso attraverso e dopo le cure richiede più della sola medicina.”
La Principessa ha insistito con forza sulla necessità di un approccio olistico che supporti l’individuo nella sua interezza, integrando i percorsi clinici tradizionali per proteggere il benessere e la resilienza dei pazienti nei momenti più difficili.
“La guarigione, sia personale che collettiva, non consiste solo nel risolvere ciò che non va. Consiste nel trovare un equilibrio nel nostro modo di vivere. Tra sforzo e accettazione, tra controllo e fiducia, tra pensare e semplicemente essere. Perché in fin dei conti, il coraggio non consiste solo nell’andare avanti. Consiste nel saper rimanere con i piedi per terra, connessi e presenti, indipendentemente dal terreno o dal paesaggio che si sta percorrendo”.
È a sostegno di tale visione che i fondi raccolti saranno devoluti alla Royal Marsden Cancer Charity: l’obiettivo è permettere a un numero sempre maggiore di pazienti nel Regno Unito di beneficiare di un supporto personalizzato che integri il benessere fisico, emotivo, spirituale e sociale alle cure mediche tradizionali.
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Un’avventura in solitaria ma non in solitudine
L’avventura di Kate è stata in solitaria ma non in solitudine. Lungo il cammino non ha mancato di concedere attenzioni ad altri escursionisti impegnati nella propria “challenge”. In particolare, un incontro ha avuto risonanza sul web e sui social: quello con l’undicenne Ted Haslam, paralizzato sin dai 3 anni di vita a causa di un tumore spinale aggressivo.
Ted stava affrontando le medesime vette sulla sua sedia a rotelle, supportato dal padre Pete e da una squadra di quindici amici. Profondamente colpita da tanta determinazione, la Principessa si è fermata a chiacchierare con il gruppo, donando supporto emotivo e una foto ricordo.
Al traguardo finale in Galles, Kate è stata accolta dall’abbraccio del Principe William, dei tre figli George, Charlotte e Louis, e dei suoi familiari.
Sebbene l’avventura abbia comprensibilmente suscitato commenti poliedrici – tra chi ha espresso totale ammirazione e chi ha tenuto a evidenziare che la risonanza dell’impresa sia legata esclusivamente al suo nome e non all’effettiva difficoltà tecnica – la Principessa ha ancora una volta dimostrato di volere e sapere utilizzare la propria immagine per scopi nobili.
Consapevole della sua visibilità, dopo una fase di necessario isolamento mentre era impegnata ad affrontare la sua battaglia personale contro il cancro, è tornata a mostrarsi in pubblico, accompagnando al suo sorriso un crescente impegno nella sensibilizzazione – e nel supporto economico – al fianco di chi combatte un avversario invisibile, che non conosce differenze di titolo, di ceto o di nome.





