
Andrzej Bargiel è arrivato al campo base del Nanga Parbat, dando ufficialmente il via a quella che potrebbe diventare una delle spedizioni più ambiziose della stagione himalayana. L’obiettivo del fuoriclasse polacco è tentare una nuova discesa con gli sci dall’Ottomila pakistano, anche se per il momento non ha ancora rivelato quale linea intenda affrontare.
Dopo il lungo viaggio verso il massiccio, Bargiel ha condiviso sui social il primo aggiornamento dal campo base: “Cartoline dal Campo Base. Purtroppo l’arrivo di Pasang ha subito un ritardo. Lo stiamo aspettando tutti e non vediamo l’ora di dargli il benvenuto”. Nell’attesa dell’arrivo dell’ultimo compagno di spedizione, il team ha sfruttato i primi giorni per acclimatarsi salendo il vicino Ganalo Peak (6608 metri), una vetta satellite del Nanga Parbat frequentemente utilizzata dalle spedizioni per prepararsi alla quota. Nelle prossime settimane sicuramente ci saranno le prime rotazioni di acclimatazione direttamente sulla via di salita che, con buona probabilità, sarà la Kinshofer.
La storia delle discese con gli sci sul Nanga Parbat
Quella che Bargiel si prepara ad affrontare è sicuramente una delle montagne meno sciate del Pianeta. A differenza di altri Ottomila, il Nanga Parbat a causa delle forti pendenze, dell’instabilità del manto nevoso e dell’elevato rischio di valanghe continua a rappresentare una sfida importante per gli sciatori d’alta quota,
La prima discesa risale al 1990, quando Hans Kammerlander e Diego Wellig scesero lungo il versante Diamir dopo aver percorso a piedi gli ultimi cento metri sotto la vetta, troppo rocciosi per essere sciati. Per quasi vent’anni nessuno riuscì a ripetere un’impresa simile. Nel 2008 il tedesco Luis Stitzinger realizzò una nuova importante discesa, iniziando però da circa 7850 metri.
Il 2019 rappresentò invece un anno particolarmente significativo. Ben due le spedizioni interessate a scendere con gli sci il Nanga Parbat. L’italiano Cala Cimenti, insieme ai russi Vitaly Lazo e Anton Pugovkin, raggiunse la vetta e affrontò la discesa lungo la via Kinshofer sul versante Diamir, sciando gran parte della montagna ma dovendo togliere gli sci in alcuni tratti della parte alta per superare affioramenti di roccia e ghiaccio. Nello stesso anno anche il francese Boris Langenstein firmò una delle discese più complete mai realizzate sul Nanga Parbat, partendo da pochi metri sotto la cima.
L’ultimo capitolo di questa storia è stato scritto nell’estate del 2025, quando Boris Langenstein e Tiphaine Dupérier hanno completato la prima discesa con gli sci della gigantesca parete Rupal, mentre il loro compagno di spedizione David Göttler è rientrato dalla vetta in parapendio.
Se riuscirà nel suo progetto, Bargiel aggiungerà un nuovo tassello alla storia dello sci sul Nanga Parbat. Il polacco, già autore nel 2018 della prima discesa integrale con gli sci dal K2, punta infatti a individuare una linea che gli permetta di scendere il più possibile in continuità dalla vetta del Nanga Parbat, una montagna che continua a rappresentare uno dei massimi banchi di prova dello sci estremo himalayano.