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LEARN-OUT: l’educazione come antidoto all’overtourism

"Imparare visitando": questo il fulcro attorno al quale si è sviluppato il progetto transfrontaliero Interreg Italia-Austria LEARN-OUT, un'iniziativa da poco conclusa che ha tracciato una nuova rotta per la valorizzazione sostenibile dei piccoli patrimoni locali.

Negli ultimi anni, le terre alte e gli ambienti montani stanno vivendo una stagione di crescente attrazione. Un desiderio collettivo di scoperta e riscoperta che si accompagna a un effetto collaterale sempre più evidente: il rischio di picchi di overtourism alimentati da una promozione, diretta e indiretta, amplificata dai social media. Spesso i riflettori virtuali si accendono su aree microscopiche, se paragonate all’estensione del nostro ricco patrimonio montano: poche manciate di metri quadrati si trasformano in palcoscenici temporanei dai quali scattare una foto ricordo. Un fermo immagine che, troppo spesso, è destinato al mondo digitale e non al proprio cassetto dei ricordi.

Di fronte a questa deriva, che porta il visitatore a non vivere in profondità il territorio ma a concentrarsi su scampoli di paesaggio, emerge evidente la necessità di invertire la rotta. Una necessità che viene percepita a ogni livello, dal singolo cittadino che si trova a riflettere sul problema a chi è chiamato a governare e gestire i territori. La sfida odierna è promuovere forme di turismo “di valore”, capaci di generare un benessere autentico per il visitatore e, al contempo, garantire rispetto per la natura e per le comunità locali. Un ragionamento lineare, quasi scontato nella sua logica, che solleva però un interrogativo inevitabile: come si traduce tutto questo in pratica?

Una risposta concreta arriva dalle Alpi di confine. In un contesto in cui la gestione dei flussi si affida talvolta a soluzioni drastiche – come l’apposizione di tornelli, gli accessi a numero chiuso previa prenotazione e la circolazione di ranger – un progetto transfrontaliero giunto di recente alla sua conclusione ha scelto di battere una strada diversa. L’iniziativa ha infatti scommesso su un “potere”, quasi magico: quello dell’educazione.

Si tratta di un’espressione che, nell’immediato, tende a evocare i banchi di scuola, i libri consumati dal tempo, le pagine fitte di appunti ed evidenziatore, o magari la vecchia ansia dei compiti delle vacanze e degli esami di settembre. Ma non è questo il volto dell’educazione di cui stiamo parlando. La chiave di volta è da ricercarsi nell’etimologia latina del termine: “educere”, composto da ex- “fuori” e ducere “condurre”), con il significato letterale di “trarre fuori”. Educare, in questo senso, significa far emergere le potenzialità, i talenti e le inclinazioni già insiti nell’individuo. È esattamente attorno a questa lettura positiva e costruttiva dell’educazione che si è sviluppato il progetto di cooperazione Italia-Austria “LEARN-OUT”.

L’unione fa la forza dei piccoli patrimoni

Il progetto “LEARN-OUT”, iniziativa finanziata dal Programma Interreg VI-A Italia-Austria 2021-2027 (nell’ambito della Priorità 3 dedicata al turismo sostenibile e culturale) e conclusa di recente, dopo 28 mesi di attività, ha visto la collaborazione di 4 partner: l’Associazione Lis Aganis Ecomuseo delle Dolomiti friulane APS, il GAL Alta Marca, la Provincia di Treviso e l’Università di Innsbruck.

Il territorio alpino e prealpino coinvolto – Veneto, Friuli Venezia Giulia e il Land Tirolo in Austria – custodisce un forte potenziale turistico, parzialmente inespresso, racchiuso in piccoli patrimoni naturalistici e culturali, che pagano spesso lo scotto dell’isolamento, in quanto decentrati rispetto ai maggiori flussi turistici e mancanti di una strategia di rete. Piccoli frammenti di un puzzle da ricomporre con occhio attento.

Per promuovere un turismo esperienziale “fuori rotta”, il progetto ha scelto di valorizzare l’identità profonda di questi luoghi attraverso un approccio partecipato, puntando a intercettare un pubblico di famiglie, bambini e giovani desiderosi non di un semplice “soggiorno”, ma di un’esperienza viva. La montagna passa in tal modo da oggetto fotografico a spazio da vivere e comprendere.

LEARN-OUT: dalla teoria alla pratica

Dal punto di vista operativo, il progetto ha puntato a creare una rete transfrontaliera tra enti gestori di piccoli patrimoni culturali e naturali per sviluppare un’offerta turistica comune focalizzata sull’aspetto educativo delle visite sul territorio, sull’imparare visitando.

La definizione di questa offerta turistica “di rete” è stata oggetto del WP4 del progetto, guidato dall’Ecomuseo Lis Aganis. Un percorso iniziato con un’attenta mappatura dell’offerta turistica esistente per metterne in luce valori e potenzialità, seguita dall’elaborazione del vero e proprio “Modello LEARN-OUT”, basato sull’integrazione tra turismo e didattica. All’interno di questa cornice è stata elaborata una carta dei requisiti transfrontalieri, un documento volto a delineare linee guida condivise per ciò che può essere definito un “parco didattico”.

Ma la teoria ha bisogno della verifica sul campo. Per questo è stata avviata, sotto il coordinamento dell’Università di Innsbruck, una fase di sperimentazione. Il modello è stato testato e validato attraverso quattro progetti pilota in contesti geografici differenti: i Parchi Didattici Tematici dell’Alta Marca Trevigiana, il Parco dello Storga, l’Ecomuseo Lis Aganis e il Naturepark Zillertal in Austria. Monitorati attraverso una precisa griglia di valutazione, questi progetti hanno permesso di raccogliere dati preziosi, confluendo in un “catalogo” di esperienze collaudate, pronte per essere replicate in altri territori.

Progetto finito ma il LEARN-OUT continua

Sebbene il progetto sia ufficialmente giunto al termine, restano operativi e accessibili a tutti alcuni strumenti elaborati. Come comunicato dal team di LEARN-OUT attraverso i canali social ufficiali dell’iniziativa, “tutto il lavoro svolto continua a vivere online, grazie al sito ufficiale www.learn-out.eu, dove è possibile scoprire contenuti, materiali e percorsi dedicati alla valorizzazione del territorio e dei suoi parchi tematici”.

Tra i “regali” destinati alla collettività vi è l’EduGame digitale, un gioco educativo gratuito e interattivo progettato per trasformare la visita in un’avventura della mente, stimolando la scoperta del territorio attraverso quiz e sfide digitali (accesso libero e gratuito dal sito www.learn-out.eu).

Ma l’esperienza non si esaurisce nello schermo di uno smartphone. Per toccare con mano l’approccio dell’ “imparare facendo”, nell’area pilota dell’Ecomuseo Lis Aganis i piccoli visitatori e le loro famiglie possono ritirare un vero e proprio strumento cartaceo: il “Passaporto dell’Esploratore”. Uno speciale libretto di viaggio in grado di trasformare un itinerario di visita del territorio (dal Palù di Livenza ai Magredi di Vivaro, fino alle vette del Parco Dolomiti Friulane) in una missione esplorativa, in cui non mancano sfide pratiche sul campo. Forse è proprio dai bambini che dovremmo trarre insegnamento per revertere le attuali derive turistiche: reimparare a esplorare, e non solo a guardare il mondo. 

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