Cronaca

Ululone dal ventre giallo: dalla Lombardia il racconto di una nascita “speciale”

Nel Parco dei Colli di Bergamo sono nati i primi ululoni da uova deposte da adulti cresciuti presso il Centro Bombina Lombardia “Cristina Crestani”, completando così un intero ciclo biologico. Un successo scientifico che accende una speranza per il futuro del piccolo anfibio in Lombardia.

Un evento piccolo dal punto di vista geografico, ma di grande valore per la tutela della biodiversità alpina e prealpina. È quanto avvenuto nei giorni scorsi presso il Centro Bombina Lombardia “Cristina Crestani” del Parco dei Colli di Bergamo, dove sono nati i primi esemplari di ululone dal ventre giallo (Bombina variegata) da adulti cresciuti interamente all’interno della struttura. La schiusa delle prime uova è solo l’inizio: nel centro si contano già oltre 500 girini in crescita.

Per la prima volta si è completato con successo, in ambiente controllato, l’intero ciclo biologico – dalla raccolta delle uova in natura alla maturità riproduttiva, fino alla nascita di una seconda generazione – di questo piccolo anfibio, che in Lombardia ha sofferto un profondo declino. 

L’ululone dal ventre giallo, un piccolo anfibio da proteggere

Di dimensioni lillipuziane (tra i 3,5 e i 5 cm), l’ululone dal ventre giallo presenta un dorso color sabbia ricoperto di verruche – che lo supporta nel mimetismo ambientale – in netto contrasto con una vistosa “pancia” giallo acceso a macchie grigio-blu. Ulteriore peculiarità, facile da tenere a mente per procederne al riconoscimento, sono le singolari pupille a forma di cuore. Anche il nome comuneè decisamente particolare: “ululone” deriva dal canto dei maschi che, invece di gracidare, corteggiano le femmine con un richiamo ritmico e cupo che ricorda un sommesso ululato.

La specie è prettamente acquatica e con una forte attitudine ad adattarsi agli ambienti modificati dall’uomo: oltre a frequentare torrenti e boschi, colonizza facilmente cisterne, abbeveratoi d’alpeggio, perfino pozze temporanee create dall’acqua piovana nei copertoni abbandonati. Nonostante questa flessibilità, la specie è minacciata proprio dalla scomparsa dei microambienti umidi, causata da urbanizzazione, infrastrutture e inquinamento.

In Italia l’ululone dal ventre giallo vive lungo l’arco alpino, e la provincia di Lecco rappresenta il confine più occidentale della sua presenza nel nostro Paese. Questo isolamento geografico crea un paradosso: mentre a livello nazionale la Lista Rossa IUCN lo considera fuori pericolo (“Minor Preoccupazione”) grazie alla stabilità delle popolazioni del Nord-Est (Veneto e Friuli – Venezia Giulia), in Lombardia e in Trentino-Alto Adige la specie è in declino critico e fortemente a rischio. Le nuove nascite nella bergamasca sono dunque da leggere come un piccolo grande salvagente per il futuro dell’anfibio su scala regionale.

Il futuro dell’ululone è nei girini

Il successo riproduttivo registrato nel Parco dei Colli di Bergamo si inserisce nella più ampia cornice del progetto europeo LIFE NatConnect2030 (Natural connections for Natura2000 in Northern Italy to 2030), un’iniziativa strategica della durata di 9 anni (2024-2032) che vede Regione Lombardia impegnata nel ruolo di capofila, insieme ad altri 16 partner, nella tutela della biodiversità nel Nord Italia. Un’alleanza ecologica che vede il coinvolgimento attivo delle Regioni Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e della Provincia Autonoma di Trento.

Il progetto, finanziato dalla Commissione Europea, punta al ripristino ecologico di habitat e specie e alla mitigazione dei cambiamenti climatici in un territorio che ospita oltre 840 siti Natura 2000. Tra le specie target compare il piccolo anfibio dalla “pancia” gialla, sulla cui salvaguardia si concentrano gli sforzi del Centro Bombina Lombardia.

La nascita ex situ dei nuovi girini è frutto di un lavoro di squadra, svolto sotto il coordinamento scientifico della Dott.ssa Anna Rita Di Cerbo, che ha visto la collaborazione di esperti naturalisti, tecnici faunistici del Parco e volontari. “Questo risultato ci riempie di orgoglio – il commento entusiasta di Leyla Ciagà, vicepresidente del Parco dei Colli – perché conferma il ruolo del Parco come presidio attivo di tutela”.

Negli ultimi tre anni, grazie al supporto delle Guardie Ecologiche Volontarie della Comunità Montana della Valle Seriana e alla collaborazione degli allevatori locali nella gestione delle pozze d’alpeggio, il Centro ha rilasciato in natura oltre 1.110 giovani esemplari (tra girini e individui post-metamorfosi) tra il Parco delle Orobie Bergamasche, la Riserva Naturale Valpredina e la Valsassina.

L’obiettivo a lungo termine è migliorare lo stato di conservazione dell’ululone su tutto il territorio regionale, estendendo i futuri rilasci anche ad altre province lombarde dove la specie è ormai purtroppo scomparsa.

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