Cronaca

Furto al Rifugio Bietti-Buzzi: rubati viveri e bombole, ma scatta la solidarietà

Ignoti hanno svuotato il deposito delle provviste costringendo la struttura a due giorni di chiusura forzata. Immediata e generosa la risposta degli affezionati: raccolti oltre 2.500 euro con una raccolta fondi.

La montagna è un mondo che merita rispetto. Eppure, si assiste con frequenza crescente a episodi che testimoniano una preoccupante mancanza di educazione e consapevolezza da parte di una frazione di fruitori delle alte quote. A pagarne le spese sono sempre più spesso i rifugi e i bivacchi, strutture nate per offrire ospitalità e punti di riferimento emergenziali. Questa inciviltà, purtroppo, non è una novità e non può essere banalmente imputata a un divario generazionale tra “vecchi e nuovi tempi”; si tratta di un fenomeno trasversale che sta aumentando in termini di frequenza e corposità, causando danni non solo morali, ma anche economici a realtà che vivono di sacrifici quotidiani.

L’ultimo, amaro capitolo di questa cronaca arriva dalle Prealpi lombarde, nel territorio di Mandello del Lario (LC), dove il Rifugio Bietti-Buzzi è stato vittima la scorsa settimana di un significativo furto di merce. Una perdita pesante che, fortunatamente, è stata compensata in pochi giorni attraverso una mobilitazione spontanea che regala una delle immagini che più ci piacciono della montagna: quella della solidarietà.

Rifugio Bietti-Buzzi: il furto e la chiusura forzata

Lo storico rifugio – situato a quota 1.719 metri nella conca del Releccio, nel cuore della Grigna Settentrionale, e gestito dal 2015 da Marco Madama e il suo team – ha subito il colpo mentre i rifornimenti erano ancora a fondo valle. Il materiale si trovava infatti al piazzale del Vò di Moncodeno (Cainallo), a 1.430 metri, in attesa di essere trasportato via elicottero presso la struttura. All’alba di venerdì 5 giugno, la scoperta: ignoti hanno forzato il box deposito, asportando generi alimentari essenziali e alcune bombole di gas, per un valore stimato superiore ai 2.500 euro.

Dietro quel carico c’era un intenso lavoro logistico, cruciale per una struttura accessibile solo a piedi via sentiero, i cui rifornimenti stagionali e più pesanti vengono dunque gestiti via elicottero. A causa del danno, il gestore è stato costretto ad annunciare via social la chiusura forzata per due giorni per poter riorganizzare le scorte. Sull’accaduto indagano ora i Carabinieri, ma nel frattempo lo sconcerto tra gli appassionati è stato unanime.

Tra i commenti dei lettori, la condanna è netta: “Questo è il mondo pure in montagna… di sicuro non erano cervi, lupi o cinghiali”, scrive qualcuno, a cui fanno eco parole ancora più dure: “Non è gente che ama andare in montagna, sono ladri e basta, sono dei vigliacchi”.

Quando la solidarietà è più forte dell’inciviltà

Se l’inciviltà ferisce la montagna, la solidarietà si presenta come cura più efficace. A supporto dei gestori è stata infatti attivata immediatamente una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe per dimostrare vicinanza e dare un aiuto concreto alla struttura: “Dopo il furto ai danni di una realtà di montagna come il rifugio Bietti Buzzi, chiunque voglia mostrare la propria solidarietà, può fare una donazione. Il dispiacere del gestore per l’accaduto è molto, dimostriamogli la nostra vicinanza”, recita l’appello.

La risposta del territorio e degli escursionisti è stata straordinaria e immediata: la campagna ha, ad oggi, raggiunto e superato quota 2.700 euro.

La conferma della ripartenza del rifugio è arrivata proprio questa mattina, con un post condiviso sui social, che mostra l‘arrivo in elicottero del nuovo carico, accompagnato dal seguente messaggio di ringraziamento: “Ecco qui il nuovo carico di provviste dopo lo spiacevole evento. Anche grazie alla vostra solidarietà, la realtà del rifugio continua a dispensare i suoi servizi agli amanti della montagna”.

Tags

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close