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Makalu: raffica di vette tra record, doppiette e prime storiche. Un morto sul Makalu II

Il Makalu vive giorni intensi: salgono in vetta Sajid Sadpara e la prima coppia ucraina nella storia. Intanto però la stagione himalayana registra anche la morte dell’alpinista ceco David Roubinek.

Ieri, martedì 5 maggio 2026, un gruppo di alpinisti supportato dall’agenzia 14 Peaks Expedition ha raggiunto la vetta del Makalu (8485 metri). Una salita complessa, che ha visto i protagonisti raggiungere il punto più alto nel pomeriggio, oltre ad avere tra i protagonisti alcuni scalatori che nelle scorse settimane avevano toccato la cima dell’Annapurna. Una doppietta di stagione per nulla scontata, che segna questa fase moderna e attuale dell’himalaysmo. Nelle stesse ore, però, dalla vetta del vicino Makalu II (vetta secondaria del Makalu, anche detta, Kangchungtse, 7678 m) sono arrivate anche notizie drammatiche: un alpinista ceco è morto.

In vetta al Makalu

A raggiungere la cima del Makalu alle 17:05 ora nepalese sono stati Alexander Bachmann e Vladimir Kotlyar, accompagnati da Kami Temba Sherpa, Dorchi Sherpa e Taraman Tamang. Durante l’ascensione gli alpinisti hanno fatto uso di bombole di ossigeno. Secondo quanto comunicato da 14 Peaks Expedition, il gruppo è partito da campo 3 nelle prime ore del mattino, completando la salita nel tardo pomeriggio e rientrando poi durante la notte al campo base senza problemi.

Un orario decisamente insolito per il Makalu, dove normalmente i tentativi di vetta partono nel cuore della notte per raggiungere la cima nelle prime ore del mattino, sfruttando condizioni più stabili e temperature più basse. La salita conferma il momento particolarmente positivo di Bachmann e Kotlyar, che il 18 aprile avevano già raggiunto la vetta dell’Annapurna, anche qui facendo uso di bombole di ossigeno. Ora il loro programma prevede altri due Ottomila, sempre in questa stagione: Lhotse e Kangchenjunga.

Tra le salite più significative dei giorni scorsi c’è anche quella dell’alpinista nepalese Makalu Lakpa Sherpa, che il 2 maggio ha raggiunto per la nona volta la vetta del Makalu, un risultato rarissimo su una montagna considerata tra le più tecniche e impegnative di tutti gli ottomila. Nella stessa giornata hanno raggiunto la cima anche gli ucraini Igor Kushnir e Oksana Kushnir, diventati la prima coppia ucraina a salire il Makalu. Altro nome interessante da evidenziare per questa stagione quello del pakistano Sajid Sadpara, che ha annunciato di aver raggiunto la vetta dell’ottomila nepalese completando così il suo decimo Ottomila in carriera.

Incidente mortale sul Makalu II

Ma la stagione himalayana continua a mostrare anche il suo volto più duro. Sempre il 5 maggio l’alpinista ceco David Roubinek è morto durante la discesa dal Makalu II, conosciuto anche come Kangchungtse, cima minore nel massiccio del Makalu. Secondo quanto riferito dagli organizzatori della spedizione, Roubinek era stato colpido da edema polmonare d’alta quota e stava venendo accompagnato verso quote inferiori quando le sue condizioni sono peggiorate rapidamente. L’alpinista si trovava a circa 7200 metri al momento del decesso. Il recupero del corpo è ancora in corso.

Roubinek faceva parte di una spedizione di sette alpinisti impegnata in un tentativo in stile alpino senza supporto di guide, organizzato localmente dall’irganizzazione I AM Treks and Expedition.

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