
Nel cuore dell’inverno, quando le vette alpine vengono ricoperte da un candido manto nevoso e nascondersi ai predatori diventa più complesso che mai, ci sono specie che giocano d’illusione. Tra i campioni di mimetismo invernale vi è la lepre variabile (Lepus timidus), una sofisticata interprete di questa arte del travestimento. Attraverso un processo biologico affascinante, il suo mantello muta con le stagioni: con l’accorciarsi delle ore di luce, la produzione di melanina si interrompe, lasciando spazio a una pelliccia immacolata che non serve solo a isolarla dalle basse temperature, ma a renderla virtualmente indistinguibile dalla neve.
È proprio questo “potere della biologia” ad essere il protagonista assoluto dello scatto che ha trionfato di recente al GDT Nature Photographer of the Year 2026, concorso di fotografia naturalistica promosso annualmente dalla GDT (German Society for Nature Photography). L’autore è Luca Lorenz, giovane e talentuoso fotografo naturalista di Berlino che, nonostante i soli 20 anni di età, si sta già facendo conoscere e apprezzare per le sue doti fotografiche, dentro e fuori i confini della Germania.
Il fenomeno Luca Lorenz
La vittoria di Lorenz non è un caso isolato, ma la conferma di un talento fuori dal comune. Già nel 2025 era diventato il più giovane vincitore del prestigioso concorso European Wildlife Photographer of the Year. Oggi, con la conquista del titolo di GDT Nature Photographer of the Year 2026, consolida la sua posizione nell’élite della fotografia naturalistica.
Sebbene entrambi i concorsi siano promossi dalla GDT, il premio appena assegnato ha una natura più intima e identitaria rispetto alla sfida europea: è infatti il concorso riservato esclusivamente ai membri dell’associazione, una sfida “in famiglia” che però vanta numeri da capogiro, con quasi 9.000 immagini sottomesse da oltre 500 fotografi provenienti da 15 paesi diversi. Vincere in questo contesto significa ottenere il massimo riconoscimento dai propri pari, in un ambiente dove il rigore tecnico e l’etica ambientale sono pilastri fondamentali.
“White on White”: una lepre bianca nel bianco
Lo scatto vincitore, intitolato “White on White”, è stato realizzato nelle Alpi svizzere, al di sopra della linea degli alberi, nel regno della neve. Lorenz non ha cercato il classico ritratto nitido e descrittivo; ha preferito una narrazione sussurrata. “Per molto tempo ho osservato la lepre mentre sedeva praticamente immobile, perfettamente mimetizzata, lo sguardo rivolto verso le lontane vette alpine”, ha dichiarato.
Per trasmettere l’emozione di quell’incontro, Luca ha utilizzato la tecnica ICM, basata su lunghe esposizioni e movimenti intenzionali della fotocamera. Questa scelta stilistica trasforma la lepre in un’apparizione quasi onirica, un fantasma di pelliccia che sembra dissolversi nel bianco circostante. È un approccio che riflette la filosofia stessa del fotografo berlinese: una fotografia che non vuole solo “mostrare”, ma far “sentire” la connessione profonda con la natura. Lo scatto richiede allo spettatore pazienza e attenzione, i medesimi ingredienti che si sono resi necessari al fotografo per realizzarlo. Non è infatti facile notare a primo colpo la fragile protagonista.
Dietro la bellezza eterea di “White on White”, si nasconde in realtà una verità drammatica. La lepre variabile è oggi una delle specie simbolo dei rischi legati al cambiamento climatico. Il suo mimetismo, perfetto per millenni, sta diventando una condanna a causa di un “disallineamento cromatico”. A causa del riscaldamento globale, la neve cade sempre più tardi o fonde troppo presto, ma l’orologio biologico della lepre continua a regolare la muta bianca in base alla durata del giorno. Il risultato è paradossale: le lepri si ritrovano con una pelliccia candida su un terreno bruno e roccioso, diventando bersagli vistosi per predatori come l’aquila reale o la volpe. L’opera di Lorenz celebra dunque una bellezza vulnerabile.
GDT Nature Photographer of the Year: un concorso che celebra la biodiversità
Oltre al vincitore assoluto, il GDT Nature Photographer of the Year riconosce eccellenze in diverse categorie che esplorano ogni angolo del mondo naturale. La selezione ha seguito un iter rigoroso: dopo una prima scrematura operata da una giuria di esperti tra le quasi 9.000 immagini inviate, i membri della GDT sono stati invitati a votare le dieci immagini finaliste per ognuna delle sette categorie.
Nella categoria Uccelli, il primo premio è andato a Radomir Jakubowski per il suggestivo scatto Black-headed gull, mentre Jens Cullmann ha ottenuto la vittoria nella categoria Altri Animali con Practice makes perfect, immortalando il momento in cui una giovane rana toro africana manca la sua preda. Per il dettaglio botanico, Tobias Richter ha trionfato tra Piante e Funghi con l’opera Green lines, mentre Eike Christian Wolff ha conquistato la sezione Paesaggi con Frozen forest, una potente immagine di una foresta allagata dove le lastre di ghiaccio spezzate creano geometrie surreali.
La poesia di Beate Oswald ha convinto i votanti nella categoria Nature’s Studio grazie a Fragments of light, un gioco di riflessi tra canne e raggi di sole sulle acque del lago di Starnberg. Una menzione speciale, il Jury Award, è andata a Roy Müller per Shelter at the ice hole, uno scatto realizzato da drone su una buca nel ghiaccio attorniata da uccelli acquatici. Infine, la categoria speciale Biodiversità, istituita in collaborazione con la Fondazione Heinz Sielmann per sottolineare l’importanza della varietà naturale, ha visto la vittoria di Dieter Damschen con lo scatto Rich in structure.
Come sottolineato da Thomas Bischoff della fondazione, “il nostro obiettivo è salvaguardare la biodiversità, rendendola tangibile e accessibile alle generazioni presenti e future. Le fotografie qui presentate svolgono un ruolo importante nel diffondere questa missione a un pubblico più ampio e nel sensibilizzare sulla bellezza e l’importanza del mondo naturale”.
In un’epoca di crisi ambientale, il lavoro di Luca Lorenz e degli altri premiati non è solo un esercizio estetico, ma un invito collettivo a un impegno per la conservazione della biodiversità.