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Petites Jorasses: nasce “Mutante”, la nuova linea invernale di Della Bordella, Grasso e Mauri

Sulla parete sud delle Petites Jorasses nasce “Mutante” (M8, 6c, AI4+, 520 m), nuova via firmata Della Bordella, Grasso e Mauri. Un itinerario vario e fuori dagli schemi, aperto in un ambiente solitamente frequentato solo d’estate.

Sulla parete sud delle Petites Jorasses, nel massiccio del Monte Bianco, Matteo Della Bordella, Mirco Grasso e Giacomo Mauri hanno aperto tra il 19 e il 20 marzo una nuova via invernale: Mutante (M8, 6c, AI4+, 520 m). Un itinerario che si distingue per la varietà dei passaggi e per il contesto insolito in cui è stato tracciato, su una parete generalmente frequentata in estate.

Le Petites Jorasses sono infatti una meta classica della stagione estiva, anche per la presenza della storica via Bonatti-Mazeud, che si sviluppa a circa 50 metri dalla nuova linea, e per la vicinanza del bivacco Gervasutti. Proprio l’esposizione a sud rende questa parete poco considerata in inverno, un aspetto che ha contribuito al carattere originale della salita.

L’idea

“Eppure c’è questa linea evidente, che sembra un canale e che a un certo punto cade in uno strapiombo: lì ho pensato potesse nascere una bella via da fare in inverno, anche perché in estate diventerebbe un colatoio, racconta Matteo Della Bordella. “È una proposta un po’ fuori dagli schemi, perché a nessuno viene in mente di andare lì in inverno. È stato bello che anche Giacomo e Mirco fossero subito convinti: è venuta fuori una via bella, non estrema ma comunque impegnativa, con anche dei tiri di ghiaccio. Una piccola gemma tra le vie del massiccio”.

Per Della Bordella si tratta della quarta apertura nel gruppo del Monte Bianco, dopo Incroyable, Il Giovane Guerriero e Il Regalo di Berna.

“Per me questa via è nata completamente dal nulla: non ero mai stato su questa parete e ho iniziato a guardarla solo quando Matteo mi ha proposto di unirmi”, spiega Mirco Grasso. “Dalle foto estive era evidente questo canale-diedro nero, sempre bagnato, e ho pensato che in inverno potesse uscire una bella linea. Sembrava quasi impossibile che una struttura così evidente non fosse già stata salita. Non sapevamo bene cosa aspettarci, anche perché è una parete sud, ma a oltre 3000 metri, in inverno, le condizioni pootevano essere qualsiasi cosa”.

Mutante

Il risultato è una linea completa e varia, il cui nome riflette la continua trasformazione del terreno e delle tecniche richieste. La via alterna tiri su misto roccia-neve, sezioni di dry tooling – tra cui un tiro particolarmente estetico – e un passaggio su roccia liscia dove è necessario abbandonare picozze e ramponi per arrampicare con mani e scarponi, inclusa una delicata placca in traverso. Nella parte superiore si incontra una lunghezza su ghiaccio che conduce a un canale nevoso, dove le difficoltà si abbassano fino a trasformarsi in una classica goulotte del Monte Bianco.

L’ascensione è stata completata in due giorni: il primo dedicato all’avvicinamento con gli sci e all’apertura dei primi quattro tiri; il secondo al completamento della via dopo una notte al bivacco Gervasutti.

Durante l’apertura, i 3 hanno individuato una sosta e alcuni chiodi in cima al primo tiro, segno di un precedente tentativo. La discesa è avvenuta in doppia lungo la via, ora attrezzata con soste di calata e alcuni chiodi lungo l’itinerario.

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