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A rieccoli: una tassa per scalare il Monte Bianco

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AOSTA — Montagna.tv ve lo aveva già anticipato all’inizio del mese. Ma a distanza di pochi giorni ecco rispuntare la proposta di una tassa per salire sul Monte Bianco.

Autore della bizzarra iniziativa, il sindaco del paese francese di San-Gervais, Jean Marc Peillex. Che, memore della tassa sul lusso inventata da Soru in Sardegna, si è messo in testa di far pagare il pedaggio anche agli alpinisti.
 
L’idea è semplice quanto singolare: far pagare una tassa a tutti gli scalatori che tentano l’ascesa del Monte Bianco partendo dal lato francese.
 
A partire, guarda caso, dal comune di San-Gervais, il paese trasalpino dal quale si accede alla via alpinistica che porta direttamente alla cima della montagna. E paese che, a naso, dovrebbe incassare i proventi del suddetto obolo.
 
La tassa – sostiene il solerte sindaco – dovrebbe servire a ripulire la montagna, i suoi ghiacciai e le sue spianate innevate. ”La montagna – ha spiegato Peillex a Timesonline – è piena di rifiuti e le cime non sono più bianche ma giallognole di urina e brunastre di escrementi”.
 
Oddio, è innegabile che ci siano zone in cui sono state depositati indebitamente rifiuti in quantità. Ma non ci risulta – accettiamo smentite – che il Monte Bianco ora si chiami Monte Giallo o peggio.
 
Tuttavia il sindaco francese insiste : ”Nei quattro mesi da giugno a settembre quasi 30mila persone fra scalatori esperti e gitanti della domenica hanno percorso la via – continua il sindaco – lasciando non solo i rifiuti fisiologici, ma abbandonando di tutto”.
 
E’ vero: il rispetto dell’ambiente è merce rara. Ma è altrettanto certo che la moderna tecnologia qualche rimedio lo offre. Vedi al capitolo "smaltitori di rifuti". Ultimo della serie il rivoluzionario Earth presentato di recente a Cervinia dal Comitato Ev-K²-Cnr e dal Gruppo Falck: brucia i rifiuti, smaltisce l’immondizia, ma non inquina e non produce emissione alcuna. 
 
Se al sindaco serve il numero di telefono giusto, contatti la nostra redazione. Saremo lieti di fornirglielo. Se invece la tassa sugli alpinisti è una boutade, sappia che escurisionisti e associazioni alpine non l’han presa granchè bene.
 
In migliaia hanno protestato. Lamentandosi che in questo modo si limiterebbe l’unico angolo d’Europa che permette di assaporare ancora il pieno senso della libertà.
 
Viene in mente una famosa gag di "Non ci resta che piangere", il celeberrimo film Benigni e Troisi. Vi ricordate? "Chi siete, cosa portate, sì ma quanti siete? Un fiorino", imponeva imperterrito un solerte doganiere ai malcapitati di passaggio. E dire che era il medioevo… 
 
 
E voi che ne pensate della tassa sugli alpinisti? Fate sentire la vostra voce: 
 
Dì la tua sul Monte Bianco  , pubblicheremo le vostre osservazioni

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