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La Piramide dell’Everest

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La Piramide sorge a 5.050 metri di quota, nel cuore del sistema montuoso più alto del mondo: l’Himalaya. E’ posta all’interno del Sagarmatha National Park, ai piedi del versante nepalese dell’Everest, che con i suoi 8.848 metri è la montagna più alta della Terra.

 

Quota 5.050 metri
Latitudine N 27° 59’
Longitudine E 86° 57’
Location  Valle del Khumbu, Himalaya, Nepal
Ricerche medicina e fisiologia, ambiente, scienze della terra, antropologia, tecnologie eco-efficienti

 
Storia del Laboratorio Piramide
Nasce nel 1990, a 5050 metri di quota, nella Valle del Khumbu. Il Laboratorio – Osservatorio Internazionale Piramide, che porta il nome del Prof. Ardito Desio, si è accreditato nel tempo come una risorsa unica per la ricerca scientifica mondiale. La struttura è gestita dal Comitato Ev-K²-CNR insieme alla Nepal Academy of Science and Technology (NAST). Questa lunga collaborazione ha dato vita a 520 missioni scientifiche, con la partecipazione di 220 ricercatori afferenti a 143 diverse istituzioni scientifiche internazionali.
 
La Piramide
La costruzione in vetro, alluminio e acciaio, nella sua forma piramidale con base quadrata (13,22 m x 8,40 m di altezza), si sviluppa all’interno su tre piani. È un centro di ricerca scientifica d’alta quota dotato di avanzate attrezzature scientifiche, del tutto autosufficiente dal punto di vista energetico. È fornito di sistemi ecosostenibili per l’approvvigionamento energetico, lo smaltimento rifiuti, il riscaldamento, oltre che di sistemi per le telecomunicazioni satellitari e internet.
 
La parte abitativa indipendente è realizzata rispettando l’architettura dei lodge nepalesi; il “vitto e l’alloggio” sono in linea con gli standard dei migliori rifugi alpini. Può ospitare al suo interno fino a 20 persone tra ricercatori, tecnici e personale logistico.
 
Settori d’azione e obiettivi
Scienze ambientali – Migliorare la comprensione dell’ecosistema montano e dei suoi processi. Le loro interazioni con la componente umana e gli effetti dei cambiamenti globali e locali, per contribuire allo sviluppo sostenibile e alla conservazione della natura, in linea con le direttive dell’ONU per il “prossimo millennio”.
 
Scienze della Terra – Contribuire alla conoscenza dei fenomeni geologici, geofisici e glaciologici della catena HKKH anche al fine di sviluppare Sistemi Informativi Territoriali (GIS) e Sistemi di Supporto Decisionale (DSS), per prevenire e/o fronteggiare situazioni di crisi e eventuali catastrofi naturali.
 
Medicina e Fisiologia – Comprendere gli effetti dell’ipossia sull’organismo umano e le strategie di adattamento; studiare il rapporto ambiente-salute e quello ambiente-inquinamento indoor, anche al fine di contribuire a ridurre la mortalità infantile e prevenire malattie croniche della popolazione locale, coerentemente con l’obiettivo indicato dall’OMS: lavorare per il più alto livello possibile di salute, in tutti i Paesi del mondo.
 
Scienze Antropologiche, Comunicazione e Sviluppo – Fornire un contributo originale e concreto, attraverso studi tematici e interdisciplinari di carattere antropologico, etnografico e storico-culturale nella regione HKKH, con attenzione verso quelle realtà che rischiano di perdere la propria identità culturale e alle ricadute concrete della ricerca, affinché ne beneficino in particolare le comunità locali.
 
Tecnologie Ecoefficienti e Sistemi di Gestione Ambientale – Ricerche tecnologiche applicate e di sistema finalizzate al miglioramento della gestione e alla conservazione delle risorse naturali, per portare ad una riduzione degli impatti antropici in modo sistemico. Al contempo promuovere la realizzazione di tecnologie innovative a basso impatto ambientale utilizzabili nei Paesi in via di sviluppo.
 
Ricerca al Laboratorio-Osservatorio Internazionale Piramide
L’avanzata “dotazione” scientifica del Comitato Ev-K²-CNR rappresenta una risorsa essenziale per la comunità scientifica internazionale. La rete di stazioni del progetto SHARE-Asia (Stations at High Altitude for Research on the Environment) per il monitoraggio atmosferico e geofisico dislocate lungo la catena dell’Himalaya-Karakorum, è unica nel suo genere.
 
Studiate e messe a punto per funzionare nelle condizioni più estreme, le 4 stazioni “SHARE-Asia” opereranno lungo un asse che va dalla Georgia al Pakistan al Nepal fino al Bhutan. Con l’obiettivo di contribuire in modo significativo all’incremento delle conoscenze sulle regioni montuose nei campi delle scienze ambientali e delle scienze della terra.
 
Cuore del sistema è ABC-Pyramid, la stazione di rilevamento dell’inquinamento atmosferico più alta del mondo, inserita come “Complimentary Site” nel Progetto Atmospheric Brown Clouds (ABC) dell’United Nations Environment Programme. Fiore all’occhiello della ricerca italiana in Himalaya, la stazione è operativa dal 2006 e fornisce un approfondimento delle conoscenze sulla composizione dell’atmosfera alle alte quote, sulla circolazione degli inquinanti e degli aerosol, sull’influenza che questi composti possono avere nelle oscillazioni del ciclo monsonico e nel contributo al bilancio di energia e acqua dell’atmosfera.
 
La sofisticata strumentazione della rete SHARE-Asia comprende anche la rete di 5 stazioni meteorologiche automatiche disposta lungo l’asse verticale della Valle del Khumbu. Le approfondite indagini condotte sulla base dei dati raccolti sui vari parametri meteo climatici hanno prodotto dei contribuiti insostituibili per programmi internazionali come il Coordinated Enhanced Observing Period (CEOP) della World Meteorological Organization.
 
SHARE-Asia conta inoltre una serie unica di dati geofisici raccolti presso la Piramide dalla stazione GPS Master e da un beacon di riferimento nella rete Doppler Orbitography and Radiopositioning Integrated by Satellite (DORIS) del Centre National d’Etudes Spatiales (CNES), per la produzione di dati orbitali precisi. Rilevanti contributi scientifici derivano inoltre dalle esclusive banche dati geo-referenziate che il Comitato Ev-K2-CNR detiene sul monitoraggio glaciologico nel Parco di Sagarmatha (Everest) in Nepal, e sulla regione del K2, (in Pakistan) nonché dalle informazioni sull’idrochimica e la biologia dei laghi della Piramide, che fanno parte del programma internazionale Long Term Ecological Research (LTER) supportato dall’Unione Europea. 
 
Il trasferimento di tecnologie e i processi di capacity building, attivati in vista del diretto coinvolgimento delle comunità e delle organizzazioni locali (enti di ricerca, organi di gestione dei parchi, dipartimenti meteorologici nazionali), sono aspetti chiave del programma SHARE-Asia. 
 
La ricerca scientifica nel settore della biologia e della biodiversità si è tradotta in progetti di larga-scala per la tutela di specie a rischio di estinzione, come Snow Leopard, il celeberrimo leopardo delle nevi. Il Comitato, insieme al Dipartimento nepalese dei Parchi Nazionali e della Conservazione del Wildlife (DNPWC) ed il WWF-Nepal, contribuirà allo studio e alla conservazione del felino a rischio estinzione, e incrementerà le conoscenze riguardanti altre specie come il tahr himalayano, il cervo muschiato e il panda rosso.
 
Lo sforzo profuso dal Comitato nello sviluppo di tecnologie ecoefficienti per la gestione ecocompatibile del turismo nei Paesi in via di sviluppo ha portato al brevetto di EARTH (Ecological Activity for Refuse Treatment at High-altitude). Si tratta di un sistema compatto per lo smaltimento dei rifiuti, progettato per l’utilizzo in alta quota, che offrirà un concreto mezzo per la limitazione dell’impatto umano nelle aree fragili e remote.
 
Ricerche innovative in campo medico e fisiologico sull’adattamento dell’uomo all’ipossia, condotte comparando soggetti caucasici e nativi d’alta quota, hanno prodotto risultati di interesse per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e portato all’avvio di partnership strategiche con il settore farmaceutico.
 
Progetti di carattere etnografico-antropologico riguardanti alcune tra le più significative realtà sociali e culturali della regione dell’HKKH hanno prodotto collaborazioni con i principali centri di ricerca di riferimento: University of Cambridge, Oxford University, Tibetan Academy of Social Sciences, Wien Universität für Bodenkultur. Nonché a numerose pubblicazioni internazionali di carattere scientifico e divulgativo.

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