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Magici incontri con la fauna alpina

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Camosci, stambecchi, falchi. Ma anche picchi, civette, scoiattoli. E tra poco anche un orso. Vivono in un paradiso terrestre, vicino all’Aprica, e aspettano solo di incontrarvi.

 
Meta: Osservatorio eco-faunistico alpino
Località: Aprica
Difficoltà: molto facile

 

La gita che proponiamo questa settimana è adatta a tutti i gusti e tutte le età. Ma è consigliata in special modo a bambini e scolaresche, che avranno l’occasione di passare delle meravigliose ore a stretto contatto con animali affascinanti e rari, imparando i segreti della natura alpina.
 
L’Osservatorio, realizzato in una vasta area di oltre 20 ettari, è suddiviso in "Aree faunistiche", all’interno delle quali sono ospitati alcuni esemplari di fauna alpina di difficile osservazione in natura, e in particolare alcune specie in pericolo di estinzione, come il gallo cedrone (simbolo del Parco delle Orobie, nella foto insieme a Bernardo Pedroni, direttore dell’Osservatorio).
 
Al suo interno si snoda un percorso didattico-naturalistico di circa 2 chilometri, attrezzato con una specifica cartellonistica, molto facile. Lungo il tracciato si ha l’opportunità di osservare la maggior parte delle specie animali e vegetali presenti nel Parco delle Orobie Valtellinesi.
 
Si può osservare la vita di trote e girini nei laghetti alpini. Curiosare nei nidi di picchi, cince, ghiandaie. Incontrare un rarissimo falco e udire lo strano canto d’amore del gallo cedrone. Vedere le sfuggenti faine, i misteriosi gufi e le civette. Infine, se si è fortunati, ci si può imbattere anche in dolcissimi cuccioli di camoscio o di capriolo.
 
L’Osservatorio è una struttura unica nel suo genere, tuttora in fase di completamento. Presto sarà pronta l’area dedicata all’orso bruno, ed è in fase di valutazione l’allestimento di spazi dedicati ad un’altro grosso predatore in serio pericolo di estinzione: la lince.
 
L’ideatore e realizzatore del progetto, Bernardo Pedroni, è biologo e naturalista. Con gli animali ospitati nell’Osservatorio, che vivono liberi nei grandi spazi delle montagne di Aprica, ha ormai costruito una lunga amicizia. Lontano anni luce dai comuni "zoo", questo gioiello di vita alpina vale proprio la pena di essere visitato almeno una volta.
 
Le visite, possibili durante tutto l’arco dell’anno (compatibilmente con le condizioni meteorologiche) per il momento sono solo guidate. Poiché l’accesso è consentito ad un numero di visitatori limitato, per non disturbare eccessivamente gli animali è indispensabile la prenotazione e consigliamo di rivolgersi per informazioni direttamente alla direzione dell’Osservatorio, all’ufficio turistico di Aprica o al Parco delle Orobie.
 
La zona in cui è ubicato si trova poco distante dal paese, tra le piste da discesa "C" e "B", ed è facilmente identificabile grazie all’ampia terrazza panoramica, collocata sul promontorio che i residenti chiamano "Corna dal Canù", sempre accessibile.
 
L’entrata è raggiungibile con gli impianti di risalita del Palabione oppure a piedi, in 40 minuti circa, risalendo dal paese verso la malga Palabione.
 
 
 
Questo ed altri itinerari nella pubblicazione “Guida ai sentieri di Aprica e dintorni” edito e scritto da Dino Negri, Sezione CAI Aprica.
 

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