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Itinerari

Valmalenco, traversata Marinelli-Bignami

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L’itinerario di questa settimana vi porta a conoscere la Valmalenco. Valle laterale della Valtellina, segna a nord il confine con la Svizzera e a ovest col gruppo Masino-Bregaglia. Al cospetto di giganti quali il Pizzo Bernina, il Piz Roseg e il Palù, la salita vi farà godere dello spettacolo di alcuni dei ghiacciai più belli delle Alpi.

Da Milano prendere la SS36 fino a Colico. Da li svoltare a destra lungo la SS38 in direzione Sondrio. La diga di Campo Moro è raggiungibile staccandosi a sinistra dalla statale all’ingresso del capoluogo e percorrendo la carrozzabile della Val Malenco seguendo le indicazioni per Lanzada e Franscia. Oltre questa località la strada si fa sterrata.

Abbandonata l’auto, dal piazzale del parcheggio all’altezza dello sbarramento della diga si percorre il muraglione per poi scendere, tramite una stradetta, ad uno slargo sottostante. Traversatolo, si trova il cartello per i rifugi Carate e Marinelli-Bombardieri.

Si segue il sentiero che con numerose svolte raggiunge un panoramico poggio boscoso. Si piega ora verso nord-ovest in leggera salita e poi in piano per aggirare le propaggini sud-ovest del Sasso Moro.

Verso i 2.200 metri, (qui da sinistra proviene il sentiero che sale dall’Alpe Musella) la salita inizia a farsi di nuovo ripida. Non a caso questo tratto di sentiero è comunemente conosciuto come "la salita dei sette sospiri". Provare sotto il sole cocente di agosto per credere.

Si giunge così al rifugio Carate e dopo pochi passi alla Bocchetta delle Forbici (2.636 metri). Sono trascorse all’incirca 2 ore dalla partenza. Superato il valico ci si abbassa a mezza costa verso nord su sfasciumi, aggirando la diramazione nord-ovest della cresta ovest della Cima di Musella occidentale.

La salita riprende per piegare verso est lambendo il laghetto glaciale ai piedi della minuscola Vedretta delle Cime di Musella. Si traversa il torrente che si origina dalla vicina Vedretta di Caspoggio e si sale verso nord-ovest per un breve tratto.

Verso quota 2.700 metri, sotto al rifugio Marinelli-Bombardieri, si piega verso destra mettendo piede sul ghiacciaio. A mezzacosta si punta decisamente verso sud-ovest all’evidente sella della Bocchetta di Caspoggio (2.983 metri – nella foto), che si raggiunge superando una crepaccia terminale generalmente facile.

Giunti in cima l’itinerario procede in discesa per un canalino (corda fissa) ed i resti di un piccolo nevaio. Successivamente, per ganda (segnavia) e sentiero, si giunge nel vallone che porta prima all’Alpe Fellaria e poi al rifugio Bigmani (2.385 metri).

Da qui, sempre su sentiero ben segnalato, si scende in direzione sud fino al lago di Gera. Si supera lo sbarramento della diga e si torna al parcheggio tramite strada ampia e sterrata. In tutto, salvo eventuali soste, l’itineraio richiede 6/7 ore di cammino.

La difficoltà è escursionistica, quasi interamente su sentiero ben segnalato. Richiede comunque attrezzatura adeguata, soprattutto sul ghiacciaio, e allenamento. 

 
 
Massimiliano Meroni

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