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Unicef: strage degli innocenti in Kashmir

31 ottobre 2005 – Che i media italiani stiamo trascurando, per motivi oscuri, la tragedia del terremoto in Pakistan è cosa certa. Ma dalla "catastrofe dimenticata" continuano ad arrivare cifre terrificanti. L’ultima in ordine di tempo viene dall’Unicef.

 

Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia sono almeno 17mila i bambini morti nelle scuole crollate per il violento sisma che lo scorso 8 ottobre ha colpito il Pakistan. Lo ha detto ai giornalisti a Islamabad il direttore esecutivo Unicef, Ann Veneman, precisando che per i sopravvissuti il trauma è peggiore di quello provocato dallo tsunami dello scorso 26 dicembre nel sudest asiatico. "Sono rimasti feriti nel crollo delle scuole – ha sottolineato la Veneman – ma hanno anche perso gli amici e gli insegnanti, persone importanti nella loro vita".

 

Secondo le stime Unicef sarebbero 1 milione e 600 mila su un totale di circa 2 milioni i bambini rimasti coinvolti dal sisma che ha ucciso oltre 55 mila persone, ne ha ferite 78 mila e ha provocato 3 milioni e mezzo di senzatetto.

 

"Pensiamo che la metà delle vittime, morti o feriti, sia composta da giovani che quel giorno e a quell’ora erano dentro le scuole che sono crollate" ha precisato la Veneman. Era stato il nostro inviato in Pakistan Maurizio Gallo a darne testimonianza diretta fin dalle settimane scorse. Visitando Balakot, il direttore di Karakorum Trust aveva visto scuole completamente crollate e fosse comuni in cui erano stati sepolti i bambini, quaranta alla volta.  

 

Ora la priorità secondo l’Unicef è assicurare cibo e sostentamento per i sopravvissuti, mentre l’inverno himalayano avanza a spron battuto sulle montagne. Il rischio concreto sostiene l’Unicef è che il freddo aggiunga morti a morti, disperazione a disperazione. Fondamentale fare arrivare vaccini e antibiotici contro le infezioni e garantire acqua potabile per evitare che la dissenteria uccida altri bambini.

 

Molti ospedali dell’area sono stati distrutti. E molti medici uccisi o feriti dal terremoto. Per questo le Nazioni Unite hanno lanciato un appello che, dice ancora Ann Veneman, "non è stato ancora del tutto accolto. Serve quindi uno sforzo della comunità internazionale". In termini economici, servirebbero 550 milioni di dollari. Ma al momento siamo arrivati a malapena a un quinto.

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