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Mondiali di mountain bike, bilancio positivo

5 settembre 2005 – Con la cerimonia ufficiale si sono chiusi ieri i mondiali di mountain bike e trial di Livigno. Più che positivo, a detta degli esperti, il bilancio della manifestazione molto seguita dagli appassionati, con un pubblico stimato in circa 10mila presenze giornaliere.

 

absalonI numeri dell’evento parlano da soli. Il costo totale ha sfiorato gli 1,8 millioni di euro. Mille i giorni di preparazione, 18 i titoli iridati asseganti, 800 gli atleti in gara, le cui gesta sono state seguite da oltre mille giornalisti.

 

Sul fronte della competizioni, è Julien Absalon (nella foto) il campione del mondo 2005 di cross country. Sul circuito di 42 chilometri, il francese, apparso subito in gran forma, ha fatto il vuoto dietro di sè. Almeno per la prima parte della gara. Dopo il recupero dello svizzero Naef e dello spagnolo Hermida, il transalpino ha staccato tutti, giungendo al traguardo per primo con il tempo di 2 ore 7 minuti e 34 secondi. Medaglia d’argento per lo svizzero Christoph Suaser e bronzo per l’iberico Hermida. Marco Bui, primo degli italiani, dopo un inzio di gara convincente, ha patito le salite ed è giunto solo undicesimo con 6 minuti di ritardo.

 

Parla inglese invece il trial. Due titoli alla Gran Bretagna, uno alla Spagna, Belgio e Francia. Protagonista assoluto, il britannico Ben Slinger, che si è aggiudicato il titolo juniores sia nella specialità ruote da 20 pollici sia nella 26 pollici. Nella prima sessione l’inglese ha preceduto il polacco Serwin e il tedesco Thoma. Nella seconda, il connazionale Savage e il belga Wesley Belaey. Nella classifica a squadre infine titolo alla Francia con 357,9 punti davanti alla Spagna (347) e alla Germania (344).

 

Tra le presenze da segnalare anche Manuela Di Centa, la pluriolimpionica di sci di fondo ora vicepresidente del Coni, venuta ad assistere alle gare di cross country e a salutare Paola Pezzo. La Di Centa è in partenza per il Tibet: il 16 settembre andrà in Hymalaya per una nuova impresa alpinistica al Mera Peak, "ghiacciaio di 6.400 metri considerato la più alta montagna non tecnica dell’intero Tibet ", ha detto l’ex atleta. "Il Comitato Olimpico cinese,  mi ha chiesto di portare la torcia sull’Everest durante il suo viaggio nel 2008 verso Pechino. Quindi serve un adeguato allenamento

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