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Monte Bianco, la montagna dei cercatori di cristalli

Il Monte Bianco, la vetta più elevata delle Alpi e dell’Europa occidentale, non rappresenta soltanto una meta ambita degli appassionati di alpinismo ma anche un paradiso per i cacciatori di cristalli. Non è in realtà corretto porre in parallelo le due attività. Un cercatore di cristalli sul Bianco deve necessariamente essere anche un buon alpinista. Jacques Balmat, primo salitore del Bianco insieme a Michel Gabriel Paccard nel lontano agosto del 1786, era proprio un cercatore di cristalli. La montagna è ricca di minerali diversi, in particolare di quarzi e fluoriti rosa ottaedriche, considerati i migliori al mondo, con una età che varia dai 2 ai 25 milioni di anni. E si stima che soltanto una piccola percentuale del territorio sia stato sistematicamente esplorato dal punto di vista mineralogico. In sintesi il Bianco resta ancora un paradiso da scoprire per i “cristalliers”, come vengono chiamati in Francia i cercatori. A raccontare quanto grande sia la passione e quanto complesso, delicato, pericoloso, sia il loro lavoro è la pellicola “La Montagne des cristalliers” (“La montagna dei cercatori di cristalli”, Francia, 2016, 26′), disponibile su Vimeo e Netflix.

Alla regia del documentario il francese Pierre Cadot. Protagonisti Martial Dumas, Joël Leroux, Olivier Michaud e  Georges Moreira.

Quattro amici a caccia di cristalli

I protagonisti del film sono 4 amici che condividono la passione per la ricerca dei cristalli. Nel corso di una esplorazione del Bianco sul versante francese si imbatteranno in una scoperta eccezionale, un giacimento di cristalli. Il documentario accompagna il gruppo nel corso della ricerca, divenendo stimolo per riflettere sull’importanza di conservare un patrimonio incommensurabile.

Il “cristallier” non è un ladro di minerali, è un esperto cercatore di minerali, rispettoso della montagna. Quella dei cristalliers della valle di Chamonix è considerata quasi una società segreta, in cui vengono tramandate preziose conoscenze. Da evidenziare che la ricerca non possa essere effettuata ovunque sul Bianco, anzi ormai si farebbe prima a definire dove essa sia ancora consentita e con quali limiti.

Il versante italiano è ad esempio totalmente off limits. In Svizzera servono permessi personali. In Francia una circolare ministeriale autorizza la raccolta di minerali solo con tecniche di ricerca tradizionali, vietando l’uso di esplosivi, martelli pneumatici ed elicotteri. Il comune di Chamonix nel 2008 ha definito un “Codice d’onore”, per cui chi voglia avventurarsi alla ricerca di minerali deve prima passare a registrarsi in Municipio e firmare i propri obblighi contenuti nel Codice, e a tale codice si prevede che si aggiungano in futuro nuove regole per limitare i permessi.

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