Alpinismo

Cronache alpinistiche dalle Alpi Centrali

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SAN MARTINO VAL MASINO, Sondrio — Le ottime condizioni meteorologiche sui monti della Valtellina hanno favorito l’inizio della stagione alpinistica nelle Alpi Centrali. In questo periodo vie nuove, scalate solitarie e arrampicate libere sono state portate a termine in successione da un bel gruppetto di scalatori tra cui i soliti e attivi Luca Maspes e Giovanni Ongaro.

La prima via nuova della stagione è stata tracciata sulla Quota 2493 in Val di Zocca (Valmasino), una linea su un pilastro ancora inviolato che Maspes aveva iniziato ben 16 anni fa in compagnia del monzese Oscar Meloni.
 
I due abbandonarono la via quasi per scaramanzia, dopo esser stati colpiti da un fulmine alla base di essa durante il secondo giorno di scalata.
 
Il 15 giugno di quest’anno Maspes è tornato sulla via insieme a Ongaro, Giuliano Bordoni e Anna Ceruti per completare le lunghezze di corda mancanti. Il nuovo itinerario è stato così completato fino in vetta. Si chiama “Tuono”, 300 metri con difficoltà fino al 6b+/6c protette solo parzialmente con uso di spit.
 
Qualche giorno più tardi Maspes e il giovane comasco Matteo Foglino sono invece in Val del Ferro, ancora Valmasino. I due riescono a ripetere in completa arrampicata libera la via “Obelix” alla Punta Paganini, una via di Paolo Vitali e Sonja Brambati del 1990. Una parziale ripulitura dall’erba dei due tiri più difficili lungo un bellissimo diedro, poi la salita “pulita” con difficoltà fino al 6c e protezioni tradizionali.
 
Il 30 giugno si cambia zona per un tipo di alpinismo più “esplorativo”. In alta Val Grosina salgono Bordoni e Maspes per dare un occhio alla sconosciuta parete Sud del Sasso Maurigno, montagna di circa 3000 metri di quota a cavallo tra la Grosina e la Val Viola.
 
I due superano il difficile e friabile primo pilastro della parete, di 250 metri di altezza, proseguendo poi slegati fino alla cresta sommitale della montagna. La via nuova, chiamata “I fiori di Giada”, presenta difficoltà fino al VI+ con l’utilizzo di sole protezioni “veloci”.
 
Nei giorni seguenti ancora Valmasino, per la fine di un vecchio progetto di Ongaro sulla parete del “Rombo delle Galassie” in alta Val Cameraccio. In due giorni, Giovanni porta a termine un nuovo difficile itinerario insieme al giovane Manuel Panizza. Ancora non si hanno i dati dettagliati su questa bella apertura ma sicuramente si tratta di una via molto impegnativa.
 
Quasi in contemporanea Maspes è in Val Porcellizzo per una delle sue consuete salite solitarie. Questa volta l’obiettivo è la via “Ringhio” sulla parete Sudest del famoso Pizzo Badile, aperta dai valdostani Farina, Marlier, Barmasse e Datrino tre anni fa, e già tentata da Luca la settimana precedente.
 
Domenica 2 luglio, Maspes sale la parete in tempi rapidi autoassicurandosi solo su 3 lunghezze di corda e uscendo in alto lungo la via “Vera” di Corti e Gilardi nel 1972. Difficoltà fino al VII+ (6b+) per 450 metri di via.
 
 


Quota 2480, “Tuono”


Ultimo tiro sul filo del pilastro di “Tuono”


Matteo Foglino sulle placche iniziali di “Obelix”


Luca Maspes nel diedro appena ripulito di “Obelix”


La parete Sud del Maurigno
 


Giuliano Bordoni comincia il suo sogno sulla Sud del Maurigno


La linea della combinazione “Ringhio” + “Vera” sulla Sudest del Badile.


Bacio al Budda di vetta dopo la solitaria.
 

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