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Svolta nella vicenda degli orsi del Casteller: archiviate le denunce di maltrattamento

Animalisti pronti a fare ricorso

Mentre il mondo animalista e quello politico si “confrontano” in merito alla gestione dei lupi del Trentino, che con crescente frequenza si avvicinano troppo ai centri abitati, arriva una svolta inattesa sul fronte degli orsi “problematici” ospiti del Centro Faunistico del Casteller. La Procura di Trento ha infatti deciso di archiviare le denunce per maltrattamento presentate dalle associazioni animaliste LAV (Lega Nti Vivisezione) e OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali). Una decisione che non ferma affatto lo scontro tra le parti. Da un lato le associazioni si dicono deluse e pronte a continuare la propria battaglia in difesa dei diritti degli esemplari reclusi in un centro “di prigionia”, dall’altra il Presidente della PAT (Provincia Autonoma di Trento), Maurizio Fugatti, che esprime soddisfazione.

La richiesta di archiviazione giunge in una fase in cui il Casteller si è praticamente svuotato. JJ4 ha conquistato la libertà grazie al TAR, M57 è stato trasferito in una fattoria in Ungheria, resta soltanto l’ormai celebre M49-Papillon. Ma la condizione presente, a detta degli animalisti, non sminuisce il problema. I maltrattamenti sono stati perpetrati e nuovi ospiti futuri si ritroveranno nelle medesime condizioni degli orsi non più residenti presso il Casteller.

LAV: “Stupore misto a delusione”

“Con grande stupore, misto a delusione, questa mattina abbiamo ricevuto la notizia della richiesta di archiviazione della nostra denuncia sporta contro la Provincia di Trento per maltrattamento degli orsi rinchiusi nella famigerata prigione del Casteller si legge nella nota della LAV – . Nella richiesta di archiviazione la Procura sostiene che la detenzione in quelle condizioni può essere considerata del tutto legittima perché scriminata dall’Accordo Provincia-Governo Pacobace che fornisce precise indicazioni sulle azioni che devono essere adottate nel caso di orsi considerati pericolosi.”

“Anche rispetto alle condizioni di detenzione la Procura nega vi sia un qualsiasi compromissione del benessere degli animali perché seguiti costantemente da un veterinario che verifica stato di salute e comportamento degli animali detenuti – prosegue – . Siamo molto amareggiati da questa decisione ma allo stesso tempo siamo ancora più convinti che non possiamo lasciare gli orsi al loro destino. Entro i termini previsti depositeremo una dettagliata opposizione alle conclusioni a cui è giunta la Procura della Repubblica di Trento perché finalmente si possa aprire il processo contro coloro che risulteranno i responsabili delle indecenti condizioni di vita a cui hanno costretto gli orsi rinchiusi nel Casteller. In Trentino gli orsi vengono catturati e imprigionati solo perché si comportano da orsi.”

OIPA: “La nostra battaglia continua”

“L’Organizzazione internazionale protezione animali (OIPA) si opporrà alla richiesta d’archiviazione dellaProcura di Trento riguardante la sua denuncia querela per maltrattamento e detenzione incompatibile  degli orsi rinchiusi al Casteller dalla Provincia autonoma di Trento – scrive l’OIPA – . OIPA ha presentato nell’ottobre 2020 alla Procura della Repubblica di Trento istanza di sequestro preventivo del Centro faunistico della Provincia Autonoma di Trento “Casteller” per inidoneità della struttura a ospitare gli orsi attualmente detenuti, e gli altri che si prevede di catturare. L’istanza di sequestro presentata dall’associazione si basa su quanto emerso dal rapporto dei carabinieri Cites inviati dal Ministero dell’Ambiente, che attestava l’inidoneità della struttura a garantire benessere degli animali.”

“Anche se al Casteller attualmente è imprigionato solo M49 detto anche Papillon, dopo il trasferimento degli altri due orsi in strutture di cattività estere, la nostra battaglia continua, tanto più che i posti liberati potrebbero essere nuovamente occupati, data la politica di captivazione portata avanti dalla Provincia di Trento”, spiega il presidente dell’OipaMassimo Comparotto.

Fugatti: “L’Amministrazione ha operato bene”

“Esprimiamo la nostra soddisfazione per quanto deciso dalla Procura della Repubblica di Trento sull’archiviazione della denuncia depositata contro la mia persona e alcuni funzionari provinciali per presunti maltrattamenti degli orsi custoditi al Casteller – commenta il Presidente della PAT Maurizio Fugatti – . Le motivazioni dell’archiviazione confermano il buon operato dell’amministrazione: le strutture e i loro responsabili agiscono in modo del tutto coerente con le indicazioni scientifiche adottate a livello internazionale. Il benessere degli animali non è stato mai compromesso e la soluzione da noi attuata è in linea con il Pacobace, oltre che con la sicurezza delle persone e la salvaguardia del territorio. Da parte nostra dunque soddisfazione per la decisione assunta dalla Procura che conforta sulla positività delle scelte operate dall’amministrazione provinciale”.

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