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Wwf: azzurri, fate un gol per l’orso Bruno

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DORTMUND, Germania — La spietata uccisione dell’orsacchiotto Bruno in Baviera non resterà impunita. Dopo il ricorso all’Unione Europea, il Wwf (World Wildlife Fund) si appella alla nazionale italiana, chiedendogli la testa di quella tedesca, nel nome di Bruno. 

L’appello agli azzurri arriva direttamente dal Presidente del Wwf Italia, Fulco Pratesi: "Ci aspettiamo che la nazionale italiana di calcio questa sera segni un gol contro la Germania da dedicare all’orso Bruno”. 
 
Alla richiesta del Wwf  fa coro quella della Lav (Lega anti-vivisezione), che ha chiesto anch’essa l’intervento simbolico della nazionale. Rivolgendosi, in particolare, al capitano Fabio Cannavaro, che è stato suo testimonial in passato. La Lav aveva già chiesto agli azzurri di scendere in campo contro l’Ucraina con il lutto al braccio, per ricordare Bruno. Ma allora l’appello cadde nel nulla.
 
La vicenda dell’orsacchiotto non ha scosso solo gli animi italiani. Gli stessi tifosi tedeschi indosseranno T-shirt con scritto “Wir alle sind Bruno" (siamo tutti Bruno), già mostrate, per la verità, nei giorni scorsi a Berlino. Forse sarà l’unico punto comune dei due schieramenti opposti.
 
L’orsacchiotto di due anni, scappato dal Parco Adamello-Brenta, era e sconfinato prima in Tirolo e poi in Baviera. Dove però ha avuto vita breve: è stato freddato qualche giorno fa su ordine dell’amministrazione teutonica. Alla faccia della normativa internazionale per la protezione e la tutela degli animali. Sarà per questo che nessun orso si faceva vedere da quelle parti da oltre 70 anni.
 
Immediata è stata la reazione del Wwf, che ha fatto reclamo alla Commissione Europea per una procedura di infrazione e per la valutazione del danno patrimoniale, visto che Bruno faceva parte di un progetto di ripopolamento delle Alpi centrali finanziato da fondi europei.
 
In attesa del verdetto dell’UE, l’uscita dai Mondiali – giocati in casa – potrebbe essere già una buona lezione per la Germania cuor di pietra.
 
E allora avanti, azzurri, alla riscossa. L’Italia vuole la vendetta sui tedeschi. Bruno se la merita.
 
 
Sara Sottocornola

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