Itinerari

Nei luoghi di Mario Rigoni Stern

I boschi di abeti e gli altopiani di pascoli, i galli cedroni e i caprioli, i segni di secoli di durissimo lavoro dell’uomo. E poi le terribili testimonianze della Grande Guerra, che tra il 1916 e il 1918 ha completamente sconvolto il territorio di Asiago e dei centri vicini. Mario Rigoni Stern, di cui il 1° novembre si celebra il centenario della nascita, è diventato celebre grazie a Il sergente nella neve e a Quota Albania, dedicati alle battaglie alle quali ha partecipato con gli alpini durante la Seconda Guerra Mondiale, ma ha descritto in pagine di grande suggestione le sue montagne di casa. 

Leggendo Il bosco degli urogalli, Uomini, boschi e api, Storia di Tönle e le altre opere di Rigoni Stern si scoprono i silenzi, le storie e le atmosfere dell’Altopiano. La caccia ai mammiferi e agli uccelli di montagna, che lo scrittore praticava con passione, è una pratica poco amata dagli escursionisti di oggi, ma faceva parte della tradizione e della cultura dei montanari di Asiago e dintorni. 

Tre dei sentieri che descriviamo conducono ad altrettanti luoghi-simbolo delle battaglie della Grande Guerra, come l’Ortigara, il Salto del Granatiere e il Monte Zebio, e sono indicati dai classici segnavia del CAI e dai cartelli dell’Ecomuseo dedicato al conflitto. Il quarto itinerario è una piacevole passeggiata tra il centro di Asiago, ricostruito dopo le distruzioni belliche, il gigantesco Sacrario militare e la tomba di Mario Rigoni Stern, che dalla sua morte nel 2008 è diventata un luogo di pellegrinaggio laico. Utili la carta Tabacco Altopiano dei Sette Comuni e la guida I 50 sentieri più belli dell’Altopiano di Asiago, di Federica Pellegrino.        

Asiago, il centro e il Sacrario

(dislivello 80 metri, 2.30 ore a/r, T)

Asiago, rasa al suolo nel 1916, conserva monumenti e palazzi interessanti, ed è sorvegliata dal gigantesco Sacrario Militare Leiten, eretto tra il 1932 e il 1936. La tomba di Mario Rigoni Stern è nel cimitero della cittadina. Dalla vecchia stazione (1000 m), affiancata dal Monumento agli emigranti, si entra nel centro raggiungendo il Palazzo Podestarile, la Torre Civica e il Duomo di San Matteo. Per Viale della Vittoria, dove compaiono i segnavia del Sentiero della Pace, si sale al Sacrario Militare (1042 m). Tornati al punto di partenza, si segue Via Ceresara fino all’ingresso del Cimitero (987 m).    

Il Salto del Granatiere e il Monte Cengio

(dislivello 150 metri, 2 ore a/r, T)

Nella primavera del 1916, durante la Strafexpedition austro-ungarica, il Monte Cengio, sul margine meridionale dell’Altopiano, è stato aspramente conteso. Respinti gli austriaci, fu costruita dai genieri italiani una spettacolare strada a mezza costa, a picco su altissime pareti. Una pila frontale è necessaria per inoltrarsi nei tunnel. Dalla strada che sale da Piovene-Rocchette ad Asiago si devia a sinistra fino al piazzale Principe di Piemonte (1286 m). Un viottolo segnato porta alla Galleria cannoniera, sale a una trincea (1363 m), e continua traversando delle gallerie. Dal Piazzale dei Granatieri (1275 m) si segue il tratto più spettacolare della strada militare, a picco sul Salto del Granatiere. Traversata la Galleria Pennella si sale alla vetta del Monte Cengio (1354 m). Poi si scende al rifugio Al Granatiere e si torna lungo la carrozzabile fino al punto di partenza.  

L’anello del Monte Zebio

(dislivello 560 metri, 4.30 ore a/r, E)

Il Monte Zebio, dove Mario Rigoni Stern andava a caccia, è la montagna di casa della gente di Asiago, e ospita trincee, postazioni e il cimitero della Brigata Sassari, di cui è stato testimone Emilio Lussu, autore di Un anno sull’altipiano. Si può salire in auto a Malga Zebio, ma questo anello offre una camminata suggestiva e non faticosa. Da Asiago, costeggiato l’aeroporto, si sale per la Val Giardini fino alla Casa di Sant’Antonio (1236 m). A piedi si segue la strada forestale, che lascia per un tratto il posto a un sentiero, che sale nel bosco verso la radura dell’Altebene e il cimitero della brigata Sassari (1600 m). Si continua a salire verso la Mina di Scalambron e la Crocetta di Zebio (1708 m), magnifico belvedere, nei pressi dell’omonima Malga. In discesa si tocca la croce di Sant’Antonio e si continua sulla strada sterrata fino al punto di partenza. 

Dal Piazzale Lozze al Monte Ortigara

(dislivello 380 metri, 3 ore a/r, E)

L’Ortigara è una montagna asimmetrica. Modellato dal carsismo sul versante di Asiago, precipita verso la Valsugana con rocce e ripidi canaloni. Il sentiero traversa trincee e postazioni italiane e austro-ungariche. Sulla vetta, nel 1920, l’ANA ha innalzato una colonna mozza con la scritta “per non dimenticare”. Da Gallio si segue la lunga strada per la zona monumentale dell’Ortigara, che traversa la valle di Campomulo e porta al Piazzale Lozze (1771 m). Si imbocca una stradina che sale alla chiesetta del Lozze e ai tunnel di un caposaldo italiano, poi si continua per una mulattiera fino al Baito Ortigara (1937 m). Traversate le trincee delle Opere Mecenseffy si sale alla vetta (2106 m) e si continua fino al Cippo Austriaco (2086 m), a picco sulla Valsugana. Un sentiero con qualche corda fissa porta al Passo dell’Agnella (2008 m), da cui si torna al Baito Ortigara e al punto di partenza.     

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2 Commenti

  1. Bellissimo articolo…posti tristi e suggestivi conosciuti questa estate. Davvero istruttivo in una natura affascinante..

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