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Il land artist Saype e il sogno di dipingere sulla neve

Ancora in fase di lockodwn avevamo avuto il piacere di scoprire un artista, un land artist per la precisione, impegnato nel lanciare un messaggio di speranza all’umanità in lotta contro il Covid-19. Saype, pseudonimo di Guillaume Legros, ci aveva lasciati a bocca aperta di fronte alla sua opera “Beyond crysis”, realizzata con vernici 100% biodegradabili sui prati di Leysin, nelle Alpi Svizzere. Una immagine semplice ma di impatto: un girotondo disegnato da una bambina, cui prendono parte uomini, donne e bambini stilizzati, a rappresentare un mondo in cui, al termine dell’emergenza, sarà necessario guardare tutti insieme in una sola direzione. Il protrarsi dell’emergenza non ha spento nell’artista francese la fantasia e la voglia di far sognare il mondo a colpi di pennello. Si è anzi cimentato in una vera sfida: disegnare un nuovo girotondo, stavolta provando a dipingere sulla neve.

Il risultato è un girotondo sulle nevi di La Clusaz, in Alta Savoia, con una bimba stavolta disegnata in versione invernale, equipaggiata di cappottino con cappuccio.

Una vera sfida

“Ricerca e sviluppo sono elementi centrali del mio lavoro – spiega Saype sulla sua pagina Facebook – . Dopo aver provato con la sabbia, ho deciso di provare a dipingere sulla neve. Si tratta di un materiale che impone parecchi vincoli”. Ed effettivamente è stata una bella impresa, partendo con esperienza zero in merito, tentare di dipingere sulla neve.

La tecnica utilizzata tradizionalmente su prati o sabbia è stata completamente modificata. “Il freddo mi ha giocato dei brutti scherzi – racconta l’artista – . Le parti metalliche si raffreddavano davvero velocemente e il ghiaccio impediva al colore di circolare nei tubi. Di conseguenza mi è toccato scaldare in maniera regolare la pistola e giocare d’ingegno per andare avanti.”

Di fronte al risultato non ha lesinato ad autocritiche. Ed evidenzia che non vada considerato una opera di land art, quanto essenzialmente un test in vista di realizzazioni future.

“Si tratta del mio primo test sulla neve. Come immaginavo ci sono state parecchie sfide da affrontare. Non è bellissimo come mi aspettavo ma ho imparato tante cose. Non vedo l’ora di riprovarci.” 

Come complicare le cose

Piccolo particolare che distingue ulteriormente l’opera invernale da quella primaverile dello scorso anno è l’aggiunta di un oggetto. Una lanterna che regala un favoloso gioco di ombre e luci all’opera all’ora del tramonto.

“Stavolta ho aggiunto delle luci – racconta Saype – perché la neve da sola non era abbastanza complicata.”

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2 Commenti

  1. Estro artistico degno di miglior causa e di altro supporto bianco. speriamo in disgelo rapido.Funziona ancora il rito primordiale di liquido organico giallo su neve, se proprio non si riesce a trattenere.In altre zone hanno ottenuto opere grafiche con la tecnica del graffiato abraso, contrasto tra nero del legno di vecchi fienili..evidenziando zone di color marron…un chiaro scuro.Purtroppo hanno imposto un soggetto che emerge ,secondo gusti personali avulsi dal contesto montano.

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