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“Tree Time”. Online il nuovo spazio virtuale dedicato alla mostra del MUSE e Museo Montagna

“La mostra Tree Time, come il museo e le sue sedi territoriali, saranno chiusi in ottemperanza alle indicazioni ministeriali dal 15 febbraio 2021 fino a nuove disposizioni. Per tenerti compagnia e offrirti comunque tante occasioni di approfondimento e divertimento abbiamo intensificato le nostre attività online. Certo, non sarà la stessa cosa di guardarsi negli occhi, scambiarsi un sorriso, uno sguardo di amicizia o di meraviglia, ma noi continuiamo a essere curiosi e, siamo sicuri, anche tu”. Questo il messaggio con cui il MUSE annuncia l’avvio del nuovo spazio virtuale dedicato alla mostra “Tree Time – Arte e scienza per una nuova alleanza con la natura”, ospitata presso il Museo delle Scienze di Trento dal 30 ottobre 2020 al 31 maggio 2021, in collaborazione con il Museo Nazionale della Montagna, dove la mostra è stata inaugurata il 29 ottobre 2019.

Il nuovo spazio virtuale dedicato al mondo vegetale è online dal 23 febbraio all’indirizzo www.mostratreetime.muse.it.

“Tree Time”

Inaugurata  presso il MUSE, come si anticipava, lo scorso 31 ottobre, a due anni dalla tempesta Vaia, la mostra temporanea dà voce ai linguaggi di numerosi artisti per una nuova visione, gestione e cura di alberi, boschi e foreste.

Venti artisti italiani e internazionali contemporanei e una selezione di documenti dalle collezioni del Museomontagna e della Biblioteca Nazionale del Club Alpino Italiano affrontano il tema degli alberi secondo una narrazione di impianto storico-scientifico: unesperienza originale per osservare, comprendere e riconfigurare la nostra relazione con l’universo vegetale.

Un itinerario multisensoriale tra arte e scienza, in questo momento nuovamente chiuso al pubblico nel rispetto delle normative anti-Covid, che va ad ampliarsi grazie al un nuovo portale dedicato.

Tre contenuti inediti

Il sito web, realizzato in stretta sinergia con i curatori della mostra, raccoglierà di settimana in settimana una serie di nuove iniziative digitali legate a “Tree Time”. Tra queste, il nuovo filone dedicato alla letteratura botanica “La compagnia dei libri e delle piante”, curato dallo scrittore e veterinario Ludovico Del Vecchio, i podcast di “L’arte di essere alberi”, progetto radiofonico che racconta le opere in mostra grazie alla voce di artisti, scienziati e esperti, e le video-interviste agli artisti e ai curatori.

Al centro delle narrazioni ci sono loro: gli alberi, i boschi, le foreste, il loro cammino di adattamento alle modificazioni ambientali, la condizione di fragilità causata da azioni umane dirette e da effetti secondari prodotti dal cambiamento climatico, la nostra relazione con l’alterità vegetale.

Nella nuova landing page, in dialogo costante con i canali social e la newsletter del museo, si possono trovare anche i trailer e le foto gallery della mostra, il catalogo multimediale, le iniziative a tema vegetale proposte dal museo, curiosi suggerimenti e tante news per rendere più verdi le nostre giornate.

L’occasione, spiegano gli ideatori, “per avvicinarsi al mondo naturale e alla sua varietà con uno sguardo nuovo”.

Una serie di podcast botanici

Il primo podcast, già disponibile nella sezione Ascolta, fa parte di una serie di 6 podcast botanici di “La compagnia dei libri e degli alberi”. Ludovico Del Vecchio, curatore del progetto, è l’iniziatore di quello che è stato definito un nuovo genere letterario, il green thriller, un mix di fiction, querce secolari e guerrilla gardening. Per il MUSE, l’autore modenese proporrà un viaggio sonoro-letterario attraverso saggi, thriller “verdi” e classici senza tempo.

“Io sono un medico veterinario – si presenta Del Vecchio – penso che l’amore per gli animali non possa essere disgiunto da un vivo interesse per tutto quello che è naturale. Per arrivare ad appassionarsi anche al mondo botanico, oltre a quello costituito da cani e gatti, bisogna superare la cecità verso le piante, per tutto ciò che non è simile all’uomo, dotato quindi di occhi, zampe e rapidi movimenti… Senza gli alberi, che ci hanno preceduto sulla Terra milioni di anni fa, noi non esisteremmo neppure”.

Un ciclo di racconti a più voci

L’altro progetto podcast targato MUSE si intitola “L’arte di essere alberi”. L’iniziativa propone un ciclo di racconti a più voci, per sentire e immaginare – prima ancora di vederle – le opere della mostra “Tree Time”. La prima puntata, già disponibile sul sito, è dedicata all’opera intitolata “Quasi lo stesso verde” del collettivo Wunderkammer. Come un museo, il collettivo raccoglie e cataloga i luoghi presenti nel tessuto urbano, interpretati da chi vive e attraversa la città.

Tra gli ospiti del podcast gli artisti di Wunderkammer, Giusi Campisi e Nicola Bertoldi, il curatore della mostra Tree Time, Andrea Lerda, e l’architetto, esperta di paesaggio e docente all’Università Federico II di Napoli, Cristina Mattiucci. Il progetto è una collaborazione con Cooperativa Mercurio, la voce narrante è dello speaker radiofonico Davide Corraro.

Video-interviste dietro le quinte di “Tree Time”

Disponibile nella sezione Guarda del sito e sul canale YouTube del MUSE anche la prima video-intervista agli artisti, designer e performer di “Tree Time”.

A inaugurare “La parola agli artisti”, questo il titolo della video-gallery con le storie degli autori in mostra, è Mali Weil, collettivo artistico di base a Trento, presente al MUSE con “The revery alone will do”, opera composta da 11 immagini verbali “che inanellano nel tempo e nello spazio una serie di connessioni con uomini, api, batteri, alberi, dee estinte e lupi”. 

“È un’installazione – anticipa Mali Weil nell’intervista – che segue il filo delle relazioni simbiotiche e del disturbo come pratica di una modalità condivisa di costruire e creare mondi: una prerogativa che non è solo umana. Ci piace immaginare una nuova modalità diplomatica di relazionarci con le alterità, coinvolgendo gli spettatori in una posizione attiva. A loro chiediamo di coltivare questo sogno assieme. Un assemblaggio, in continua riscrittura, per capire i molti che siamo, i molti che ci stanno accanto”.

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