Scienza e tecnologia

Speleologi italiani trovano la “grotta delle meraviglie”

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PADOVA — Cristalli lunghi fino a 15 metri. Caverne lucide e taglienti come il vetro. E un’avventura buona per un racconto di fantascienza. E’ quello che hanno vissuto gli speleologi del gruppo padovano "La venta", scesi in una miniera del Messico alla ricerca della "grotta delle meraviglie".

"È stato come vedere un film di fantascienza" ha raccontato alla stampa Tullio Bernabei, direttore del progetto di ricerca che studierà la cavità per i prossimi anni. Una sorta di "Viaggio al centro della Terra", il celebre romanzo scritto da Jules Verne.
 
Protagonisti della vicenda, dicevamo, gli speleologi di "La Venta", un’associazione d’esplorazione geografica nata nel 1990 a Padova.  Tutto è cominciato con una scoperta fatta nel 2002. Durante gli scavi in una miniera d’argento, crollò un diaframma e agli occhi dei minatori si presentò uno spettacolo meraviglioso quanto temibile: una grotta di cristalli roventi, con temperature insopportali, che subito venne sbarrata da una porta d’acciaio.
 
Quattro anni dopo, gli speleologi italiani hanno deciso di studiare la strepitosa cavità rocciosa. "Siamo scesi in fondo alla miniera d’argento che sprofonda nel deserto di Chihuahua, nel Messico settentrionale, fino a 300 metri di profondità" ha spiegato Bernabei. "Abbiamo aperto la porta d’acciaio e siamo rimasti incantati da una caverna letteralmente invasa da cristalli lunghi fino a 14 metri, lucidi e taglienti come vetro".

 
Un mondo al limite del sogno (nella foto del Corriere della Sera). Ma impossibile da penetrare senza speciali attrezzature. Perché, là dentro, la temperatura raggiunge i 50°C e l’umidità è vicina al cento per cento. Si tratta di una combinazione micidiale, che concede un’autonomia di tre o quattro minuti. Poi il rischio è quello di finire cotti al vapore.  
 
«Il primo scoglio che abbbiamo dovuto affrontare  – ha detto Bernabei al Corriere della Sera – è stato come entrare nella grotta.  Dopo lunghe sperimentazioni condotte da Giovanni Badino, fisico dell’università di Torino e condirettore scientifico del progetto, siamo arrivati alla progettazione di tre speciali tute dotate di un sistema refrigerante che la Ferrino ha messo a punto per questa situazione".
 
Grazie a questi "scafandri", i ricercatori sono riusciti a rimanere nella grotta per oltre un’ora. "Pareva di muoversi sott’acqua. Non siamo riusciti a percorrere più di un centinaio di metri. Un movimento sbagliato, uno strappo alla tuta o un taglio potevano essere fatali. La percezione del pericolo era palpabile».
 
Un’ora da vivere dentro scenari che solo la fantasia di Verne poteva immaginare. Centinaia di colonne di cristallo trasparente. Sfaccettate e levigate meglio dei diamanti. Sbucano dalla pareti quasi fossero spuntoni accuminati a proteggere la grotta. Un mondo sotterraneo mai visto prima, se non attraverso la fervida fantasia degli sceneggiatori. 
 
Un mondo di cristallo di cui si conosce poco nulla. Visto le condizioni ambientli non è ancora possibile misurare le vere dimensioni della cavità. E tantomeno stabilire il tempo in cui si sono formati i cristalli.  
 
Tuttavia dalla spedizione sono arrivate alcune importanti informazioni. I cristalli sono di selenite, una forma purissima di gesso. E si sono formati in un ambiente sommerso grazie all’interazione tra acque sulfuree calde, provenienti dagli strati profondi della terra, e acque più fredde filtrate dall’esterno attraverso gli strati di roccia.
 
Un capolavoro di madre natura. Complesso, e straordinario. A cui potrebbero aver contribuito anche dei batteri, non ancora individuati, ma di cui si sono trovate le prove indirette. Visto che alcuni tipi di minerali trovati nella grotta si formerebbero solo in presenza di certi microrganismi.  
 
Per studiare la caverna, i ricercatori avranno a disposizione circa 6 anni. Cioè, il tempo in cui la compagnia mineraria terrà in azione le idrovore per l’estrazione dell’argento, che permettono di tenere asciutta anche la grotta. Poi, quando le pompe si fermeranno, il miracolo svanirà e l’acqua tornerà ad impossessarsi della "grotta delle meraviglie".

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