Itinerari

Milano Green: viaggio alla scoperta del cuore verde della città

Poi all’improvviso Milano. Avvolta da un candido manto di neve è sembrata quasi irriconoscibile per molti meneghini. Un nuovo fascino si è diffuso tra le vie della città, grazie alle fioccate di questi giorni che hanno portato un po’ di allegria, regalando qualche ora spensierata tra palle di neve e qualche tentativo di pellata sulla Montagnetta di San Siro. Un’inaspettata Milano, nella quale, in realtà, le opportunità di esplorare il verde sono sempre esistite. Forse la Capitale Meneghina non offre grandi possibilità di macinare chilometri di dislivello, ma le opportunità di “fare gamba” durante i giorni di limitazioni, per essere pronti quando si potrà tornare in montagna, sono molteplici: itinerari nella natura, dove potersi rifugiare per vivere dei momenti rigeneranti.

Per le persone che stanno trascorrendo queste vacanze a casa, potrebbe essere l’occasione per scoprire gli angoli meno noti della città, organizzare una breve gita invernale, utile anche per mettere a punto le proprie capacità e i limiti della propria attrezzatura: per vivere avventure straordinarie non occorre andare in località esotiche. Tra i diversi percorsi nel verde vi proponiamo cinque itinerari tra i più suggestivi. uno nella zona Est, uno in quella Ovest e tre in centro.

A piedi nel cuore verde di Milano (zona centro)

La passeggiata ha inizio nella bella via del Giardino Perego e prosegue fino ai Giardini Pubblici Indro Montanelli: lungo il sentiero sono presenti aceri, tassi e una Magnolia grandiflora e un Celtis australis di notevoli dimensioni. Uscendo a sinistra si prosegue in via dei Giardini fino a piazza Cavour, si imbocca via Senato, fino all’altezza del civico n.14, all’interno di un piccolo lembo del giardino settecentesco. Proseguendo si incontra il Palazzo del Senato, davanti al quale si trova la monumentale scultura “Mere Ubu” donata nel 1973 dall’artista Joan Mirò.

Percorrendo via Marina con i famosi “Boschetti”, disegnati nel XVIII secolo da G. Piermarini, si raggiunge via Palestro e, a sinistra, l’ingresso del Giardino di Villa Belgiojoso, ex Giardino della Villa Comunale, uno stupendo esempio di giardino “all’inglese” progettato alla fine del 1700 da L. Pollack. All’ingresso del giardino sono presenti alcune specie arboree di rilievo come il falso loto (Diospyros lotus) e l’albero del caffè (Gymnocladus dioica). Sulla destra si apre la prospettiva verso l’ampia distesa a prato che fronteggia la neoclassica facciata della villa, ora sede della Galleria d’Arte Moderna (GAM). Percorrendo il sentiero che fiancheggia il laghetto centrale si scorge l’isolotto con al centro il Tempietto circolare dedicato ad “Amore”, opera settecentesca di E. Silva. Si attraversa poi la parte più segreta del giardino e si incontrano una serie di “follie”, che, secondo la moda del periodo, sono in forma di rovine, fino a giungere nella parte che confina con il Padiglione di Arte Contemporanea (PAC) progettato dall’Arch. I. Gardella nel 1954.

Di fronte al Giardino Belgiojoso si trova l’ingresso principale dei Giardini Pubblici Indro Montanelli, primo esempio di parco cittadino per uso pubblico, progettati alla fine del ‘700 dall’Arch. G. Piermarini. I giardini includono significative presenze arboree, come la monumentale metasequoia (Metasequoia glyptostroboides), un filare di ippocastani (Aesculus hippocastanum), un cipresso calvo sulle rive del laghetto (Taxodium distichum) e un platano centenario vicino alla statua dedicata al giornalista Indro Montanelli, verso l’ingresso da piazza Cavour. Uscendo dal parco, si attraversa corso Venezia giungendo in via Mozart dove è possibile visitare il giardino di Villa Necchi.

Due passeggiate nel Boscoincittà (zona Ovest)

  • Quattro passi verso figino: il primo itinerario si sviluppa lungo i giardini tematici, parte da via Ponte del Giuscano (Figino), è adatto a tutti e si sviluppa per circa due chilometri, costeggiando il frutteto, il giardino delle api, gli orti e la zona naturalistica con il “sentiero delle rane”. Se invece si decide di partire dalla cascina San Romano, bisogna inoltrarsi lungo la stradina che passa attraverso boschi e prati, costeggiare i fontanili, attraversare i campi, seguendo il sentiero e spingendosi oltre le zone centrali si raggiunge poi l’area del parco adiacente al quartiere di Figino che offre un alternarsi di boschi, prati per il gioco libero, orti e zone naturalistiche di pregio.
  • Quattro passi nelle aree centrali del parco: il secondo itinerario si snoda lungo la cascina San Romano e il laghetto, parte dagli ingressi principali posti lungo la via Novara o, in alternativa, da Trenno (via Fratelli Gorlini). È adatto a tutti e si sviluppa per poco meno di due chilometri. Le aree intorno alla cascina San Romano, il laghetto e l’area naturalistica rappresentano il cuore del parco e sono le più frequentate.

Alla scoperta delle vie d’acqua (zona centro)

Il percorso costeggia il Naviglio della Martesana, costruito a metà del 1400 da Francesco Sforza e utilizzato per più di 400 anni per navigazione e trasporto di merci, parte dal Giardino Cassina de’ Pomm e arriva sino al Parco Adriano. Si può scendere alla fermata Gioia della MM2 e percorrere la via M.Gioia in direzione nord-est fino a via Tirano, dove si trova il Giardino Cassina de’ Pomm, un’oasi verde tranquilla. Si deve lasciare il canale all’altezza di via F. Aporti e percorrere il sottopassaggio, imboccare via Popoli Uniti, transitare lungo viale Monza fino all’altezza dell’Hotel Concorde, per poi imboccare la via G. Puecher che riconduce alla Martesana. Per chi avesse energie sufficienti è possibile fare una piccola deviazione per visitare il Parco di Villa Finzi, nel borgo di Gorla, con accesso da via Sant’Elembardo. Il percorso lungo la Martesana si snoda lungo l’ex Parco della Martesana, un grande spazio verde con distese di prati e numerose varietà di alberi (differenti specie di aceri, carpini, ciliegi da fiore, farnie, liquidambar, olmi, paulonie, querce e tigli).

Arrivati a piazza Costantino si lascia il Naviglio e si imbocca la via Adriano prendendo poi al primo semaforo la prima strada a destra, via P. Nenni e, successivamente, la seconda a sinistra, via G. Saragat, che porterà all’ingresso del Parco Adriano. I vasti prati e una piccola altura sono completati da filari di giovani aceri e boschetti di giovani querce, salici dalle foglie argentate, pioppi e filari di platani di grandi dimensioni.

Passeggiata in un’oasi di benessere: l’Idroscalo

Partendo dall’Entrata Sud in una ventosa giornata invernale vi sarà possibile godere della magnifica vista delle Grigne e del Resegone che sembreranno vicinissime grazie alla splendida nitidezza dell’aria che regalano alcune giornate invernali. All’interno del parco sono presenti distributori di acqua gratuiti e alcune fontanelle e nessuno degli itinerari presenta alcuna difficoltà tecnica. Il Parco possiede un’area naturale di ben 31.000 mq accessibile solo su prenotazione proprio per salvaguardarne le caratteristiche botaniche e faunistiche. Il Laghetto delle Vergini consente di scoprire essenze come il biancospino, il sambuco nero e il nocciolo per citarne alcuni. E con un po’ di attenzione è possibile vedere diverse specie di animali tipici e diffusi nelle campagne lombarde come il germano reale, la gallinella d’acqua e varie specie di aironi bianco.

Molto suggestiva, raggiungibile attraverso due ponti in legno, è l’Isola delle Rose, che deve il suo nome un roseto di 700 metri quadrati con una quindicina di varietà diverse di rose. Il Giardino della vita, curioso e divertente, è formato da piante di diverse specie che raccontano le storie dei passanti, racchiuse in una dedica, frase o ricordo. In questo angolo magico di Idroscalo chiunque può adottare una pianta alla quale verrà apposta una targhetta. Grazie all’adozione si andrà ad arricchire la vegetazione e a creare un nuovo e unico spazio verde nel parco.

Parco Sempione, alla scoperta degli alberi (zona centro)

Il percorso si sviluppa nella parte di parco intorno al Castello Sforzesco dove sono state individuate ventuno piante, dotate di cartellini che riportano il loro nome botanico, il descrittore, la specie e la provenienza. Il secondo parte da viale Gadio e si sviluppa all’interno del parco attraversando la zona del laghetto. Di recente il Parco Sempione si è anche ripopolato di una grande varietà di arbusti che hanno contribuito a restituirgli l’antica dignità di tesoro botanico: sono loro i protagonisti del Parco, con la loro varietà di forme e colori.  Proprio nel rispetto della tradizione storica del parco, sono state messe a dimora solamente specie arbustive già presenti a Milano nell’Ottocento.

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