Trekking

Sentieri di città, Torino e il suo percorso dei parchi

Con l’Italia in zona rossa, o arancione, per le festività natalizie molti appassionati non potranno raggiungere la montagna e non potranno godere anche semplicemente di una bella passeggiata nel bosco o in ambiente. Se chi vive in campagna ha comunque l’opportunità di “svagarsi” tra vie e sentierini, chi invece abita le grandi città può sentirsi oppresso dall’assenza di uno spazio incontaminato in cui spendere il suo tempo libero. Quello che non tutti sanno è che anche le metropoli più grandi come Milano, Torino o Roma offrono l’opportunità di interessanti escursioni dove potersi ritrovare in mezzo alla natura, o attraverso cui esplorare da una nuova prospettiva la propria città. Oggi vi vogliamo raccontare del dislivello che offre Torino, “capitale delle Alpi” non solo per lo sfondo.

Sentiero n. 16 o “Sentiero dei Parchi”

Partenza: Ponte Isabella (229 m)
Arrivo: faro della Vittoria (715 m)
Dislivello: 486 m
Lunghezza: 6 km
Durata: 2 h 20 min

Si parte dall’ingresso principale di Parco Leopardi, al civico 147 di Corso Moncalieri. Si segue inizialmente il viale alberato che risale il ripido fianco della collina, senza fretta. Il parco è molto interessante e merita del tempo sia per osservare le specie botaniche, sia per i rifugi antiaerei risalenti alle seconda guerra mondiale. Oggi sono murati, ma rappresentano comunque un importante spaccato di storia cittadina.

Al termine del viale ci troviamo in un largo spiazzo allestito con i classici giochi per bambini. Fermandosi un istante è possibile leggere la storia di Villa San Severino, un tempo ospitata nel parco. Di questa struttura rimane solamente una parte del muro perimetrale e la struttura dedicata ai custodi.

Proseguendo, subito oltre lo spiazzo si prende un sentiero che sale sulla destra fino a un nuovo spiazzo, oltre cui si prosegue tra due pilastrini raggiungendo una piccola radura. Da qui è ben visibile Villa Geisser, pregevole esempio di architettura settecentesca.

Raggiunta la parte più alta del parco si prende a sinistra entrando nel bosco di robinie e poi in un piacevole prato da cui si continua, seguendo le recinzioni, fino a sbucare sulla Strada antica di S. Vito che porta ai pilastri di ingresso di Villa Orsi e quindi alla strada che collega a S. Vito a Revigliasco. La si segue in discesa per pochi metri, entrando nel parco di S. Vito e raggiungendo il tabellone che illustra la cerchia alpina che qui si svela ai nostri occhi. Da qui si risale verso Viale Seneca, da percorrere in direzione nord fino alla Strada Vigne di S. Vito. Seguirla per una cinquantina di metri fino a raggiungere un sentiero bloccato da una catena, prima, e da un cancelletto, dopo. Superato il cancello, che va richiuso dopo il passaggio, si accede a una scalinata di tronchi che sale portando alla “Strada dei boschi”, da seguire per circa un chilometro fino al Quadrivio Raby. Qui convergono oltre alla strada già percorsa, Strada Valsalice, Strada comunale da San Vito a Revigliasco e Strada comunale Antica di Revigliasco. Questo punto è dedicato alla memoria di Paolo Luigi Raby, direttore della Gazzetta Piemontese nella prima metà dell’Ottocento.

Il cammino prosegue nel Parco della Maddalena, o parco della rimembranza, seguendo le frequenti indicazioni a ogni bivio. Quest’ultimo tratto è anche quello più suggestivo grazie all’importante arboreto realizzato dal professor Aldo Pavari. Oggi vi si trovano circa cinquemila alberi di oltre 400 specie per commemorare i soldati torinesi caduti durante la prima guerra mondiale. Interessante la possibilità, in prossimità di una radura, di scegliere se continuare a sinistra verso la statua faro della Vittoria Alata, meta della nostra passeggiata; oppure di prendere a destra per visitare località Pian del Lot dove si trova un piccolo sacrario dedicato al ricordo di un eccidio partigiano risalente alla primavera del 1944. 27 uomini prelevati dalle carceri torinesi, portati in questo punto e fucilati come rappresaglia per l’uccisione di un militare tedesco in città.

Una volta raggiunta la statua faro si aprirebbero potenzialmente altre opportunità di esplorazione della collina torinese. Un percorso da tenere a mente per quando potremo nuovamente valicare i confini comunali è la Grande Traversata della Collina (GTC).

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