Ambiente

Alto Braldo, verso l'ecomuseo in trekking

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MILANO — "Nell’Alta valle Braldo, l’isolamento dei villaggi ha consentito la conservazione di un prezioso patrimonio artistico che rischia di trasformarsi per la massiccia presenza di turisti e portatori provenienti dall’esterno". Ecco Come è nato l’impegno del Politecnico di Milano sulle montagne del Karakorum, dove la collaborazione con il Comitato EvK2Cnr nell’ambito del progetto Seed sta portando alla creazione di una rete di itinerari di trekking, un "museo diffuso" sulla vita e le tradizioni del posto. Ce ne parla Michele Locatelli, architetto del Politecnico e collaboratore EvK2Cnr.

Come e’ iniziata la collaborazione con Evk2cnr?
La collaborazione con evk2cnr è nata nel 2006 con Karakorum Trust, al gruppo di lavoro del Dipartimento di Progettazione dell’Architettura coordinato dalla Prof. Eleonora Bersani, di cui faccio parte con l’arch. Ermes Invernizzi, venne richiesto di studiare un progetto per la valorizzazione della valle del Braldo. Durante le missioni compiute negli anni sucessivi la nostra attenzione si è rivolta all’Alta valle Braldo dove il maggiore isolamento dei villaggi da un lato ha consentito la permanenza dei caratteri originari ma dall’altro si assiste a rapidi processi di cambiamento e trasformazione determinati anche dalla massiccia presenza di alpinisti e portatori provenienti dall’esterno.

Come è nata l’idea della casa museo di Askole?
Askole rappresenta il caso emblematico di questo cambiamento, di anno in anno abbiamo assistito alla scomparsa di numerose abitazioni in cui era ancora possibile vederi i bellissimi intagli lignei che caratterizzano i Kazà, gli ambienti abitativi invernali. A questo punto ci siamo domandati che cosa potevamo fare per evitare la perdita di questo importante patrimonio artistico e culturale e la Casa Museo, un luogo in cui raccogliere e documentare tutto quanto sta scomparendo, ci è sembrata una delle possibili soluzioni la cui realizzazione è stata possibile grazie all’avvio del progetto Seed. Attraverso la Casa Museo cerchiamo di sensibilizzare le popolazioni locali rispetto alla salvaguardia del loro patrimonio culturale e allo stesso momento di incuriosire i numerosi alpinisti che distrattamente frequentano questi villaggi.

Gli abitanti del villaggio come hanno recepito questa iniziativa?
A parte qualche diffidenza iniziale rispetto ad un progetto che non portava benefici concreti, il villaggio ha reagito positivamente e vorrei dire con entusiasmo all’iniziativa. Grazie al contributo delle oltre cinquanta famiglie di Askole, all’interno del Museo sono stati collocati più di duecento oggetti. Per gli abitanti poi vedere che gli stessi oggetti appartenenti al quotidiano, ripuliti, catalogati ed esposti all’interno del museo suscitano grande interesse nei visitatori è fonte di grande orgoglio.

Quali sono i prossimi interventi previsti nell’ambito di Seed per il suo dipartimento?
Il dipartimento di Progettazione dell’Architettura del Politecnico di Milano continuerà a collaborare con EvK2cnr per lo sviluppo di tutte le attività legate alla valorizzazione del patrimonio storico culturale dell’area del Central Karakorum National Park. La casa museo diventerà il centro di una rete di itinerari trekkinistici che interesseranno l’alta valle Braldo, una sorta di museo diffuso (Eco Museo)  dove sono proposti "come oggetti del museo" non solo gli oggetti della vita quotidiana ma anche i paesaggi, l’architettura, il saper fare, le testimonianze orali della tradizione. La speranza è che la Casa Museo di Askole possa diventare un’esperienza da riproporre in altri villaggi del Parco.

Francesca Steffanoni 

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