Alta quota

Ushba, nuova difficile via per Archil Badriashvili e Giorgi Tepnadze

Nuova via in Caucaso sull’Ushba (4710m), montagna simbolo della catena non per essere la vetta più alta, ma la più severa e leggendaria. Poche le linee disegnate sulle sue pareti nel corso della storia, soprattutto durante il periodo sovietico, ancor meno quelle ripetute.

Ad aprire la nuova via sono stati i due forti alpinisti georgiani Archil Badriashvili e Giorgi Tepnadze, che si sono più volte distinti in cordata per il loro alpinismo tecnico di alto livello in giro per il mondo, tra cui nella zona del Manaslu la salita dell’inviolato Latkya Peak (6416m) nel 2017 o la prima ascensione di Pangpoche I e Pangpoche II lo scorso autunno. Diverse le nomination ai Piolet d’Or.

Quest’anno, complice anche la situazione sanitaria, i due alpinisti hanno rivolto lo sguardo alla montagna di casa, la più difficile, e in cinque giorni hanno pennellato una linea diretta sulla parete nord-ovest, 1700m per difficoltà ED2 (6A /B, secondo il grado caucasico). Con uno stile veloce e leggero sono partiti dal campo base, a 2800m, il 10 settembre, raggiungendo la vetta più alta della montagna, dopo aver impiegato 20 ore per chiudere gli ultimi due difficilissimi tiri, il 14 settembre. Il giorno seguente la discesa dalla parete sud-est lungo la via Gabrieli (TD +).

Che bella avventura!” ha commentato sui social Badriashvili, che volgendo lo sguardo al futuro ha scritto: “Per il prossimo anno l’obiettivo è quello di continuare il nostro percorso facendo salite in alta quota e tecniche”.

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