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Orobie. Realizzata grazie alla citizen science la mappa di distribuzione dello stambecco

Si è di recente concluso il primo livello dell’elaborazione dei dati raccolti nell’ambito del progetto triennale di citizen science “Stambecco Orobie”. Tra il 2017 e il 2019 sono state ben 2530 le foto inviate dagli escursionisti. Tutti gli scatti sono stati georeferenziati così da realizzare una mappa digitale della distribuzione della specie. Il progetto è stato condotto dal Comitato Scientifico Centrale del CAI e dalla Sezione CAI di Bergamo in occasione dei 30 anni dalla prima operazione di reintroduzione dello stambecco delle Alpi Orobie. Con il supporto inoltre di partner tecnici e amministrativi. Una iniziativa che, oltre alle finalità scientifiche, è nata allo scopo di educare i cittadini alla conoscenza della fauna selvatica del territorio alpino, nello specifico dello stambecco.

La realizzazione della mappa di distribuzione

Come spiegato dal referente scientifico Luca Pelliccioli, le immagini “sono state messe in relazione con la rete sentieristica del CAI e con le aree di espansione delle colonie lombarde identificate dallo studio preliminare (1989) e nell’ultimo censimento (2008). In questo modo possiamo ottenere l’attuale distribuzione della specie all’interno del territorio delle Alpi Orobie. Inoltre le foto si sono rilevate anche di supporto al monitoraggio sanitario della popolazione, descrivendo in particolare la presenza in alcuni soggetti di singolari fratture alle corna”.

L’importanza della citizen science

Pelliccioli si dice convinto che “Stambecco Orobie” sia un’iniziativa che conferma l’importanza dei progetti di citizen science, la scienza fatta dai cittadini.

“Stiamo parlando uno strumento complementare per raccogliere dati scientifici, che viene utilizzato sempre di più dalla comunità scientifica. Credo che siamo davanti a una nuova opportunità per il futuro della scienza. Soprattutto nelle aree protette, dove questi progetti, associati al turismo fotografico e all’escursionismo, permettono di supportare le azioni di monitoraggio della fauna e flora. I soci CAI possono fornire un importante e strategico contributo a queste iniziative grazie alla loro capillare presenza e conoscenza del territorio“.

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