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Monte Rosa. Ricollocata la nuova croce sulla Punta Dufour

Una nuova croce svetta sulla Punta Dufour del Monte Rosa. Dopo la caduta verso il lato Sud, per cause naturali o dolo, della vecchia croce risalente al 1964, il CAI Cantù si è fatto carico di costruirne una nuova, ricollocata sulla cima lo scorso 9 settembre.

Un segno di rinascita

La nuova croce reca una targa che ricorda l’anno 2020. Un anno che verrà ricordato come uno dei più difficili per il mondo intero. Una scelta finalizzata a fornire, con il posizionamento della croce, un segno di rinascita. “Quassù non ci sono regole, c’è la libertà del vento… quassù si raggiungono punti di vista che permettono di abbattere le barriere… e con un solo colpo d’occhio di afferrare l’insieme delle cose”.

Era il 1964 quando un gruppo di giovani, amanti della montagna, il GEAM attivo presso l’oratorio S.Paolo di Cantù, decise di collocare una croce sulla cima più alta del Rosa a quota 4634 m. Il progetto fu stilato dal giovane studente Carlo Marelli, non ancora architetto. La croce sarebbe stata alta 1.60 m con una uguale apertura dei bracci. Da realizzarsi in alluminio così da resistere allo scorrere del tempo e risultare al contempo leggera per facilitarne il trasporto. Una volta realizzata fu portata a Roma per essere benedetta nella Basilica di San Pietro da Papa Paolo VI.

Nell’agosto del 1964, facendo base presso il rifugio Monte Rosa Hutte, la croce smontata in tre pezzi, fu dapprima trainata con una slitta e poi portata a spalla in vetta. Con una laboriosa operazione d’ancoraggio, considerando le tecnologie dell’epoca, venne definitivamente posizionata.

In pieno lockdown la croce viene giù

La scoperta della scomparsa della croce della vetta è giunta in fase di lockdown. Carlo Marelli, analizzando alcuni filmati, si rende conto che la croce non c’è più. Nessuno sa definire precisamente da quanto e perchè. Immediatamente si mobilita, contattando tra i tanti anche le guide alpine di Alagna, che dai colleghi di Zermatt ricevono conferma della caduta della croce verso il lato sud.

Nasce così l’idea di riposizionare una nuova croce, assieme alle guide delle valli del Rosa: quelle di Alagna, Champoluc, Gressoney, Macugnaga e Zermatt. A farsi carico della costruzione è il CAI di Cantù. Sulla base dei disegni originali dell’architetto Marelli, una officina meccanica del canturino completa in tempi rapidi l’opera. Questa volta, però, forgiata in acciaio, dato che sarà portata in vetta dall’elicottero dell’Air Zermatt.

Ai primi di luglio la croce viene esposta al Cortile delle Ortensie, per poi essere benedetta domenica 5 luglio, sul sagrato della chiesa di S.Paolo in Cantù, ed infine essere affidata alle guide di Alagna. Anche qui viene pubblicamente esposta e sabato 1° agosto, con una nuova funzione religiosa, viene benedetta dal vescovo di Novara. Presenziano alla cerimonia autorità civili, militari e religiose: i sindaci delle valli del Rosa, con tanto di fascia tricolore, le guide alpine nei loro caratteristici costumi, i rappresentanti del soccorso alpino, gli alpini, i carabinieri, le guardie di finanza addette al soccorso in montagna, il parroco di Alagna ed il vescovo S.E. Franco Giulio Brambilla, unitamente ad una nutrita rappresentanza del CAI di Cantù, giunta appositamente con un pullman.

Il ritorno della croce in vetta

Il 4 settembre le guide di Alagna fissano sulla roccia sommitale della Dufour il basamento dove alloggerà la croce e, alle ore 11 del giorno 9, la croce viene calata con l’elicottero e definitivamente posizionata. Una dozzina di guide delle valli del Rosa, possono brindare in vetta alla felice conclusione della missione.

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6 Commenti

  1. Non si poteva stare anche senza croce ? Perché sempre mettere “la firma di possedimento e di credo religioso” ovunque ? Ormai ci sono più croci madonne gesù cristi santi in montagna che nelle strutture adibite al culto. Ebbbasta !!!

  2. Viene da porsi una domanda: ma perchè tutto ciò? Soldi, elicottero, guide alpine tutte spese per sancire che cosa? E’ così bello arrivare in vetta e non trovare nessun segno quasi a rivivere l’emozione di chi per primo calcò quella cima.

  3. Basta croci, portarla a Roma a farla benedire ?
    Siamo nel 2020, le crociate sono finite !
    Ma siamo sicuri che sia sul suolo Italiano ?

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