Cronaca

Groenlandia. Climatologo muore cadendo in un crepaccio

Il climatologo svizzero Konrad Steffen è morto a seguito di una caduta in un crepaccio in Groenlandia. Lo scienziato svizzero, 68 anni, ex direttore del Cooperative Institute for Research in Environmental Sciences della University of Colorado Boulder, e dal 2012 direttore dell’Ufficio federale per la ricerca sulla foresta, la neve e il paesaggio (WSL), era tra i maggiori studiosi del cambiamento climatico. A lui si deve la fondazione nel 1990 dello Swiss Camp, la stazione meteorologica svizzera, campo base di ricerca climatica laddove anche quest’anno era impegnato nel valutare l’impatto del clima sui ghiacci dell’Artico.

L’incidente si è verificato a un centinaio di metri dalla stazione meteorologica svizzera. Steffen sarebbe precipitato in un crepaccio a causa del cedimento del ghiaccio. Il corpo ancora non è stato recuperato né si ha certezza della possibilità di localizzarlo. Al momento della caduta Konrad era con il figlio Simon che, come raccontato ai microfoni di SkyTg24, ha cercato di chiamare disperatamente i soccorsi. Purtroppo dopo 48 ore di ricerche infruttuose si è optato per uno stop. Steffen è al momento dichiarato in maniera ufficiale “disperso”.

Una morte sopraggiunta proprio a causa di quel cambiamento climatico che da 40 anni lo scienziato si impegnava a monitorare, trascorrendo gran parte dell’anno tra i ghiacci polari. “Con la morte di Steffen, abbiamo perso un collega straordinariamente gentile e impegnato”, il commento di Michael Hengartner, presidente del consiglio di amministrazione dell’Istituto Federale di Tecnologia Eth di Zurigo.

Lo sconcerto del WSL

Tra i numerosi messaggi di cordoglio giunti da enti e gruppi di ricerca che hanno visto l’importante collaborazione di Konrad “Koni” Steffen durante la sua carriera, il maggior sconforto è stato espresso dall’Ufficio federale per la ricerca sulla foresta, la neve e il paesaggio (WSL), rimasto orfano del proprio direttore.

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