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La Lombardia celebra la prima Giornata Regionale delle Montagne

A partire da quest’anno, il 5 luglio sarà un giorno speciale per la Lombardia, che oggi celebra la prima Giornata Regionale delle Montagne. Una ricorrenza tesa a “promuovere e valorizzare i territori montani e sostenere la gente che in montagna vive e lavora”, che rappresenterà in maniera simbolica l’apertura della stagione turistica ed escursionistica dei rifugi lombardi.

A dare l’annuncio della istituzione della giornata celebrativa delle terre alte era stato lo scorso febbraio il Presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi. Primo firmatario del progetto di legge passato all’unanimità in commissione Agricoltura, e successivamente sottoscritto anche da tutti gli altri componenti dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale, i vicepresidenti Francesca Brianza e Carlo Borghetti e i consiglieri segretari, i bergamaschi Giovanni Malanchini (Lega) e Dario Violi (M5S).

Obiettivo della Giornata è di sensibilizzare la collettività sul tema della salvaguardia delle risorse naturali delle montagne lombarde e di diffondere le culture, i saperi, gli stili di vita delle genti dei Comuni montani. Ogni anno  saranno previste specifiche iniziative organizzate con il supporto del Club Alpino Italiano, l’Ufficio scolastico regionale, Università e istituti di ricerca.

Santa Messa in Presolana

In occasione di questa prima edizione, dedicata a tutte le persone scomparse a causa del Covid-19, oggi alle ore 12 il vescovo di Bergamo monsignor Francesco Beschi celebrerà una Santa Messa in Presolana, presso la Cappella Savina, a 2.085 metri di quota. Occasione per ricordare il 150° anniversario della prima ascensione in vetta alla Presolana, raggiunta per la prima volta da Carlo Medici, Federico Frizzoni e Antonio Curò il 4 ottobre 1870. Nell’estate del 1888, la vetta della Presolana fu raggiunta anche dal Papa brianzolo Achille Ratti, all’epoca ancora sacerdote, poi divenuto Pontefice col nome di Pio XI. Un appassionato della Presolana, tanto da salirla almeno una decina di volte.

Assicurare un futuro alle sentinelle montane

Tra gli obiettivi della Giornata regionale delle Montagne, come dichiarato da Fermi, vi è la volontà di “garantire un futuro alle “sentinelle” montane, a cominciare da alpeggiatori e rifugisti”.

“In montagna ho sempre incontrato persone animate da grande passione e di straordinaria umanità – prosegue il Presidente – e questa giornata vuole essere semplicemente una testimonianza concreta di rinnovata attenzione e sensibilità nei loro confronti. Dobbiamo sviluppare politiche per la montagna ancora più incisive. Non solo nell’ottica dell’evento delle Olimpiadi invernali, ma anche su temi importanti come il turismo, la cultura del cibo e le sue tradizioni. Quando rimane viva e vissuta, la montagna è una sicurezza per tutti. È una grande opportunità per la Lombardia soprattutto in questa fase di ripartenza dopo l’emergenza legata al Covid-19. E dai primi dati legati a prenotazioni e spostamenti, questa estate dovrebbe registrare un grande boom di presenze di famiglie ed escursionisti sui rifugi e sulle montagne lombarde alla riscoperta della natura e di una rinnovata socialità”.

Le terre alte rappresentano quasi il 53% della superficie regionale, sommando aree montuose e collinari. La percentuale della popolazione lombarda che vi risiede è pari al 32%. Un dato significativo, così come il 28,6% riferito al totale di turisti che visitano la Regione e che annualmente scelgono la montagna come meta. Va inoltre sottolineato che su 11 siti Unesco lombardi, ben 5 siano localizzati in aree montane, dove si collocano anche otto parchi regionali. Sono oltre 150 i rifugi e 870 le malghe distribuite sul territorio. Numeri che fanno comprendere appieno la ragione dell’approvazione all’unanimità di una legge tesa a salvaguardare gli ambienti d’alta quota, dal punto di vista ambientale, culturale nonché economico.

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