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Sulle Orobie bergamasche il turismo riparte in elicottero. Il CAI: ripensateci

Sulle Orobie bergamasche il turismo in quota post lockdown riparte in elicottero. L’Associazione Turismo Valbondione ha difatti avanzato una proposta che prevede per tre giorni, a partire dal prossimo 28 giugno, la possibilità di usufruire di voli per raggiungere tre rifugi nella Conca dei Giganti: Baroni, Barbellino e Merelli al Coca. Una iniziativa che ha destato non poche perplessità. Tra l’altro anticipata il 19 giugno scorso da una esperienza similare promossa da Simone Moro che, in veste di pilota, ha portato alcuni turisti a sorvolare le Orobie.

Il Presidente della sezione di Bergamo del Club Alpino Italiano, Paolo Valoti, ha tenuto a sottolineare come l’elicottero in ambiente montano assolva a determinate funzioni essenziali, ma non alla promozione turistica. 

“L’utilizzo dell’elicottero in montagna è fondamentale, in determinate situazioni – si legge nella dichiarazione rilasciata al quotidiano L’Eco di Bergamo – . Anzi. Si tratta di uno strumento insostituibile per quanto riguarda gli aspetti di soccorso e servizio. Il pensiero che voglio esprimere quindi non è legato all’utilizzo del mezzo in sé ma alle circostanze in cui questo può essere utilizzato. Ci ha stupito l’utilizzo dell’elicottero per un aspetto ludico rivolto a tre rifugi. Ci auguriamo che ci sia un ripensamento da parte dell’ufficio turistico per cercare di promuovere il territorio e la sua frequentazione in forme differenti”.

Il CAI a sostegno di un turismo sostenibile

La posizione espressa dal Club Alpino Italiano non vuole opporsi alle necessarie strategie di promozione turistica da mettere in campo sul territorio montano per riattivare le economie sofferenti post Covid-19.

“Siamo convinti che la montagna sia un luogo da valorizzare e da frequentare, anche attraverso i rifugi, che possono creare un indotto economico – dichiara ancora Valoti – . Ma siamo convinti anche che si possano trovare forme più efficaci e sostenibili di promuovere il turismo in montagna. Quando si pensa alla valorizzazione del territorio bisogna tener conto anche delle crescenti necessità ambientali con cui ci stiamo confrontando. Siamo disponibili al confronto per trovare altre strade e altri strumenti per valorizzare le bellezze del territorio in modalità che possano avere ricadute positive sull’indotto economico. Non abbiamo una visione museale della montagna. Deve essere un luogo con una comunità viva, vivace e attiva. Ma non vorremmo veder trasformata la conca dove stanno questi rifugi storici del CAI bergamasco in una specie di luna park. La montagna non ci appartiene, cerchiamo di valorizzarla attraverso esperienze autentiche e comportamenti sostenibili”.

La posizione del Parco delle Orobie

Se per il CAI l’idea di utilizzare gli elicotteri per scopi turistici appare nettamente da condannare, il Parco delle Orobie si mostra più flessibile. “Rispetto a questa iniziativa non ci sono criticità nel dettato normativo – spiega Yvan Caccia, presidente del Parco – . Sono vietati infatti, al di là delle operazioni di soccorso, voli all’interno delle Sic e Zps, i siti compresi nelle aree Natura 2000. E non è questo il caso. Da un punto di vista più generale invece comprendo la posizione del CAI e credo sia tutta una questione di equilibrio. Se l’iniziativa è limitata ad alcune giornate, allora sono più possibilista. Tutto sta nel trovare un punto di equilibrio”.

Un turismo di montagna 2.0

Nettamente concorde con l’iniziativa appare il sindaco di Valbondione Romina Riccardi. “Siamo nell’epoca del 2.0 – afferma il Sindaco – e di conseguenza i paradigmi su cui si è abituati a pensare il turismo in montagna sono radicalmente cambiati. Così come è cambiato il turista e il suo modo di viaggiare. Proporre ai turisti di raggiungere i rifugi ed esplorare le nostre montagne con l’elicottero significa rispondere adeguatamente alla nuova domanda del turismo 2.0. Tale iniziativa allarga il paniere dei visitatori che altrimenti sceglierebbe mete più facilmente raggiungibili. Grazie all’elicottero si dà la possibilità a disabili e anziani di poter ammirare le nostre bellezze. E grazie a queste discoprire e innamorarsi di Valbondione. L’esperienza visiva e sensoriale di poter vedere il nostro territorio dall’alto è impressionante. Noi siamo i primi che vogliamo vedere il nostro ambiente tutelato e rispettato. Lungi da noi pensare di organizzare voli ogni giorno, ma un volo al mese pensiamo possa essere un’opportunità”. 

Il NO di Legambiente

Dichiarazioni che non sono piaciute a Legambiente Bergamo che non ha esitato a rispondere al Sindaco con una lettera a nome del presidente Nicola Cremaschi.

“Gentile signora Sindaca,

stiamo seguendo le notizie relative all’iniziativa promossa dall’Associazione Turistica di Valbondione: voli in elicottero a tre rifugi che sono siti nel territorio del vostro comune. Non neghiamo che la notizia ci lascia perplessi. Prendiamo atto di quanto afferma il presidente del Parco Regionale delle Orobie Bergamasche sul fatto che l’area Parco non sia soggetta a divieto di sorvolo ma l’elicottero tange le aree ‘Natura 2000’, molto delicate dal punto di vista ecologico. Se quel Parco esiste, se sono istituite le aree ‘Natura 2000’ è perché qualcosa bisogna proteggere, in particolare la fauna che vive in quegli habitat. Le Orobie sono un territorio in cui si è sviluppata nel corso del tempo una biodiversità di altissimo livello e una ricchezza di esperienze turistiche, agricole, di valorizzazione ambientale estremamente variegata.

Crediamo che le nostre montagne meritino un turismo di qualità capace di coglierne le ricchezze durante il corso di tutto l’anno con un progetto coordinato tra tutti i soggetti disponibili a mettersi intorno ad un tavolo e a pensarne un futuro rispettoso delle future generazioni. Non crediamo che il sorvolo delle Orobie sia ‘turismo 2.0’ tutt’altro. Pensiamo che c’è qualcuno disposto a farsi elitrasportare per diporto non significa che questa sia una strada da seguire, perché è soltanto un esempio di ciò che di più scontato ormai si può pensare in campo turistico. E non è per nulla consolatorio che l’iniziativa di Valbondione preveda ‘solo’ tre giornate di elicottero. Sia il Rifugio Curò che il Rifugio Baroni si trovano in Zona di Protezione Speciale (ZPS), nella quale il sorvolo turistico e atterraggio turistici sono quanto meno incompatibili.

Ci dispiacerebbe che perseguiste questo progetto. Ci troveremmo costretti a cancellare le uscite che abbiamo previsto per quest’estate nel vostro territorio e a sconsigliare ai nostri soci di frequentare dei rifugi e dei sentieri che amiamo molto. E’ l’unico modo che ci lascerebbe per farvi capire il nostro dissenso. Auspichiamo, invece, che annulli le tre giornate e attivi un tavolo con le realtà disponibili per progettare un futuro turistico sostenibile e di qualità”.

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12 Commenti

  1. COMPLETAMENTE d’accordo nel VIETARE queste iniziative davvero no-sense. La montagna (vecchia o nuova che sia) deve rimanere accessibile a chi realmente ama e rispetta questo luogo. Questo non significa vietarla, ma se vuoi arrivare (in questo caso ai 3 rifugi indicati nell’articolo) allora ti metti lo zaino in spalla, ti armi di scarponi ed usi le tue gambe.
    E’ un dibattito vecchissimo questo, riallacciandomi alle seggiovie/ovovie che IMPESTANO la montagna rovinandole letteralmente il fascino.
    Ma si sa, per il turismo e gli introiti non c’e’ regola che tenga: vuoi mettere a portare a 3000 metri in men che non si dica 1000 persone al giorno? A 10 Euro l’una?!
    La montagna è bella perché in certe zone non ci sono “escursionisti improvvisati”, perché chi si muove sa cosa sta facendo e sa dove sta andando.
    Tanto vale: perché non portano ai 4810 m. del Bianco con un bell’elicottero e siamo così tutti sul tetto d’Europa in veste alpinistica 2.0?
    Disaccordo totale su queste genere di idiozie, la montagna non ne ha bisogno.

  2. “Volo” in elicottero per raggiungere un “rifugio” è un gran bell’ossimoro….complimentoni ai geni dell’iniziativa!

  3. Siamo nell’epoca del 2.0 – afferma il Sindaco – e di conseguenza i paradigmi su cui si è abituati a pensare il turismo in montagna sono radicalmente cambiati.

    Complimenti alla sindaca per la frase del caz…scusate….Si vede che il coronavirus ha solo cambiato le cose in peggio
    Complimentoni anche a quel simpaticone di montagnino che risponde al nome di simone moro per la sua iniziativa come al solito fatta solo pensando alle proprie tasche

  4. Per la mia modesta esperienza, tutto ciò che è commercio finisce col vincere sempre, tutto ciò che è tradizione e valori finisce col perdere sempre. Quindi secondo me ci dobbiamo rassegnare. Noi siamo quelli perdenti.

    1. Non è detto che vincano.
      Penso sia gente abituata ad andare in discoteca per “provarci”.
      Mi sembrano idee con le gambe molto corte, idee di gente di basso livello.
      Peccato si cerchi di rivitalizzare l’economia di montagna col sistema discoteca, si confonde tutto e si lascia decadere tutto.

  5. A mio avviso c’è sotto lo zampino del signor Moro. Da vero e sincero amante della montagna, va bene inquinarla con i voli in elicottero. E se anche non ci fosse sotto una sua idea (dubito), è in ogni caso scandaloso. In montagna si va a piedi, altrimenti si sta a casa.

  6. Ormai tutti i rifugi d’Italia, non serviti da strade carraie o teleferiche, vengono riforniti di viveri, beni di consumo, combustibile per i gruppi elettrogeni, ecc tramite elicottero.

    Parecchi di questi voli, sono di tipo promiscuo, ossia trasportano anche turisti paganti.

    Non vedo quindi la differenza.

    1. La differenza è che i voli di rifornimento ai rifugi non si fanno tutti i giorni ma il meno possibile; in questo caso invece si parla di un allegro girotondo avanti e indietro per riempire le tasche di alcuni

  7. Simone Moro come ho potuto un tempo pensare che tu amassi la montagna?
    Simone Moro come ho potuto, UN TEMPO, stimarti?
    Felicitazioni per il nuovo AFFARE!

  8. Elicotteri? No grazie.
    Funivia Enel della diga del Barbellino che diventi pubblica… quello si. Impianti già presenti che farebbero osservare la montagna, ed i salti delle Cascate del Serio, dall’alto. Così pure i disabili arrivano al Curó senza problemi e vedono Valbondione dall’alto. Ci sarebbe la possibilità di portarli anche nei pressi del Coca sfruttando le gallerie… il tutto mosso da elettricità. Et voilà.

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