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Trovato sulle Montagne Rocciose un tesoro da 2 milioni di dollari

Agli inizi di giugno sulle Montagne Rocciose sarebbe venuto alla luce un leggendario tesoro. Come nei classici film di cui ci siamo innamorati da ragazzi, un successo giunto al termine di una ardua ricerca, condotta con tanto di mappa e indizi nascosti tra versi poetici. A mancare un unico elemento: i pirati. Già, perché il forziere ritrovato in un punto imprecisato della catena che attraversa Stati Uniti e Canada ha soltanto 10 anni. Ed è stato nascosto per scatenare una forsennata ricerca internazionale da un eccentrico scrittore texano di nome Forrest Fenn.

La storia del tesoro di Fenn

La storia di questo tesoro ha inizio un decennio fa, a seguito di una diagnosi di cancro. Fenn, ex reduce del Vietnam, oggi 89enne, aveva intrapreso dopo il rientro dal fronte la carriera di collezionista d’arte e antiquariato, aprendo una galleria a Santa Fe, in Nuovo Messico. Una vita di successo e soddisfazione, sconvolta però da due eventi in successione. Prima il suicidio del padre che, malato di cancro, preferì imbottirsi di pillole a 83 anni per porre fine alla propria esistenza. Poi l’arrivo tra le mani di Forrest, nel 1988, di una cartella clinica contenente una diagnosi difficile da assimilare: cancro con aspettativa di vita massima di tre anni.

Spaventato dall’idea di quella clessidra già capovolta, che granello dopo granello lo avrebbe in breve tempo sottratto all’affetto dei suoi cari, lo scrittore dal cappello da cowboy rifletté in un primo momento sulla sorte del padre. Poi decise di farla finita in un modo alternativo, traendo ispirazione dalla sua passione: la caccia al tesoro. Si sarebbe incamminato tra le sabbie del deserto con un forziere pieno di tesori sotto il braccio e qui sarebbe morto. E un giorno qualcuno avrebbe ritrovato le sue ossa e gli ori. Il piano sembrava davvero perfetto e fattibile. Ma Fenn non poteva immaginare che in breve tempo avrebbe sconfitto il cancro.

L’idea della caccia al tesoro da regalare al mondo è però rimasta nella sua mente a lungo. Nel mentre la sua vita è andata avanti. Al fianco dell’amata Peggy, fidanzatina del liceo, è divenuto sette volte nonno. Ha venduto la galleria per acquistare un vecchio pueblo, con il permesso di scavare nella proprietà in cerca di reperti. Poi un giorno, dieci anni fa, ha acquistato un antico scrigno decorato con bassorilievi raffiguranti immagini femminili e lo ha riempito di oro, antiche monete, maschere di giada cinesi, smeraldi, diamanti e altri oggetti preziosi. Il tutto per un valore di quasi 2 milioni di dollari. Ha poi scelto un nascondiglio tra le Montagne Rocciose, “difficile ma non impossibile”. Per rendere perfetta la caccia al tesoro ha quindi inserito gli indizi utili ai cercatori in una poesia di 24 righe. In tal modo, come raccontato nell’autobiografia “The Thrill of the Chase” che contiene il poemetto, avrebbe consentito al mondo di vivere “il brivido della caccia”, da lui tanto amato.

350.000 cercatori in azione

E sono stati davvero in migliaia a sfidarsi nella caccia al tesoro. Una cifra che supera i 350.000 avventurieri. Qualcuno ha anche abbandonato il lavoro per concentrarsi nella ricerca. C’è chi è morto nel deserto e chi ha denunciato Fenn per aver inventato una fandonia. Nei messaggi ricevuti negli anni dal collezionista d’arte si leggono astio ma anche riconoscenza, per aver regalato al mondo una sfida. “Chiunque lo trovi, avrà passato del tempo a riflettere profondamente consultando qualche mappa – dichiarava qualche anno fa  -. E ha abbastanza fegato da inseguire i propri sogni“.

Mai si sarebbe aspettato che la ricerca si concludesse in “soli” 10 anni. “La stele di Rosetta è stata sottoterra per duemila anni prima d’essere rinvenuta. E nel forziere c’è una mia autobiografia, arrotolata e infilata in un barattolo d’olive per proteggerla dall’umidità. Voglio che chi lo trova sappia chi è il matto che ha abbandonato quel patrimonio”.

The end

Il recente ritrovamento, ad opera di uno sconosciuto cercatore di tesori, è stato confermato dallo stesso scrittore sul suo blog. “Non conosco la persona che l’ha trovato ma la poesia nel mio libro l’ha portato nel punto preciso”, ha spiegato. Ora che la caccia è finita è inevitabile che il vecchio Fenn provi un moto di malinconia. “Non so se essere felice per il ritrovamento o triste perché la caccia è finita”, ha dichiarato, aggiungendo che il vero obiettivo della sfida lanciata dieci anni fa fosse di concedere agli avventurosi cercatori del tesoro l’occasione di sperimentare il senso dell’esplorazione tra le meraviglie della natura delle Montagne Rocciose.

“Non c’è niente come sedersi sotto un alto pino e, semplicemente, osservare, contemplare. Ho passato ore ed ore a guardare la messa in scena della natura, gli scoiattoli che scorrazzano, le aquile e gli sparvieri alla ricerca di cibo, le formiche indaffarate tra le foglie”. 

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