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Ferrate sulle Alpi occidentali, in edicola numero speciale di Meridiani Montagne

È in edicola il secondo speciale dedicato alle Ferrate: “Ferrate sulle Alpi occidentali”.

Con questo secondo volume Montagne, dopo aver esplorato le Dolomiti, si sposta a ovest della catena alpina. Dalle entusiasmanti ferrate di Grigne e Resegone a quelle dei giganti della Valle d’Aosta. Per proseguire sulle Alpi Biellesi, in Val di Susa e sulle grandi montagne del Cuneese. Fino ad arrivare oltre confine con alcuni tra i più interessanti percorsi attrezzati tra Francia e Svizzera.

In allegato al numero la cartina escursionistica con una selezione degli itinerari più interessanti.

Il terzo speciale, “Ferrate sugli Appennini”, sarà in edicola in agosto.

L’editoriale del direttore

Le prime ferrate alpine italiane risalgono agli inizi del Novecento (vedi il precedente numero speciale di Montagne dedicato alle Dolomiti), ma fin da principio l’idea di attrezzare le pareti con catene e pioli per facilitare l’ascesa anche agli alpinisti meno esperti venne accolta con una certa freddezza, perché questa “nuova pratica” poteva avere, secondo alcuni, risvolti poco prevedibili, se non addirittura funesti.

Oltretutto in quegli anni costruire ferrate significava trasportare a spalla grandi quantità di materiali e attrezzi, passare lunghe ore in parete a conficcare pioli, tirare cavi d’acciaio, disegnare gradini nella roccia. Un lavoro durissimo. Malgrado ciò, a partire dagli anni Cinquanta e Sessanta, di pari passo con il boom economico e turistico, presero forma in Italia sempre più sentieri attrezzati. Nel corso del tempo, però, la loro concezione è andata mutando: non più itinerari ideati per agevolare la salita agli alpinisti, ma percorsi altamente spettacolari e a elevato impegno sportivo. Così, se in origine le vie ferrate erano presenti quasi esclusivamente nelle Alpi Orientali, in particolare nelle Dolomiti, negli ultimi decenni i percorsi attrezzati hanno conquistato tutte le Alpi, da est a ovest, dalle cime più elevate alle basse quote, interessando anche i territori di Slovenia, Austria, Germania, Svizzera e, soprattutto, Francia. È stato infatti nel Paese transalpino che, a fine anni Ottanta, è avvenuto primariamente il cambio di rotta: per non deturpare le vette, le grandi pareti e le vie storiche, si sono cominciate a realizzare ferrate su strutture minori, anche di media montagna, che non portano ad alcuna cima. Itinerari costruiti principalmente a scopo ludico, generosamente attrezzati con cavi, maniglie, staffe e, se possibile, un ponte tibetano sospeso nel vuoto, per aumentare l’adrenalina ma in tutta sicurezza.

Oggi sono molte, nelle Alpi Occidentali a cui è dedicato questo volume, le ferrate “alla francese”, abbondantemente provviste di gradini e mancorrenti in modo da poter essere frequentate anche da persone senza particolare esperienza alpinistica: basta avere un po’ di equilibrio, forza nelle braccia, kit da ferrata e… non soffrire di vertigini!

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