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Sara Grippo e la lotta dei più deboli contro il coronavirus: “Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti”

Buon senso, concordia, responsabilità, collaborazione. Queste le richieste che ci vengono mosse dal Governo da settimane. Un invito, quello di pensare al plurale, per il bene della collettività, modificando le nostre abitudini quotidiane per contrastare in maniera rapida ed efficace il diffondersi del coronavirus. La curva dei contagi cresce. Sembra non voler raggiungere quel picco che attendiamo da giorni e che rappresenterebbe l’inizio della discesa. Un primo piccolo segnale di una vittoria collettiva. È ancora troppo alto il numero di coloro che stentano ad attenersi alla più semplice delle raccomandazioni ministeriali: stare a casa.

A nessuno piace perdere la propria libertà, le proprie abitudini. Soprattutto se si è in salute. Ma ci troviamo di fronte a un nemico invisibile all’occhio umano, che esprime tutta la sua forza sui più deboli. Ed è loro che siamo chiamati a difendere, limitando la nostra libertà. Gli anziani e gli immunodepressi, coloro per i quali l’infezione da COVID-19, che in soggetti con un sistema immunitario efficiente determina una sintomatologia simil influenzale, con grande probabilità comporterà complicazioni, quali la polmonite interstiziale. Un termine che in questi giorni sentiamo ripetere di frequente, ogni volta che i telegiornali ci aggiornano sul numero in calo di posti disponibili nei reparti di terapia intensiva. Il compito primario della collettività è al momento uno soltanto: evitare che il virus raggiunga i deboli.

È così difficile assecondare la richiesta di “stare a casa” avanzata dal Governo? E se a chiedercelo fosse invece una persona a rischio, lo ascolteremmo di più? Bene, a chiedercelo è Sara Grippo. La Sara dai capelli a cespuglio, come la descrive scherzosamente il fidanzato Stefano Ghisolfi. La Sara sempre sorridente, perché per lei ogni nuovo giorno è un regalo in quella che definisce la sua seconda vita, iniziata due anni fa, dopo un trapianto di rene, atteso per 5 lunghi anni e mezzo, a seguito di una inattesa diagnosi di glomerulonefrite autoimmune.

L’appello di Sara

“In questi giorni così concitati ho dovuto fare silenzio in me stessa perché tutto mi sembrava surreale, non ho scritto niente fin ora perché avrei voluto trovare le parole giuste. Non so se queste lo saranno ma questo è quello che sento… – inizia così l’appello di Sara, divulgato attraverso i social, in cui racconta come ci si sente ad essere gli “anelli deboli della catena” nell’emergenza coronavirus.

“Sono preoccupata per la mia salute che tanto ho aspettato dopo 6 anni di dialisi, con il trapianto sono rinata ma la terapia immunosoppressiva che devo fare per evitare il rigetto rende il mio sistema immunitario compromesso rendendomi così più esposta. Ho paura, tanta…mi sento come immersa in un limbo buio di preoccupazione, di confusione, di notizie frenetiche che mi avvolgono…questa situazione mi sembra surreale e il mattino leggere le notizie mi sembra un incubo. Sono abituata a dover portare la mascherina, l’ho dovuta portare per diversi mesi dopo il trapianto di rene, ho passato due mesi completamente chiusa in casa per via della forte immunosoppressione…Sono un ‘anello debole di questa catena’ che è questa società, come gli altri immunodepressi, i pazienti oncologici, gli altri trapiantati, gli anziani e chiunque debba prendere terapie che indeboliscono il sistema immunitario…siamo persone che hanno lottato, stanno lottando, siamo più fragili e abbiamo bisogno di protezione e quindi anche dell’aiuto di tutti in questo momento.

La malattia in questi anni mi ha richiesto sacrifici in ogni aspetto della mia vita, sacrifici sotto forma di tempo, di lavoro, di persone, di sofferenza e di accettazione. E in questi giorni anche a tutti NOI, a questa catena che è la società, la collettività in cui ognuno è connesso, ci vengono chiesti dei sacrifici, ci viene chiesto di essere responsabili, per noi stessi e per l’intera comunità. Ci viene imposto di ‘rallentare’, di stare a casa, di evitare di trovarci in gruppo…di ‘stare più con noi stessi’. La situazione è grave a prescindere, è grave per chi rischia la vita, è grave per chi rischia il lavoro (la salute diverrà comunque una conseguenza).

Dobbiamo essere partecipi tutti quanti in questo momento, perché solo NOI, ognuno di noi può fare la differenza.
Non possiamo pensare che il cambiamento lo faranno gli ALTRI perché noi siamo gli altri, noi siamo la collettività e noi tutti, ognuno di noi è responsabile del cambiamento, ognuno ha il suo ruolo.
La superficialità può far del male a chi è più debole e serve il contributo di ognuno di noi. In questo momento ci sono medici, infermieri persone che lottano in prima linea da giorni negli ospedali per salvare la vita ad altre persone, senza poter vedere più le loro famiglie, senza avere sosta…se noi non ci prendiamo le nostre responsabilità e cambiamo le nostre abitudini di vita per un periodo (non ci viene chiesto per sempre!), se non lo facciamo abbandoniamo il nostro Sistema Sanitario, i nostri medici, le persone che più di tutto in questo momento hanno bisogno di essere supportate e aiutate e noi possiamo farlo rispettando le regole che ci vengono date, rallentando così la marcia di questo Virus.

Non possiamo mettere in ginocchio PER SCELTA il nostro Sistema Sanitario solo perché non sappiamo rinunciare (per un periodo!) a delle nostre abitudini, perché così facendo rischiamo il collasso degli ospedali in tutta Italia! Cambiare le proprie abitudini è difficile, lo so perché in questi 12 anni la malattia mi ha stravolto la vita sotto ogni aspetto. Credo che da tutta questa situazione quello che può esserci di positivo è ‘l’avere tempo’, il ‘rallentare’ cosa che non ci è mai concessa. Si può trovare motivazione in altro, porsi nuovi obbiettivi è sempre molto stimolante, anche io farò così in questi gg troverò cose da fare a casa, cercherò di leggere ‘quel libro che avrei sempre voluto cominciare’, farò yoga (disciplina che amo con tutto il mio cuore), lavorerò da casa, scaleró su pannello in garage con Stefano, riordinerò cose buttate in un angolo perché ‘non ho mai tempo’…ora ce l’ho! Mi vedrete con la mascherina per proteggermi, non mi vedrete per un po’ in giro, non vi bacerò e abbraccerò come è mio solito fare…e anche Stefano dovrà fare molta attenzione essendomi strettamente vicino.

Ho pianto tanto in questi giorni, ma che si pianga o si rida questa cosa andrà avanti e farà il suo corso, allora, forse se si vuole restare forti e vigili, il modo migliore è essere attivi e reattivi, pensando e facendo quello che è più giusto nella speranza che tutto si risolverà, perché siamo tutti connessi e forse questa situazione ce lo insegnerà più di ogni altra cosa”.

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7 Commenti

  1. Gli italiani si sanno sempre distinguere per il loro rispetto ed educazione. Da giorni e giorni ci viene raccomandato di rimanere a casa. Perché pochissimi lo fanno? Questo weekend, caratterizzato da tanta neve e tanto sole, qua da noi, zona turistica di montagna, c’era un finimondo di gente arrivata dalle città per sciare. Ed impianti tutti aperti. Lo trovo scandaloso. Cosa vi costa primo, tenere chiuso gli impianti in modo tale di non attirare turisti, secondo al di là degli impianti aperti, rimanere a casa. Ne gioverebbe il futuro di tutti. Dopotutto, se tutti obbedissero, la crisi si risolverebbe più in fretta. Qualche giorno di clausura non fa male a nessuno, ma fa del bene alla comunità.

  2. E fa bene anche a noi stessi, stare un po’ a casa sarà salutare per tutti, non avremo lo stress di incontrare persone, andare a cenare fuori, avere una vita sempre di corsa, fermiamoci un po’, faremo del bene a noi, e a tante altre persone.

  3. Fa pure pensare il fatto che su certi articoli (ad esempio l’intervista di urubko) ci siano un sacco di commenti, su un fatto così importante come questo su sara e il contenimento del corona virus, zero.

  4. Della tv sento niente.
    Dei teletext si riesce a leggere niente.
    Però ho letto tutto l’articolo e la lettera di Sara.
    Molto sincera, molto forte.

  5. sara condivido il tuo commento. ti seguo da quando ho visto su web del tuo problema ora mi auguro in via di risoluzione. così come per duilia la moglie di 1 mio caro amico operata 1 mese fa con tutti i problemi che hai descritto. forza sara e dudu. ho ank visto il video con te e stefano “training home” , bellissimo, senza sbatti ma coinvolgente. un abbraccio a entrambi

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