Cronaca

L’orso M49 è uscito dal letargo. Ha le ore contate?

E si fanno vedere anche i lupi

Sulle Alpi ha ripreso a nevicare, ma questo inverno mite ha già avuto una conseguenza importante. L’orso M49, che il ministro Sergio Costa aveva battezzato Papillon, si è svegliato dal letargo nelle foreste dei Lagorai e di Cima d’Asta, ed è ricomparso in Val di Fiemme dove ha attaccato alcune arnie e un asino. Le ultime segnalazioni lo danno in viaggio verso nord, in direzione del Passo di Lavazè e dell’Alto Adige, dov’era stato segnalato in autunno. 

Le prime segnalazioni

La prima segnalazione, nella notte tra l’1 e il 2 marzo, è arrivata dal Maso Arodol, tra Molina di Fiemme e la valle del Passo Manghen. Gli agricoltori sono stati svegliati dall’abbaiare dei cani. Al mattino hanno trovato alcune arnie distrutte e le tracce dell’orso sulla neve. Poi l’orso ha traversato l’Avisio e si è spostato a nord. La notizia più recente, l’attacco a un asino nei pressi di Daiano, in località Valli, risale a stamattina. 

Il risveglio del plantigrado non è stato una sorpresa. Secondo il sito della Provincia di Trento, “a febbraio gran parte degli orsi prosegue il letargo in modo discontinuo. Gli orsi nelle ore più calde del giorno possono uscire dalla tana e rimanere nelle sue vicinanze, mentre i nuovi nati continuano a crescere accuditi dalla madre”. 

Ricordiamo che M49-Papillon, uno dei circa 60 orsi del Trentino, si era fatto notare nel 2017 per la sua capacità di fare danni ad allevamenti, caseifici e alveari. Nella notte tra il 13 e il 14 luglio, a seguito di un’ordinanza della Provincia di Trento, è stato catturato in Val Rendena, e trasferito nei recinti del Castellèr. Evaso saltando una barriera elettrificata alta due metri, è stato segnalato sulla Marzola, presso Giovo e tra la Val di Fiemme e il Passo di Lavazè, noto d’inverno per le sue piste da fondo. 

A dare la notizia, ieri, sono stati Il Dolomiti, sempre attento alle questioni ambientali del Trentino, e Paolo Scarian, grande esperto del ritorno dei carnivori sulle Alpi e animatore del gruppo Facebook Fiemme e Fassa, il ritorno del lupo. Secondo me M49 ha le ore contate, perché è un orso prevedibile e che si fa notare” scrive Scarian sulla sua pagina social. “La nevicata lo spingerà nel fondovalle in cerca di cibo, che ovviamente qualcuno gli metterà a disposizione. Da tempo si aspettano dei fatti eclatanti per poter alzare la voce. M49 farà una brutta fine”.

Cosa succederà all’orso m49?

Resta da capire cosa farà la Provincia di Trento. Uomini e donne del Corpo Forestale hanno seguito le tracce di M49 dal suo risveglio, ed è noto che l’animale è entrato e riuscito più volte dalle trappole “a tubo” che sono state piazzate per catturarlo. Da quando è fuggito dal Castellèr, l’orso ha fatto meno danni del previsto, e gli allevatori della zona sono bene o male riusciti a convivere con la sua presenza. 

A complicare la faccenda, e a giustificare il pessimismo di Scarian, sono le elezioni comunali di Trento, previste per il 3 maggio, con eventuale ballottaggio il 17. È logico pensare che la Lega, che governa la Provincia con Maurizio Fugatti, voglia presentarsi agli elettori con lo “scalpo” dell’orso fuggitivo. L’altra incognita è la Provincia di Bolzano, con la sua ordinanza del 20 luglio che prevede l’abbattimento “se l’orso diventerà pericoloso”. Ma chi prenderà la decisione finale?

Non solo l’orso

Per gli amministratori dell’Alto Adige/Südtirol e del Trentino, il problema non è soltanto l’orso. Nel 2019, più volte, il presidente Fugatti e il suo collega Arno Kompatscher si sono scagliati contro i lupi che ricolonizzano progressivamente i loro territori. Entrambe le Province hanno chiesto il permesso di abbatterli. 

In Val di Fiemme non c’è solo M49. Qualche giorno fa, in Val Cadino, accanto all’itinerario probabilmente seguito dall’orso, un gruppo di scialpinisti ha osservato a lungo quattro lupi” prosegue Paolo Scarian. I campioni di feci raccolti in queste settimane confermano che si tratta di un piccolo branco ormai stanziale. Forse, come temo, M49 alla fine sarà ucciso. Per i lupi presenti nelle valli di Fiemme e di Fassa, invece, è difficile che i fautori dell’abbattimento l’abbiano vinta”.

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Un commento

  1. Non serve ucciderlo, la gente che vuole ucciderlo ha una mentalita limitata da ‘800, si può anestetizzarlo e trasportarlo in altre zone delle Alpi, se non sbaglio anche Primiero è disposta ad ospitarlo.

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